“Una persona sovrappeso dovrebbe evitare di postare le sue foto sui social in costume da bagno”, “se qualcuno riceve un meme su un suo difetto fisico, non se la deve prendere, è soltanto un meme” e ancora “offendere un compagno/a via Internet per come si veste è sicuramente meno grave che farlo di persona”. Si tratta di alcune delle affermazioni utilizzate in un’indagine empirica condotta su un esteso campione di adolescenti in Italia e in Romania per rilevare la loro propensione al body shaming online.
approfondimento
Bodyshaming, perché il corpo online è preda del bullismo: la ricerca
Una ricerca che ha coinvolto oltre cinquemila studenti in Italia e in Romania permette di far luce sulle dinamiche del bodyshaming, per capire il fenomeno e trovare una via per contrastarlo
Laboratorio di simulazione del comportamento e robotica educativa “Luciano Gallino”, Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione – Università di Torino

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