Quando i dati sulla disillusione della Gen Z verso l’intelligenza artificiale circolano nel dibattito pubblico, e circolano sempre più frequentemente da aprile 2026, dopo la pubblicazione del rapporto Gallup “The AI Paradox”, accade qualcosa di prevedibile: chi è favorevole all’IA li relativizza geograficamente. “Sono dati americani“, si dice. “In Asia i giovani sono entusiasti. In Europa il quadro è diverso. Non possiamo generalizzare.” L’obiezione è corretta. Ed è proprio per questo che merita di essere presa sul serio, non come argomento per archiviare il problema, ma come chiave per capirlo meglio.
società digitale
La Gen Z non rifiuta l’AI: teme per lavoro, scuola e futuro
La Gen Z usa l’intelligenza artificiale ogni giorno, ma la guarda con crescente sfiducia: lavoro entry-level più fragile, scuola impreparata, bias algoritmici, salute mentale e creativi senza protezione mostrano una transizione tecnologica concreta governata male, molto più politica che tecnica
Legal Tech – Compliance Manager

Continua a leggere questo articolo
Argomenti
Canali
InnovAttori
-

Quali competenze per portare la physical AI nello spazio: il caso Sitael
22 Lug 2026 -

AI in azienda, perché gestire il cambiamento è anche una questione di sicurezza
10 Lug 2026 -

Data center, quanto cresce l’Italia: ma attenzione al thermal management
06 Lug 2026 -

Ecosistemi travel-tech: startup, AI e nuovi modelli per il turismo
15 Giu 2026 -

L’IA nel turismo corre, ma non per tutti: la mappa italiana e globale
08 Mag 2026











