Il FOSDEM, acronimo per Free and Open Source Software Developers’ European Meeting, si è tenuto dal 31 gennaio al 1° febbraio 2026 presso il campus Solbosch dell’Université Libre de Bruxelles. La 26a edizione di questo appuntamento, che si ripete ogni anno, ha riunito oltre 8.000 sviluppatori, contributori e appassionati di software libero e open source provenienti da tutto il mondo, per un weekend di presentazioni, discussioni e community building.
La conferenza di quest’anno ha raggiunto dimensioni senza precedenti con 1.216 relatori, 1.079 eventi in 71 track, 65 devroom e attività in 37 sale.
Il FOSDEM è un evento gratuito e senza necessità di registrazione, interamente organizzato da un gruppo internazionale di volontari, che nel corso degli anni – io partecipo sin dalle prime edizioni – è riuscito a rimanere fedele alla sua filosofia di evento indipendente che rappresenta la comunità del software libero e open source, nonostante la presenza di numerosi sponsor, che devono accettare delle regole abbastanza stringenti e vengono trattati alla pari di tutti gli altri, che siano interi progetti e singoli individui.
E parliamo di aziende come Arm, CNCF & OpenInfra Foundation, Codethink, Colt, Dstny, Eclipse Foundation, Element, Google, Grafana Labs, LMAX Group, Mozilla, Percona, Red Hat, SAP, UpCloud e Zabbix (in ordine rigorosamente alfabetico).
Quello che conta sono i contenuti, e le dimensioni della comunità. Quindi, i talk vengono valutati sui contenuti, e gli stand – piuttosto spartani, come si conviene a un evento del genere – vengono attribuiti in base alle dimensioni della comunità.
Indice degli argomenti
Dietro le quinte dell’evento indipendente: volontari e logistica di base
Il team dei volontari ha un nucleo storico, che è lentamente cambiato nel corso degli anni in base alle disponibilità dei singoli, e nel 2026 è stato di una trentina di persone. Purtroppo, non posso citarli tutti, perché l’elenco sarebbe troppo lungo, per cui mi limito ai nomi di coloro con cui ho avuto a che fare nel corso degli anni: Gerry Demaret, Richard Hartmann, Mark Van den Borre e Wouter Verhelst.
I volontari, in felpa e t-shirt gialla, iniziano a lavorare al FOSDEM alla fine dell’estate, quando vengono confermate le date, gestendo prima la chiamata per le devroom, che sono sempre una frazione di quelle che vengono proposte, per la limitazione delle aule disponibili, e poi quella per gli stand, anche loro limitati per le superfici disponibili nelle aree di passaggio. Poi coordinano i keynote nei due auditori, e organizzano tutto il resto, compresa la presenza dei food truck nel cortile centrale.
Naturalmente, l’evento non potrebbe aver luogo senza la disponibilità delle aule fornita dalla Université Libre de Bruxelles, che come contropartita chiede solo che alla fine gli spazi vengano lasciati nelle stesse condizioni in cui erano al momento della consegna, ovvero puliti, quasi come se il FOSDEM non avesse mai avuto luogo.
Ogni anno, da ventisei anni, l’evento si materializza e dematerializza nel giro di poche ore, creando un punto di incontro globale a cui partecipa tutto il mondo del software libero e open source. La sua importanza è cresciuta al punto da essere al centro di una settimana di appuntamenti sia a livello istituzionale – Bruxelles è nel cuore dell’Europa, ed è la sede degli uffici dell’Unione Europea – sia a livello delle singole comunità.
FOSDEM 2026 come full immersion: opportunità e limiti della partecipazione
Per chi non conosce il mondo del FOSS, il FOSDEM è una full immersion in questo ambiente, con i suoi lati positivi e i suoi lati negativi, primo fra i quali l’impossibilità di fare tutto quello che si vorrebbe in termini di partecipazione ai singoli eventi e di relazione con le singole persone. Peraltro, è l’unico modo per “respirare” il FOSS all’interno della sua realtà più genuina, quella che lo rende affascinante e allo stesso tempo difficile da comprendere, soprattutto per le aziende.
