Creatività in saldo

Produzione infinita, valore per pochi: il paradosso dell’arte con l’AI



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Il rapporto tra intelligenza artificiale e arte viene spesso raccontato come una storia di accesso e inclusione. In realtà, dietro la facilità di produzione e la diffusione di strumenti generativi si nasconde una trasformazione più profonda del valore artistico e del lavoro creativo

Pubblicato il 3 feb 2026

Luca Cavone

Università di Pavia

Paolo Mozzo

Paolo Mozzo CEO EBLand Presidente MAT – Museo d'Arte Trasformativa President – Italian Director | Biennale Italia – Cina Ambasciatore | Cittadellarte – Fondazione Michelangelo Pistoletto



Immagine che contiene arte, dipinto, Arti visive, cartone animato Il contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.

L’intelligenza artificiale viene spesso presentata come una forza di “democratizzazione” della creatività: strumenti potenti, a basso costo e accessibili permettono oggi a chiunque di produrre immagini, testi, musica e video con una facilità impensabile fino a pochi anni fa.
Ma questa apparente democratizzazione coincide davvero con una trasformazione “inclusiva” del mondo dell’arte, o piuttosto con una nuova fase della sua integrazione nelle logiche del capitalismo digitale?

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