Nel 2025, nel settore tecnologico, ci sono stati 122.549 licenziamenti in 257 aziende, solo qui negli Stati Uniti. HP prevede circa 6.000 tagli l’anno prossimo per spostare risorse sull’Intelligenza Artificiale. Meta ha ridotto circa 3.600 posizioni, Microsoft 6.000, Amazon 14.000 ruoli corporate. Si riduce dove il lavoro è “di ufficio” e si investe in posizioni legate all’AI. Quindi cosa fare?
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I profili che escono e quelli che entrano
I profili che escono e quelli che entrano sono diversi. Escono back office, amministrazione, moderazione dei contenuti, customer support. Entrano ingegneri di machine learning e ricercatori. I tempi di formazione sono lunghi e, soprattutto, i requisiti sono selettivi, sempre più selettivi.
Il cambio del lavoro richiede tempo, costi e stabilità
Io lo dico spesso: qui negli Stati Uniti lo vediamo bene. Molti lavori di oggi nel 1940 non esistevano, quindi il passaggio richiede tempo. Chi perde oggi un lavoro “da ufficio” deve affrontare anni di formazione, costi personali, periodi senza stabilità. E i ruoli più esposti includono programmatori, contabili, assistenti legali, customer service, analisti del credito. Attività come scrittura, sintesi, classificazione e risposta diventano automatizzabili.
Cosa fare per tenerci il lavoro
Quindi che dobbiamo fare? Dobbiamo imparare a utilizzare l’AI sul serio, ogni giorno, nel proprio lavoro. Portarla nei file, nelle email, nelle procedure, nei numeri. Misuriamo il tempo risparmiato e la qualità ottenuta. Teniamo traccia di esempi, prompt, risultati, errori, e mettiamo insieme una specie di portfolio interno, anche solo per dimostrare cosa sappiamo fare.
Diventare persone aumentate dall’AI
Diventiamo persone aumentate dall’AI: persone che guidano il lavoro, controllano l’output, mettono il contesto, verificano, firmano, e si prendono la responsabilità, insieme alla potenza dell’AI.
Persone che usano l’AI per fare meglio le cose che già sanno fare.
Chiedere formazione vera e un piano aziendale
E poi chiediamo all’azienda formazione vera: formazione legata ai ruoli, non solo al marketing. Eventi interni, per esempio, dove si spiega cosa sta succedendo e cosa cambia nei prossimi 6-12 mesi, con un piano pratico.
Chiedete al CEO di farsi affiancare da esperti e prendere provvedimenti prima che sia tardi: bisogna definire quali attività si possono accelerare e quali restano umane, investire su competenze e strumenti, e decidere chi guida la transizione, con obiettivi chiari e responsabilità chiare.
Questa parte va fatta adesso, perché il mercato del lavoro non aspetta i tempi delle aziende.
Condividete questo articolo col vostro CEO o il vostro capo.


















