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Cybersecurity industriale: 5 misure essenziali per proteggere gli impianti



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Le minacce informatiche colpiscono con crescente intensità i settori industriali e rendono indispensabile una difesa strutturata. Visibilità, protezione operativa, audit e segmentazione della rete aiutano le aziende a ridurre il rischio e a garantire continuità, conformità e resilienza

Pubblicato il 13 apr 2026

Cesare D’Angelo

General Manager Italy, France & Mediterranean, Kaspersky



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I settori industriali devono affrontare minacce informatiche sempre più gravi che mettono a rischio attività, sicurezza, stabilità finanziaria e sviluppo tecnologico. Il 2025 è stato caratterizzato da una pressione costante, che ha trovato riscontro in un quadro di minacce globali sempre più complesso.

Secondo l’ultimo report Kaspersky Security Bulletin, la percentuale di computer ICS attaccati da malware è rimasta elevata, attestandosi intorno al 20% nel terzo trimestre dell’anno scorso.

Le misure proattive di sicurezza informatica non sono più opzioni facoltative, ma una necessità per garantire la continuità operativa, la conformità normativa e la protezione dalle costose violazioni. Grazie all’implementazione di queste misure, le aziende possono mitigare i rischi, proteggere i dati sensibili e mantenere l’integrità operativa in un ambiente informatico sempre più ostile.

La cybersecurity industriale parte da visibilità e priorità

Una solida strategia di cybersecurity deve partire da una visibilità completa, che consenta di individuare gli elementi da proteggere e i rischi maggiori. Negli ambienti industriali, dove i sistemi IT e OT si integrano, ciò richiede non solo un inventario completo delle risorse, ma anche una metodologia di valutazione dei rischi adeguata alle realtà operative.

Un inventario accurato e costantemente aggiornato di tutti i componenti hardware, software e segmenti di rete è fondamentale per comprendere la superficie di attacco. Gli ambienti industriali richiedono un’attenzione particolare ai componenti ICS, come i Programmable Logic Controller (PLC), le interfacce uomo-macchina (HMI) e i server SCADA, che richiedono misure di sicurezza diverse rispetto alle risorse IT tradizionali. Gli strumenti di rilevamento automatico, in particolare quelli che utilizzano il monitoraggio passivo per evitare di interrompere i processi OT, aiutano a mantenere la visibilità in tempo reale riducendo al minimo i punti ciechi.

Un approccio di questo tipo permette di collegare la mappatura delle risorse a una lettura concreta del rischio. Le organizzazioni possono così capire dove intervenire prima e con quali strumenti.

Valutare i rischi nei sistemi OT e ICS

Stabilita una solida base di riferimento per le risorse, le organizzazioni possono eseguire una valutazione dei rischi significativi che consentono di soddisfare i criteri di rischio aziendali e tenere conto delle conseguenze sia fisiche che informatiche. I framework specifici per l’OT, come ad esempio Purdue Reference Model, aiutano a segmentare le reti in aree di sicurezza, mentre i penetration test (Black Box, Grey Box e White Box) rivelano le vulnerabilità da molteplici prospettive di attacco. I risultati dovrebbero fornire informazioni dettagliate e utilizzabili su come le vulnerabilità e i rischi identificati si relazionano al processo di produzione, in modo che un’organizzazione possa implementare misure di sicurezza efficaci.

Questo approccio consente un processo decisionale basato sul livello di rischio, garantendo che i controlli di sicurezza (segmentazione della rete, gestione delle patch, restrizioni di accesso) vengano applicati dove sono più necessari. Quantificando i rischi in termini operativi e finanziari, le aziende possono allineare gli investimenti nella sicurezza informatica alle minacce effettive, salvaguardando sia la produttività che la sicurezza.

Difendere gli asset critici e rilevare le anomalie

Una volta che un’organizzazione ha effettuato un inventario completo delle risorse e una valutazione dei rischi, sarà in grado di proteggere le risorse critiche e rilevare le minacce emergenti. Negli ambienti OT, dove i sistemi legacy e moderni, nonché le operazioni in tempo reale, richiedono approcci di sicurezza specializzati, le aziende hanno bisogno di soluzioni che proteggano senza interruzioni, mantenendo una vigilanza costante su eventuali anomalie.

Gli endpoint industriali, come PLC, workstation di progettazione e HMI, richiedono misure di sicurezza adeguate alle loro specifiche esigenze operative. Molti funzionano su sistemi operativi obsoleti (ad esempio Windows XP) o non dispongono delle tradizionali misure di sicurezza IT, rendendoli vulnerabili. Una protezione efficace include:

Controlli essenziali per gli endpoint industriali

  • Metodi sicuri di prevenzione delle minacce agli endpoint;
  • Whitelisting per bloccare l’esecuzione di software non autorizzato;
  • Meccanismi di aggiornamento air-gapped per ambienti offline o sensibili;
  • Consumo di risorse di sistema ottimizzabile

Questi controlli devono supportare i protocolli industriali (Modbus, DNP3) e integrarsi perfettamente con i sistemi di automazione per evitare interruzioni operative.

