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L’Europa di fronte alla crisi climatica: adattarsi è la vera sfida



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Le tensioni geopolitiche e il rallentamento delle politiche di mitigazione rendono sempre più urgente rafforzare l’adattamento climatico in Europa. Tra ritardi attuativi, rischi crescenti e coinvolgimento ancora debole dei territori, la nuova strategia UE sarà decisiva per resilienza, sicurezza e coesione sociale

Pubblicato il 31 mar 2026

Roberto Bonino

Volt Europa



Cambiamento climatico
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Le crisi geopolitiche e la crescita di partiti che minimizzano o ignorano la crisi climatica hanno significativamente frenato le iniziative per contenere il riscaldamento globale.

Nel corso dell’ultimo World Economic Forum di Davos, svoltosi a gennaio, è stato evidente come il dibattito si sia allontanato dalla mitigazione del cambiamento climatico. Di recente, dopo aver ritirato gli USA da 66 organismi internazionali, tra cui l’Accordo di Parigi, l’amministrazione Trump ha imposto all’Agenzia Internazionale per l’Energia di ridurre il suo impegno verso l’obiettivo “net zero“. Anche l’Unione Europea ha iniziato a rivedere i propri obiettivi climatici, adottando una linea definita “realistica“.

È quindi sempre più importante prepararsi a gestire le conseguenze ambientali, economiche e sociali del cambiamento climatico, assumendo costi che saranno probabilmente ben superiori a quelli di adeguate politiche di mitigazione. Secondo la Corte dei Conti Europea, esporre l’economia dell’UE attuale a un riscaldamento globale di 1,5 a 3 °C rispetto ai livelli preindustriali comporterebbe una perdita economica annuale compresa tra 42 e 175 miliardi di euro.

La strategia di adattamento climatico in Europa

L’adattamento al cambiamento climatico sarà un processo estremamente complesso, poiché oltre alle prospettive economiche e tecnologiche è necessario considerare anche i processi evolutivi culturali delle nostre società. Modificare abitudini radicate, influendo sia sui comportamenti individuali che sulle dinamiche globali, richiede l’impegno di tutti i settori della società.

La strategia europea di adattamento del 2021

Attualmente, le azioni nell’UE sono inquadrate dalla strategia di adattamento al clima adottata nel 2021 e dalla Normativa Europea sul Clima del 2021 che fissa l’obiettivo vincolante di neutralità climatica entro il 2050 e un taglio delle emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. La normativa introduce un meccanismo di revisione periodica degli obiettivi e impegna tutti gli Stati membri a contribuire con piani nazionali coerenti.

Nel quadro della strategia del 2021 la Commissione Europea ha messo in funzione strumenti come Copernicus Climate Change Services per fornire dati aggiornati sul clima, climate-ADAPT per fornire informazioni concrete sulle vulnerabilità locali e le possibili azioni di adattamento o il Covenant of Mayors che riunisce oltre 10.500 autorità locali impegnate volontariamente a raggiungere gli obiettivi energetici e climatici dell’UE. Per sostenere un approccio sistemico la Commissione ha integrato l’adattamento ai cambiamenti climatici in diverse politiche, dall’agricoltura ai trasporti. Un’area di particolare interesse è la promozione di soluzioni basate sulla natura con l’obiettivo di proteggere il 20% delle aree di terra e di mare dell’UE entro il 2030. I fondi europei che a vario titolo sono stati impiegati per l’adattamento climatico (esclusa la politica agricola) sono stimati a oltre 26 miliardi di euro nel periodo 2021-27.

Criticità nella strategia di adattamento climatico in Europa

Nel suo rapporto del 2024 la Corte dei conti europea ha riscontrato che il quadro generale dell’UE per la politica di adattamento appariva corretto, notando tuttavia che talvolta gli Stati membri utilizzano dati scientifici obsoleti nei loro documenti di strategia nazionale di adattamento. Un’inchiesta su 400 comuni in tutta l’UE ha permesso di constatare che la maggior parte di essi non era a conoscenza delle strategie e dei piani di adattamento climatico europei e non utilizzava gli strumenti disponibili.

Infine, un’analisi più dettagliata ha esaminato 36 progetti relativi a inondazioni, scarsità idrica, gestione forestale, erosione costiera e zone montane. L’analisi ha mostrato che, anche se più della metà dei progetti ha affrontato efficacemente i rischi climatici, 13 hanno avuto un impatto limitato o nullo e due rischiavano addirittura di essere inappropriati, ad esempio promuovendo l’irrigazione invece di adottare colture meno bisognose di acqua. La Corte ha quindi raccomandato che la Commissione rafforzi la trasparenza sulla rendicontazione dell’adattamento climatico, valorizzi maggiormente gli strumenti dell’Unione Europea a disposizione per affrontare il cambiamento climatico e assicuri che ogni progetto finanziato sia conforme alle esigenze climatiche presenti e future.

