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NIS2, scadenze 2026: la guida per le piccole imprese



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La direttiva NIS2 cambia il modo in cui le PMI devono gestire la cybersecurity. Non è un adempimento per grasicrendi aziende: riguarda fornitori, filiere e governance. Le scadenze del 2026 impongono un percorso strutturato di adeguamento, proporzionato ma concreto

Pubblicato il 23 feb 2026

Paola Generali

presidente Assintel



nis2

Mentre le scadenze NIS 2 del 2026 si avvicinano, molte piccole e medie imprese faticano ancora a comprendere se e come la normativa le riguardi. La risposta, come emerge dall’analisi del quadro normativo, è chiara: il coinvolgimento è già in atto, e attendere non è più un’opzione percorribile.

La NIS2 e le PMI: una direttiva che riguarda tutti

La direttiva Network and Information Security 2 rappresenta uno dei passaggi più rilevanti degli ultimi anni nel modo in cui l’Unione Europea affronta il tema della sicurezza informatica. Non si tratta di un semplice aggiornamento normativo, ma di un cambio di prospettiva che coinvolge in modo diretto anche le piccole e medie imprese, spesso portate a considerare la cybersicurezza come un tema distante o riservato a organizzazioni di grandi dimensioni.

La realtà è diversa. La NIS2 introduce una visione sistemica della sicurezza, che supera il concetto di perimetro aziendale e guarda alle interdipendenze tra imprese, fornitori, partner tecnologici e clienti. In questo scenario, il ruolo delle PMI diventa centrale, perché costituiscono l’ossatura del tessuto economico e produttivo europeo e sono parte integrante delle catene del valore.

La cybersecurity come responsabilità di governance, non solo tecnica

È ancora diffusa l’idea che la NIS2 riguardi “altri”: grandi imprese, infrastrutture strategiche, settori altamente regolamentati. Questa percezione rischia di generare un pericoloso immobilismo. Molte PMI sono già oggi coinvolte, direttamente o indirettamente, e lo saranno sempre di più man mano che clienti e partner richiederanno garanzie in termini di sicurezza, continuità operativa e capacità di risposta agli incidenti.

La direttiva segna anche un passaggio culturale importante. La cybersecurity non è più un tema esclusivamente tecnico, confinato alle funzioni IT. Diventa una responsabilità di governance. Il management è chiamato a comprendere i rischi, a prendere decisioni consapevoli e a integrare la sicurezza nei processi aziendali.

Il ruolo della supply chain: quando anche le PMI diventano anelli critici

Uno degli aspetti più delicati riguarda la supply chain. La sicurezza non viene più valutata solo all’interno di una singola organizzazione, ma lungo l’intera filiera. Questo significa che anche aziende di dimensioni contenute possono essere considerate critiche se forniscono servizi, soluzioni o componenti a soggetti classificati come essenziali o importanti. La vulnerabilità di un anello può compromettere l’intero sistema.

Le scadenze del 2026: un percorso progressivo da avviare subito

Le scadenze previste, con un orizzonte che guarda al 2026, non devono essere interpretate come un traguardo lontano. Al contrario, richiedono una preparazione progressiva e strutturata. Adeguarsi significa avviare un percorso che parte dalla conoscenza del proprio stato di maturità, passa attraverso la mappatura degli asset critici e dei fornitori, e porta alla definizione di procedure, ruoli e responsabilità.

Notifica degli incidenti e gestione delle crisi: gli obblighi già in vigore

Un elemento spesso sottovalutato riguarda l’obbligo di notifica degli incidenti e la gestione delle crisi. La NIS2 introduce tempistiche e modalità precise: a partire da gennaio è entrato in vigore l’obbligo di notificare al CSIRT gli incidenti di sicurezza significativi. È quindi necessaria la predisposizione e l’approvazione, a livello di vertice aziendale, di un piano per la gestione degli incidenti di sicurezza. Questo piano non può essere un documento formale privo di applicazione pratica, ma deve definire ruoli, responsabilità, canali di comunicazione e modalità operative chiare. Le aziende devono sapere in anticipo cosa fare, come reagire e chi coinvolgere. L’improvvisazione, in un contesto di crescente complessità delle minacce, non è più sostenibile.

Nel corso del 2026 il quadro si completerà progressivamente. Ad inizio aprile è prevista la pubblicazione del “modello di categorizzazione” che stabilisce il processo, le modalità ed i criteri per l’elencazione, la caratterizzazione e la categorizzazione delle attività e dei servizi dei soggetti essenziali ed importanti. Tra maggio e giugno le organizzazioni dovranno affrontare un passaggio centrale: comunicare l’elenco delle attività e servizi erogati, comprensivi di caratterizzazione e definizione della loro rilevanza. Entro ottobre 2026 è fissato il termine ultimo per l’adozione delle misure di sicurezza di base. A chiudere l’anno, è previsto l’avvio delle attività di ispezione e verifica sistematica da parte dell’Autorità competente.

Competenze, partner esterni e processi: la strada per le PMI

Per molte PMI, uno degli ostacoli principali è la mancanza di competenze interne dedicate. È una condizione diffusa e comprensibile. Proprio per questo diventa fondamentale il ruolo dei partner esterni, dei fornitori qualificati e delle reti associative, in grado di supportare le imprese con approcci proporzionati, concreti e sostenibili nel tempo.

La formalizzazione dei processi è un altro passaggio chiave. Policy di sicurezza, piani di gestione degli incidenti, valutazioni periodiche del rischio e attività di formazione non sono adempimenti astratti, ma strumenti operativi che aiutano l’azienda a essere più resiliente. Per molte realtà si tratta di un cambiamento culturale prima ancora che organizzativo.

La NIS2 va inoltre letta in relazione al mercato. Sempre più spesso, la sicurezza informatica diventa un fattore di fiducia e di competitività. Clienti e partner chiedono garanzie, soprattutto nelle relazioni B2B e nei contesti internazionali. Dimostrare di avere un approccio strutturato alla sicurezza può fare la differenza nella scelta di un fornitore.

In questo senso, la direttiva non è solo un vincolo normativo. Può diventare un’opportunità per rafforzare la propria credibilità, migliorare i processi interni e posizionarsi come interlocutori affidabili. Le aziende che iniziano per tempo un percorso di adeguamento si trovano in una posizione di maggiore solidità rispetto a chi rimanda.

Proporzionalità e continuità aziendale: la sicurezza su misura per le PMI

È importante sottolineare il principio di proporzionalità. La NIS2 tiene conto delle dimensioni, della complessità e del ruolo delle organizzazioni. Non chiede alle PMI di comportarsi come grandi corporate, ma di adottare misure adeguate al proprio contesto e nel rispetto dei principi di proporzionalità e gradualità contribuire a un livello minimo di resilienza diffusa. La sicurezza informatica è ormai una componente essenziale della continuità aziendale. Non è più possibile considerarla un tema accessorio o rinviabile. La direttiva NIS2 rende esplicita questa responsabilità e la traduce in obblighi concreti, che richiedono metodo, consapevolezza e visione di lungo periodo.

Per le PMI, la sfida è chiara: comprendere il proprio ruolo nell’ecosistema digitale, valutare i rischi reali e avviare un percorso strutturato di adeguamento. Ignorare il problema non è una strategia. Affrontarlo con gradualità, competenza e supporto adeguato è oggi una scelta necessaria per garantire la sostenibilità e la crescita nel tempo.

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