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Il valore del lavoro nell’era dell’AI: sopravvive chi sceglie i fini, non i processi



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Con l’avvento degli LLM e dell’IA agentica, la competenza procedurale ha perso valore economico. Il valore del lavoro si sposta verso la capacità di scegliere fini, innovare e assumere responsabilità: funzioni che nessun sistema artificiale può ancora svolgere autonomamente

Pubblicato il 17 giu 2026

Riccardo Manzotti

Ordinario di Filosofia Teoretica, IULM, Milano



Lo schema AG 421 adegua l’ordinamento italiano all’AI Act e definisce poteri, autorità e vigilanza sull’intelligenza artificiale, ma lascia aperti nodi decisivi su controllo umano, competenze professionali, sistemi di IA orientativa e aggiornamento continuo della disciplina


Fino a pochi anni fa (diciamo fino al 2022), una parte considerevole del valore economico del lavoro era rappresentata dalla conoscenza, declinata in termini di competenza o expertise, con la quale si svolgeva, non a caso, un determinato compito.

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