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Rage bait e deepfake: come il web ha trasformato la rabbia in business



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Il web premia la visibilità, non la qualità. Tecniche come il rage bait, i deepfake e le fake news sfruttano le reazioni emotive per generare engagement e profitto. Un meccanismo che alimenta polarizzazione, disinformazione e relazioni parasociali, svuotando di senso il valore reale dei contenuti digitali

Pubblicato il 26 mar 2026

Emiliano Mandrone

Primo ricercatore Inapp



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L’engagement — ovvero il livello di coinvolgimento degli utenti online — è diventato la principale unità di misura del valore sul web. Ma dietro questa metrica si nasconde un sistema di incentivi perversi che premia la provocazione, l’indignazione e la disinformazione a scapito della qualità. Ecco come funziona davvero.

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