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Bulimia e craving: come la VR può aiutare prima dell’abbuffata



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Uno studio pilota del progetto ARCADIA VR valuta un protocollo personalizzato di esposizione al cibo in realtà virtuale per pazienti con bulimia nervosa, monitorando craving, risposte cliniche e traiettorie individuali durante il trattamento

Pubblicato il 28 ago 2026

Fabio Frisone

Humane Technology Lab., Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, Departments of Economics, Psychology, Communication, Education and Motor Sciences, Niccolò Cusano University

Elisa Rabarbari

Humane Technology Laboratory, Catholic University of the Sacred Heart, Italy, Department of Psychology, Milan

Giuseppe Riva

Humane Technology Lab., Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, Applied Technology for Neuro-Psychology Lab., Istituto Auxologico Italiano IRCCS

Lavinia Rotella

Outpatient Unit for Clinical Research and Treatment of Eating Disorders, University Hospital Renato Dulbecco, Catanzaro, Italy

Cristina Segura-Garcia

Outpatient Unit for Clinical Research and Treatment of Eating Disorders, University Hospital Renato Dulbecco, Catanzaro, Italy, Department of Medical and Surgical Sciences, University “Magna Graecia” of Catanzaro



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Nella bulimia nervosa, l’abbuffata è soltanto la parte più visibile di un processo che spesso inizia prima, con l’aumento della tensione, i pensieri ricorrenti sul cibo e un craving difficile da controllare. Nel progetto ARCADIA VR, uno studio pilota sta valutando la fattibilità e i possibili effetti di un protocollo personalizzato di esposizione al cibo in realtà virtuale.

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