Una full immersion che è anche un termometro dello stato del software libero e open source, visto che in due giorni viene erogata una quantità di contenuti che è difficile da immaginare restando al di fuori dell’evento. Infatti, uno dei temi chiave del FOSDEM 2026 è stato proprio la crisi di sostenibilità che stanno affrontando i progetti open source.
Sostenibilità, burnout e modelli di finanziamento per l’open source
Il keynote “Free as in Burned Out: Who Really Pays for Open Source” ha affrontato il costo finanziario ed emotivo del mantenimento dei progetti FOSS, riassumendo le preoccupazioni della comunità in merito a burnout degli sviluppatori, modelli di finanziamento sostenibili per i progetti open source e responsabilità delle aziende nel sostenere l’ecosistema da cui dipendono.
La Funding FOSS devroom, co-organizzata da NGI, Free Software Foundation Europe, Linux Foundation Europe, Prototype Fund e Sovereign Tech Agency, ha riunito sviluppatori, finanziatori, responsabili politici e istituzioni per esplorare modelli di finanziamento sostenibili per la sostenibilità a lungo termine.
IA e sicurezza: sfide operative e pressione sui manutentori
Ovviamente, grande attenzione anche per l’intelligenza artificiale e la sicurezza.
Il keynote di Michiel Leenaars di NLnet – “FOSS in tempi di guerra, scarsità e IA (antagonista)” – ha esplorato come l’open source debba adattarsi a sistemi di IA utilizzati per generare spam e “slop” che sopraffanno i manutentori, minacce alla sicurezza in un panorama digitale sempre più ostile e necessità di resilienza nelle infrastrutture open source di tipo strategico.
Daniel Stenberg, lo sviluppatore di curl, ha parlato dell’impatto dell’IA sull’open source, affermando che, sebbene l’IA possa essere uno strumento utile, i progetti open source sono sommersi da contributi di qualità discutibile generati dall’IA che rubano tempo prezioso ai gestori dei progetti.
Sovranità digitale in Europa: geopolitica del codice e investimenti
Nel contesto europeo, un altro tema particolarmente importante è stato quello della sovranità digitale.
Daniel Izquierdo e Jesus Gonzalez-Barahona hanno affrontato il tema “La geopolitica del codice: dalla sovranità digitale alla frammentazione globale”, e hanno analizzato gli sforzi dell’Europa per ridurre la dipendenza dalle Big Tech, il ruolo dell’open source come pietra angolare della sovranità digitale, l’evoluzione geopolitica che influenza lo sviluppo del software, e il ruolo della politica e della regolamentazione nel plasmare il panorama del FOSS.
Nel complesso, il tema della sovranità digitale e degli investimenti dell’Unione Europea nelle infrastrutture open source è stato evidente durante tutto l’evento, con circa 100 interventi in 14 diverse devroom.
Anniversari e continuità: KDE e Percona al centro della community
Durante il FOSDEM 2026, la comunità ha festeggiato due anniversari, i trent’anni del progetto KDE, che hanno completato la sua evoluzione da ambiente desktop a ecosistema completo di applicazioni e framework, e i vent’anni di Percona, con le sue soluzioni di database open source, festeggiate dai membri della comunità, che hanno condiviso le loro esperienze con la piattaforma.
Tutto questo non è che un’estrema sintesi dei contenuti del FOSDEM 2026, senza citare gli eventi che lo hanno preceduto e seguito, e quelli organizzati in parallelo o nelle serate.
Video, dirette e archivio: come rivedere talk e devroom
Per chi vuole avere un’idea a posteriori, tutte le presentazioni nei due auditori e tutte le devroom vengono registrate, utilizzando un sistema proprio del FOSDEM e ovviamente sviluppato a partire da software open source, e trasmesse in diretta. I video vengono poi verificati ed eventualmente corretti per la pubblicazione entro poche ore, e la maggior parte è già disponibile sul sito del FOSDEM.
L’ampiezza dei contenuti tecnici, dallo sviluppo del kernel di basso livello alle discussioni politiche di alto livello, dimostra la maturità e la diversità del FOSS. Il ruolo del FOSDEM come spazio di incontro neutrale è più importante che mai, e il successo dell’edizione 2026 dimostra l’impegno della comunità verso la crescita dei principi alla base del software libero e open source che la ispirano.


















