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McEwan e l’IA: quando la macchina decide chi deve morire



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Ian McEwan torna con una distopia ambientata nel 2119, in cui l’intelligenza artificiale ha prima alimentato conflitti globali, poi è diventata uno strumento di sorveglianza psicologica. Il romanzo dialoga con il film Mercy per interrogarsi sul confine tra supporto tecnologico e meccanismo di controllo sociale

Pubblicato il 31 mar 2026

Marco Ongaro

Cantautore, librettista, saggista



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Dopo l’ucronia steam punk piazzata negli anni Ottanta del Novecento nel romanzo Macchine come me, il cui robot deuteragonista diventa terzo incomodo in un triangolo amoroso, Ian McEwan torna nel 2025 con una vera e propria distopia intitolata Quello che possiamo sapere, collocata nel 2119, a guerra globale e Grande Disastro ambientale conclusi.

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