Pensiero umano e IA

Perché ChatGPT non “pensa” come un umano: quattro criteri decisivi



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Le macchine pensano? La domanda sembra semplice, ma tocca livelli diversi: ciò che osserviamo dall’esterno e ciò che accade “dentro” un sistema. Definire il pensiero tra psicologia e neuroscienze permette di chiarire quali criteri stiamo davvero usando quando giudichiamo i moderni modelli linguistici

Pubblicato il 5 mar 2026

Matteo Benati

Sony Computer Science Laboratories – Rome, Roma, Centro Ricerche Enrico Fermi, Sapienza Università di Roma, Dipartimento di Fisica, Italia

Denise Lanzieri

Sony Computer Science Laboratories – Rome, Centro Ricerche Enrico Fermi

Alessandro Londei

Sony Computer Science Laboratories – Rome, Centro Ricerche Enrico Fermi

Vittorio Loreto

Sony Computer Science Laboratories – Rome, Roma, Centro Ricerche Enrico Fermi, Sapienza Università di Roma, Dipartimento di Fisica, Italia, Complexity Science Hub, Vienna, Austria



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Come si può definire il pensiero? Sotto questa parola convivono molti fenomeni diversi: giudizi, immagini, ricordi, valutazioni e piani d’azione. Alcuni sono contenuti (ciò che “abbiamo in mente”), altri sono operazioni (ciò che la mente “fa” con ciò che ha). In entrambi i casi, si tratta di qualcosa di implicito: un’attività interna che può guidare l’interpretazione del mondo e le decisioni anche senza essere esplicitata.

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