Poiché le reti OT sono complesse ed eterogenee, gli aggressori possono operare senza essere rilevati fino a quando non si verificano danni. Le soluzioni di rilevamento avanzate compensano questo problema:

Tecniche di rilevamento da integrare nel monitoraggio

  • analizzando il traffico di rete tramite Deep Packet Inspection (DPI) alla ricerca di comandi di controllo dannosi;
  • sfruttando l’apprendimento automatico per identificare anomalie comportamentali nei dispositivi o nei processi;
  • monitorando le configurazioni alla ricerca di modifiche non autorizzate (ad esempio logica PLC alterata);
  • fornendo capacità estese di rilevamento e risposta per host e reti.

Integrate con un sistema SIEM (Security Information and Event Management), queste funzionalità consentono di centralizzare gli alert, aiutando i team a distinguere tra minacce informatiche e malfunzionamenti operativi. Ad esempio, modelli di traffico imprevisti potrebbero indicare un attacco informatico o un dispositivo configurato in modo errato che necessita di manutenzione.

Unificando i controlli di protezione con il monitoraggio in tempo reale, le organizzazioni possono sia rafforzare i propri sistemi contro le minacce note sia rilevare rapidamente i rischi emergenti. Questo duplice approccio non solo soddisfa gli standard di conformità (NERC CIP, IEC 62443), ma riduce anche al minimo i tempi di inattività, garantendo che le misure di sicurezza migliorino, anziché ostacolare, l’affidabilità industriale.

Audit e conformità nella cybersecurity industriale

Per garantire il corretto funzionamento dei sistemi di rilevamento e protezione, le aziende devono condurre audit di sicurezza regolari. Questi verificano che le misure di cybersecurity adottate siano conformi agli standard di settore, ai requisiti normativi e alle policy interne. Nei settori industriali, gli audit si concentrano spesso su framework quali IEC 62443, NIST CSF o ISO 27001, che impongono controlli specifici per la protezione delle infrastrutture critiche.

Un processo di audit efficace comprende:
revisione delle policy per garantire l’attuazione della governance in materia di sicurezza informatica;
test tecnici (ad esempio, scansioni delle vulnerabilità, controlli della configurazione);
gap analysis rispetto ai parametri di conformità;
pianificazione delle misure correttive per ovviare alle lacune.

Per gli ambienti OT, gli audit devono valutare anche la sicurezza fisica, i controlli di accesso e i rischi legati ai fornitori terzi. I risultati devono essere documentati e presentati alla dirigenza esecutiva per garantire investimenti continui nel miglioramento della sicurezza informatica.

Come segmentare la rete nella cybersecurity industriale

L’ultimo tassello del puzzle è la segmentazione della rete (zone e condotti). Se eseguita correttamente, questa operazione consente di isolare i sistemi critici e limitare i movimenti laterali in caso di violazione. Basato su standard quali IEC 62443, questo approccio raggruppa le risorse in base alla funzione e al livello di rischio (ad esempio, sistemi critici per la sicurezza rispetto a quelli non essenziali).

I vantaggi principali includono:

  • riduzione della superficie di attacco grazie alla limitazione delle comunicazioni non necessarie;
  • miglioramento del monitoraggio attraverso il filtering e la crittografia del traffico;
  • conformità alle normative di settore.

Strumenti avanzati come SD-WAN e firewall compatibili con ICS consentono una segmentazione dinamica mantenendo la flessibilità operativa. Il miglioramento continuo, basato su dati di traffico reali e informazioni sulle minacce, garantisce che l’architettura si evolva di pari passo con i rischi emergenti.

Il ruolo dei partner specializzati nella difesa OT

I sistemi OT aggiungono indubbiamente un ulteriore livello di complessità per i team di sicurezza già oberati di lavoro e le piattaforme appositamente progettate, come le soluzioni Extended Detection and Response (XDR) pensate per le infrastrutture critiche, possono fare la differenza.

Combinando l’analisi del traffico a livello di rete e il rilevamento delle anomalie con la protezione degli endpoint per dispositivi industriali sia moderni che legacy, piattaforme come Kaspersky Industrial CyberSecurity (KICS) aiutano le organizzazioni a semplificare l’implementazione e migliorare la risposta. La collaborazione con un fornitore terzo specializzato può accelerare la maturità, garantire il rispetto delle best practice e, in ultima analisi, rafforzare la resilienza sia delle operazioni che dell’infrastruttura.

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