Prospettive per la nuova strategia di adattamento e resilienza

La prima valutazione europea dei rischi climatici (EUCRA), condotta nel 2024 nell’ambito della strategia 2021, ha evidenziato che la preparazione della società è ancora insufficiente. L’attuazione delle politiche appare significativamente in ritardo rispetto all’aumento rapido dei livelli di rischio, tanto più che si prevede che il continente europeo subirà cambiamenti climatici superiori alla media. La valutazione ha identificato 36 rischi climatici che minacciano la sicurezza energetica e alimentare, gli ecosistemi, le infrastrutture, le risorse idriche, la stabilità finanziaria e la salute delle persone in Europa. Molti di questi rischi hanno già raggiunto livelli critici e richiedono interventi urgenti e decisi. Non a caso, la pressione sulle polizze assicurative è in costante aumento in Europa, mettendo in difficoltà cittadini ed enti locali.

Clima, geopolitica e tensioni sociali

Un aspetto dei rischi climatici che spesso sfugge all’attenzione del pubblico è il probabile aumento dell’instabilità geopolitica, con conseguenti crisi migratorie e tensioni sociali. È interessante notare come le forze politiche più attente alle questioni migratorie siano spesso le più critiche verso le politiche sul clima che potrebbero tuttavia prevenire fenomeni migratori ben più gravi di quelli attuali.

Il percorso verso il nuovo quadro europeo

I risultati della valutazione EUCRA contribuiranno all’elaborazione di un nuovo quadro integrato per la resilienza climatica e la gestione dei rischi in Europa, che dovrebbe essere adottato nella seconda metà del 2026 in risposta alle richieste del Parlamento e del Consiglio, nonché alle raccomandazioni della Corte dei conti. Il processo di sviluppo della nuova strategia è partecipativo e coinvolge tutte le parti interessate, anche attraverso un portale dove ogni cittadino ha potuto contribuire con la propria opinione.

L’impatto e gli obiettivi finali della nuova strategia dipenderanno dall’equilibrio che si riuscirà a trovare tra le diverse posizioni politiche nel Parlamento europeo, che vanno da un forte impegno per l’azione climatica dei Verdi alle posizioni per lo meno critiche di ECR (il gruppo Conservatori e Riformisti) e dei Patrioti per l’Europa. La recente richiesta del governo italiano di sospendere il mercato europeo degli ETS (Emission and Trading System) purtroppo non è di buon auspicio.

Coinvolgere i cittadini nelle politiche di adattamento climatico

Nel frattempo il cambiamento climatico inizia a farsi sentire nella realtà quotidiana. Un recente sondaggio condotto su 27.000 cittadini europei ha rilevato che, negli ultimi cinque anni, oltre l’80% ha subito almeno un impatto climatico, come ondate di caldo, alluvioni, incendi boschivi, scarsità d’acqua e venti forti. Le famiglie economicamente meno favorite sono state maggiormente penalizzate.

L’inchiesta ha inoltre esaminato le misure di adattamento e resilienza adottate o osservate dai cittadini. Le misure locali più frequentemente segnalate sono avvisi o allarmi per condizioni meteorologiche estreme. Più di un terzo dei rispondenti ha dichiarato di aver notato piantumazioni di alberi o miglioramenti nell’accesso agli spazi verdi nella propria zona. Più della metà si è dichiarata molto o abbastanza preoccupata che le temperature estremamente elevate potessero compromettere la vita quotidiana e il benessere in futuro.

Assemblee cittadine e partecipazione locale

Indipendentemente dall’ambizione della nuova strategia, l’accettazione delle politiche di adattamento e resilienza da parte dei cittadini sarà fondamentale per il suo successo. La crisi del COVID ha evidenziato come le reazioni politiche e sociali a misure imposte dall’alto possano assumere forme esasperate, sottolineando la necessità di un approccio inclusivo e partecipativo nella gestione delle emergenze. Negli ultimi anni, in Europa si è assistito alla diffusione delle assemblee cittadine sul clima, in cui gruppi di cittadini estratti a sorte sono attivamente coinvolti nelle decisioni politiche locali.

