didattica a distanza

Scuola e austerity energetica, il possibile ritorno della Dad



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La didattica a distanza torna al centro del confronto pubblico per gli effetti della crisi energetica. Tra ipotesi sindacali, misure di risparmio e precedenti internazionali, il tema riapre un dibattito che coinvolge scuola, famiglie e organizzazione del lavoro

Pubblicato il 10 apr 2026

Carmelina Maurizio

Università degli Studi di Torino



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Se ne torna a parlare e in termini caldi e accorati. La didattica a distanza, protagonista degli eventi formativi durante la fase più acuta della pandemia da Covid, potrebbe tornare nelle aule italiane a maggio 2026, a causa di una serie di azioni dovute a risolvere o tamponare la crisi energetica, parte quindi di una strategia energetica nazionale.

Il ritorno alla Dad come misura per risparmiare risorse energetiche

Se dovessero proseguire le difficoltà legate al transito delle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz, nel settore dell’istruzione si va formulando in questi giorni l’ipotesi di un possibile ritorno alla didattica a distanza. A causa del peggioramento della crisi energetica, secondo l’Anief (Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori), il Governo e il Parlamento potrebbero valutare l’adozione della didattica a distanza, a seguito del collocamento dei lavoratori pubblici in smart working, benché venga rimarcato che la scuola dovrà essere l’ultima a chiudere.

Per quanto estrema, l’ipotesi della Dad, a partire da maggio, sarebbe consequenziale all’entrata in vigore di una serie di misure messe in campo per risparmiare le risorse energetiche, a cominciare dalla razionalizzazione di luce, gas e petrolio fino allo smart working per tutti i dipendenti pubblici.

Questo ritorno alla Dad e l’incentivazione dello smart working limiterebbero gli spostamenti, in particolare nel comparto scolastico e nella pubblica amministrazione, risultando una strategia preventiva contro un eventuale regime di austerity. L’obiettivo strategico sarebbe doppio, ovvero quello di abbattere i consumi di carburante e contenere i rincari energetici.

Che cos’è la didattica a distanza

L’acronimo indica che le attività didattiche avvengono a distanza, cioè senza la presenza in aula di docenti e apprendenti e attraverso uno schermo di dispositivi connessi ad Internet. Possono essere di tipo sincrono, quando docenti e allievi si incontrano in tempo reale su specifiche piattaforme, e asincrono, quando il docente, il formatore produce materiali divulgati sempre attraverso piattaforme o altri luoghi virtuali, da usufruire in tempi diversi da quelli della realizzazione dei materiali formativi.

Le origini storiche dell’apprendimento a distanza

La didattica a distanza, differentemente da quanto in molti siano portati a pensare, nasce nella prima metà dell’800, quando nel 1840 il britannico Isaac Pitman inventò la stenografia e promosse corsi per corrispondenza, segnando l’inizio di attività di formazione e apprendimento fuori dalle aule scolastiche. Seguirono la radio e la televisione, strumenti tecnologici da cui prima con la sola voce e poi con il supporto delle immagini divenne possibile insegnare anche a distanza. Vale la pena citare, anche se solo di passaggio, l’incredibile esperienza formativa promossa dal maestro Alberto Manzi, che dal 1960 al 1960 condusse il programma televisivo “Non è mai troppo tardiper insegnare a distanza l’italiano agli italiani.

La didattica a distanza nella scuola e nelle università

Negli ultimi 30 anni è cresciuto il numero di risorse a disposizione di scuole e università per attivare l’apprendimento a distanza. Oggi per esempio gli atenei telematici italiani, tutti privati, sono 11 e rilasciano titoli accademici equivalenti a quelli statali, che hanno piena validità legale in Italia e sono riconosciuti automaticamente nell’Unione Europea, con lo stesso valore di una laurea conseguita in un’università statale.

Nel settore scolastico, quella che tra 2021 e 2022 apparve come una rivoluzione non prevista, per cui docenti, apprendenti, famiglie dovettero adeguarsi e attrezzarsi, oltre che formarsi a svolgere a distanza attività tradizionalmente in presenza, ha lasciato importanti eredità alla scuola. L’uso di piattaforme, l’incentivazione di abitudini formative in rete fanno ormai parte dell’agire quotidiano di docenti e studenti.

E tuttavia l’ipotetico ritorno alla Dad sta suscitando un dibattito acceso e soprattutto sta sollevando molte preoccupazioni.

Il lockdown energetico e le ricadute sulla mobilità

Secondo analisi pubblicate di recente, le prime aree a rischiare problemi di disponibilità di carburante o costi insostenibili sarebbero il trasporto aereo, con l’ipotesi di riduzione di alcuni voli per contenere il consumo di carburante, quello su gomma, con camion e furgoni al centro della logistica, esposti al caro diesel e le industrie del settore siderurgico e chimico.

Scuole in Dad e smart working dovrebbero contribuire a ridurre la mobilità quotidiana.

Cosa succede nel mondo

La Dad e lo smart working sono già una realtà in Libano, Dubai e Qatar.

