l'analisi

Bitcoin torna a correre, ma ora il test è la domanda reale



Indirizzo copiato

Bitcoin rompe il range estivo e supera quota 80.000 dollari grazie a uno short squeeze alimentato da liquidazioni record. La solidità del movimento dipenderà ora da domanda spot, flussi ETF, livelli on-chain e dal contesto macro ancora condizionato da dollaro e Treasury

Pubblicato il 31 ago 2026



bitcoin
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti


Dopo mesi di debolezza, volatilità compressa e domanda ridotta, il mercato crypto ha registrato uno dei movimenti più significativi degli ultimi cinque anni. Bitcoin ha rotto il range che lo aveva accompagnato per buona parte dell’estate, innescando una violenta risalita e la ricopertura delle posizioni ribassiste. Il prezzo è tornato sopra livelli tecnici e on-chain che per mesi avevano funzionato da resistenza e da catalizzatori della fase ribassista.

La scintilla iniziale è arrivata dal mercato obbligazionario statunitense. La decisione del Tesoro USA di raddoppiare fino a 4 miliardi di dollari la dimensione delle operazioni di riacquisto sui titoli a lunga scadenza ha contribuito a ridurre i rendimenti e ad alimentare pressioni al ribasso sul dollaro, una combinazione favorevole agli asset più rischiosi. A questo si sono aggiunti segnali politici e regolatori più chiari negli Stati Uniti.

Bitcoin short squeeze: la rottura del range estivo

La rottura del range ha provocato liquidazioni per circa 3 miliardi di dollari nell’arco di 24 ore, di cui oltre un miliardo in una sola ora. È il meccanismo classico dello short squeeze: superati i livelli di liquidazione, le posizioni ribassiste vengono chiuse forzatamente tramite acquisti, alimentando il rialzo. Bitcoin ha così superato quota 70.000 dollari e, nelle sedute successive, ha esteso il recupero oltre gli 80.000, prima di consolidare poco sotto tale soglia.

Domanda spot e derivati: perché il rally appare diverso

La differenza rispetto ai rimbalzi precedenti riguarda la struttura del movimento. Per buona parte dell’estate il mercato aveva mostrato una divergenza tra derivati e spot: aumentavano le esposizioni long sui futures, mentre volumi spot e afflussi sugli ETF restavano troppo deboli per segnalare una domanda strutturale.

Nelle ultime sedute il quadro è cambiato. I volumi spot sono aumentati sensibilmente e il rialzo iniziale è stato sostenuto più dagli acquisti spot che dall’espansione della leva sui futures. Anche i funding rate sono rimasti relativamente contenuti, riducendo l’ipotesi che il recupero sia stato costruito esclusivamente sulla leva.

Indicatori on-chain e area 80.000 dollari: il test del mercato

Anche gli indicatori on-chain hanno fornito un segnale di discontinuità. Bitcoin è tornato sopra il costo medio degli short-term holder, livello che per mesi aveva rappresentato una delle principali resistenze del mercato. Il suo superamento, insieme al ritorno sopra le principali medie mobili giornaliere, rafforza l’ipotesi di un tentativo di inversione del trend.

Per la prima volta da ottobre il mercato sta cercando di uscire dalla fase ribassista e tornare verso una fase di espansione. Dopo un movimento superiore al 20% in pochi giorni, una parte rilevante delle posizioni short è già stata espulsa e quindi uno dei principali motori meccanici del rally si è ridotto. L’area tra 80.000 e 82.000 dollari rappresenta ora un primo banco di prova, mentre il quadro macro resta complesso: i rendimenti obbligazionari USA rimangono elevati e il dibattito sulla sostenibilità fiscale americana continua a influenzare dollaro, Treasury e asset rischiosi.

«Il movimento degli ultimi giorni è significativo soprattutto perché arriva dopo una fase prolungata di compressione e di scarsa partecipazione sul mercato spot», commenta Gianluca Sommariva, CEO di Hodli. «Lo short squeeze ha certamente accelerato il rialzo, ma per valutarne la solidità sarà importante osservare se continueranno a esserci domanda spot, flussi istituzionali e una permanenza del prezzo sopra i principali livelli di costo degli investitori. In questa fase è quindi più utile guardare alla qualità dei flussi che alla sola velocità del recupero».

ETF spot Bitcoin, tornano i flussi positivi

Gli ETF spot statunitensi su Bitcoin hanno registrato sei sedute consecutive di flussi positivi, raccogliendo circa 2,3 miliardi di dollari nel periodo, la sequenza più forte dallo scorso ottobre. Anche gli ETF su Ether sono tornati in raccolta, mentre quelli su Solana hanno raggiunto 1,22 miliardi di dollari di afflussi netti cumulati. Il ritorno dei flussi sarà uno dei principali dati da monitorare per capire se la domanda istituzionale stia effettivamente tornando.

Tokenizzazione degli asset tradizionali, da Bitwise a Franklin Templeton

Parallelamente continua ad accelerare il tema della tokenizzazione degli asset tradizionali. Bitwise ha annunciato portafogli automatizzati basati sulle azioni statunitensi tokenizzate lanciate da Coinbase: gli investitori idonei al di fuori degli Stati Uniti possono detenere i singoli titoli nel proprio wallet, con ribilanciamenti gestiti da Glider secondo modelli definiti da Bitwise.

In Asia, Franklin Templeton ha ampliato tramite HashKey la distribuzione del proprio fondo monetario tokenizzato, rivolto a investitori professionali e investito prevalentemente in strumenti monetari governativi statunitensi e liquidità in dollari. Il valore complessivo dei real world asset tokenizzati ha raggiunto circa 38,2 miliardi di dollari ad agosto, rispetto ai 20,6 miliardi di un anno prima.

Il Giappone prepara il settlement on-chain di azioni e bond

Anche il Giappone accelera sulla tokenizzazione dei mercati finanziari. Regolatori, Bank of Japan e principali istituzioni finanziarie stanno progettando un’infrastruttura nazionale blockchain per il regolamento di azioni e titoli di Stato, utilizzando riserve bancarie tokenizzate come forma di moneta digitale wholesale. I lavori potrebbero iniziare entro il 2027, con l’obiettivo di ridurre i tempi di settlement quasi a zero. (CoinDesk)

Bitcoin, il passaggio decisivo è la domanda persistente

Il quadro è quindi più costruttivo rispetto a poche settimane fa. Allora Bitcoin era compresso tra livelli on-chain ravvicinati, con volumi spot ai minimi e compratori ancora poco presenti. Oggi quella compressione si è risolta al rialzo, con liquidazioni record, ritorno dei volumi e flussi ETF più consistenti.

Il passaggio successivo sarà capire se il mercato saprà trasformare un movimento nato anche da fattori tecnici in una fase di domanda più persistente. È su questo terreno, più che sulla singola seduta positiva, che si misurerà la tenuta dell’attuale tentativo di inversione.

Partecipa alla community

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x