In Italia, ad esempio, Parma, Milano e Bologna hanno istituito delle assemblee cittadine sul clima per contribuire a proporre e attuare politiche comunali. Gli scenari regionali e locali guadagnano in credibilità, legittimità e rilevanza quando diversi gruppi di portatori di interesse sono coinvolti nel loro sviluppo. Volteuropa, insieme ai suoi rappresentanti all’Europarlamento, è particolarmente attiva nell’approccio partecipativo tramite uno strumento (eurosense.eu), di cui abbiamo parlato in un articolo precedente, che permette di raccogliere testimonianze dirette dei cittadini e coinvolgerli in riflessioni collettive per contribuire al dibattito sulle strategie di adattamento e resilienza in Europa

Adattamento climatico in Europa, la sfida politica finale

L’emergenza climatica richiede scelte decisive per il nostro modello sociale. L’Unione Europea possiede le risorse economiche, sociali e industriali necessarie per conciliare crescita, equità e tutela ambientale, ma è soggetta a forti pressioni esterne ed interne per ridimensionare le proprie ambizioni. Non si tratta solo di sostenibilità, ma anche e soprattutto di garantire la sicurezza nazionale dei paesi membri su questioni fondamentali come la sicurezza alimentare e l’accesso all’acqua. La nuova strategia sull’adattamento climatico rappresenterà una sfida cruciale per valutare se l’Unione avrà la volontà politica di garantire la sovranità dei cittadini su questi temi fondamentali. Un passo essenziale sarà far conoscere meglio l’esistenza degli strumenti messi a disposizione dall’UE nell’ambito dell’adattamento climatico e promuovere la partecipazione attiva di cittadini ed enti locali.

Ringraziamenti

Sono riconoscente per le istruttive conversazioni a Louisa Kelly, Policy Advisor, Environment and EU Budget (Volt), European Parliament


Referenze

Mathiesen, K., 2026. Davos climate resignation. POLITICO 2026-01-20.

La richiesta del governo italiano di sospendere il mercato ETS: https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/ue-urso-sospendere-ets-in-attesa-della-revisione-e-tassa-sulle-imp

Documenti dellUE sul cambiamento climatico

Forging a Climate-Resilient Europe – the New EU Strategy on Adaptation to Climate Change (2021). https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=COM:2021:82:FIN.

EUR-Lex, 2021. Normativa europea sul clima https://eur-lex.europa.eu/IT/legal-content/summary/european-climate-law.html

European Court of Auditors. 2024. Special Report 15/2024: Climate Adaptation in the EU. Version 51880. https://www.eca.europa.eu/ECAPublications/SR-2024-15/SR-2024-15_EN.pdf

EEA, 2024. European Climate Risk Assessment. Version 51633.. https://www.eea.europa.eu/en/analysis/publications/european-climate-risk-assessment.

EEA, 2026. Overheated and Underprepared: Europeans Experience of Living with Climate Change. Version 51656. European Environment Agency. https://www.eea.europa.eu/en/analysis/publications/overheated-and-underprepared-europeans-experience-of-living-with-climate-change.

Strumenti dell’UE per l’adattamento climatico

Copernicus Climate Chage services https://climate.copernicus.eu/about-us

climate-ADAPT https://climate-adapt.eea.europa.eu/en

Covenant of Mayors https://eu-mayors.ec.europa.eu/en/home

Transizioni nei sistemi complessi e implicazione dei cittadini

Schlaile, Michael P., Johan Kask, Joe Brewer, Kristina Bogner, Sophie Urmetzer, and Annick De Witt, 2022. Proposing a Cultural Evolutionary Perspective for Dedicated Innovation Systems: Bioeconomy Transitions and Beyond. Journal of Innovation Economics & Management 38 (2): 93 118. https://doi.org/10.3917/jie.038.0093.

Geels, Frank, and Johan Schot, 2010. The Dynamics of Transitions: A Socio-Technical Perspective. Version 50146.

Boswell, John, Rikki Dean, and Graham Smith, 2023. “Integrating Citizen Deliberation into Climate Governance: Lessons on Robust Design from Six Climate Assemblies.” Public Administration 101 (1): 182–200. https://doi.org/10.1111/padm.12883.

Lopez-Muoz, Paola, Luis Llases, Arthur Lauer, and Eleonora Mencarini. 2025. “Creating Local Storylines for Climate Mitigation and Adaptation with Policymakers across Europe: A New Participatory and Bottom-up Method.” Futures 171 (August 2025): 103617. https://doi.org/10.1016/j.futures.2025.103617.

Assemblee cittadine

https://www2.comune.milano.it/web/milano-cambia-aria/cosa-puoi-fare-tu/sei-una-cittadina-o-un-cittadino/assemblea-permanente-dei-cittadini-sul-clima

https://partecipa.comune.bologna.it/partecipa/percorsi/assemblea-cittadina-per-il-climahttps://www.comune.parma.it/it/argomenti/ambiente/energia-e-clima/parma-citta-climate-neutral-2030/assemblea-per-il-clima/percorso

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