I casi di Dubai e Libano

Nella città degli Emirati la Knowledge and Human Development Authority, l’autorità che si occupa di scuole e università, ha deciso di prolungare la didattica a distanza almeno fino alla seconda metà di aprile, a causa dell’instabilità sul piano della sicurezza, per cui scuole e atenei stanno fornendo lezioni online per tutti, con una possibilità di rientro in presenza solo se arriva una via libera specifica. In Libano la DAD è stata messa in campo a causa del conflitto. Il locale Ministero dell’Istruzione ha definito un sistema articolato che prevede lezioni da 40 minuti, 24 ore di attività settimanali, l’uso strutturato di piattaforme digitali e il monitoraggio costante delle attività. Il contesto difficile ha fatto sì che da parte del Ministero si attivasse anche un sistema di supporto psicologico e la fornitura di tecnici ed esperti di strumenti di apprendimento e insegnamento a distanza.

La didattica a distanza in Qatar

Nel Qatar il Ministero dell’Istruzione e dell’Istruzione Superiore ha annunciato che tutti gli asili nido, le scuole pubbliche e private, i centri educativi e le università del Paese passeranno alla didattica a distanza, a partire da domenica 1° marzo 2026, come misura precauzionale e organizzativa fino a nuovo avviso.

In un comunicato stampa, il Ministero ha sottolineato che questa decisione deriva dalla sua priorità di fornire un ambiente di apprendimento sicuro per studenti, insegnanti e personale amministrativo. Riflette inoltre il monitoraggio continuo da parte del Ministero degli sviluppi regionali per garantire la continuità del processo educativo secondo i calendari approvati per ciascuna istituzione tramite piattaforme digitali ufficiali.

Il Ministero ha indicato la sua piena disponibilità a supervisionare l’attuazione di questa decisione in continuo coordinamento con le autorità competenti del Paese. Le scuole sono state incaricate di informare genitori e studenti sui canali di comunicazione approvati e di verificare che gli studenti possano accedere alle piattaforme di apprendimento per seguire le lezioni senza ostacoli.

Il mercato globale della didattica a distanza

Una ricerca di eLearning Statistics afferma che la didattica a distanza non solo riguarda ormai milioni di docenti e studenti nel mondo, ma fattura anche somme considerevoli. Si parla sostanzialmente del mondo accademico, ma non solo, infatti in numerosi Paesi la didattica a distanza, piuttosto che essere stigmatizzata, incontra bisogni vari da parte di famiglie, apprendenti, docenti.

Si prevede che il mercato globale dell’eLearning raggiungerà i 203,81 miliardi di dollari ed è appena agli inizi. Con 1,1 miliardi di utenti previsti entro il 2029 e un fatturato medio per utente di 218,77 dollari, l’istruzione online sta registrando una domanda globale esplosiva.

Solo gli Stati Uniti sono destinati a generare quasi 100 miliardi di dollari di entrate quest’anno. L’India sta crescendo ancora più velocemente, con un CAGR (Compounded Average Growth Rate) del 25,76%.

Inoltre, l’uso di sottotitoli basati sull’intelligenza artificiale e dell’apprendimento mobile sta aumentando la produttività del 43%. Entro il 2027 si prevede che il numero di persone che frequentano corsi online raggiungerà i 57 milioni.

Nel 2022 il mercato statunitense valeva 100 miliardi di dollari, il che lo rende il più grande al mondo: la ricerca stima che a questo ritmo crescerà fino a raggiungere i 686,9 miliardi di dollari entro il 2030.

La Cina ospita il secondo settore dell’apprendimento online più grande al mondo. Si prevede che entro il 2030 raggiungerà i 171 miliardi di dollari.

La didattica a distanza per studenti e famiglie in Italia

Per l’Italia, al momento, si parla di una proposta avanzata dal fronte sindacale e di confronti tecnici con alcuni ambienti ministeriali, prendendo in considerazione la Dad nel caso in cui la situazione energetica peggiorasse.

Per studenti e famiglie questo significherebbe tornare a organizzare le videolezioni per gli studenti, considerare le problematiche legate alle connessioni a casa (spesso da condividere con i familiari) e valutare la gestione di spazi e tempi di studio in modo diverso dalla presenza.

Immediata la reazione della Rete nazionale scuola in presenza, nata nel 2021, di cui fanno parte scuole da tutta Italia e associazioni, che già ai tempi della pandemia da Covid-19, fece sentire la propria voce contro la Dad. La Rete si oppone decisamente all’ipotesi nascente, sostenendo che la scuola dovrebbe essere sostenuta, perché è il luogo in cui si educa alla convivenza, al rispetto delle differenze, alla cooperazione, alla pace.

Riferimenti

https://www.unicef.org/lebanon/ensuring-every-child-continues-learning-even-during-crisis

https://www.distancelearningportal.com/countries

https://www.scuolamag.it/studenti/scuola-no-alla-didattica-a-distanza-per-il-caro-energia-la-protesta-della-rete-nazionale-per-la-presenza/

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