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Direttore responsabile Alessandro Longo

Il bilancio

Fattura elettronica: luci e ombre, il punto

di Giusella Finocchiaro, avvocato

08 Ott 2014

8 ottobre 2014

Sono 135 mila le fatture inoltrate finora alle pubbliche amministrazioni. Va bene, ma poche aziende preferiscono il formato strutturato e non c’è abbastanza conoscenza dei benefici del digitale

L’analisi dei dati sulla diffusione della fatturazione elettronica nel nostro Paese mostra un processo in crescente espansione. Come ricostruito dall’Osservatorio Fatturazione elettronica e dematerializzazione del Politecnico di Milano, a seguito dell’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica nei rapporti con le pubbliche amministrazioni, è in crescente aumento il numero delle pubbliche amministrazioni che hanno provveduto all’indicazione degli uffici deputati alla ricezione delle fatture elettroniche all’interno dell’iPA (indice delle pubbliche amministrazioni). Parimenti è in costante crescita il numero delle fatture elettroniche trasmesse attraverso il Sistema di interscambio.

Dagli ultimi dati pubblicati per l’anno 2014, ad esempio, si ricava un numero elevato di fatture inoltrate alle pubbliche amministrazioni (135.015), numero che risulta ancor più significativo considerato che si tratta di un dato riferito al mese di agosto. Un ulteriore elemento positivo è che dal raffronto tra i dati relativi al mese di luglio e quelli del mese di agosto, è in diminuzione il numero delle fatture scartate dal sistema, perché formalmente errate e delle fatture non recapitate, perché mancanti del codice identificativo dell’ufficio destinatario. Si tratta quindi di un trend positivo che non può che ipotizzarsi in espansione per i prossimi mesi.

Allargando la prospettiva di analisi ai rapporti tra imprese, risulta che i numeri della diffusione della fatturazione elettronica variano sensibilmente a seconda della modalità impiegata. Noto è che il processo di fatturazione elettronica può essere dalle imprese implementato attraverso diverse modalità. Alle imprese (poche decine) che hanno implementato un processo di fatturazione elettronica, analogo a quello previsto e disciplinato dal d.m. 3 aprile 2013, n. 55, tale cioè che prevede il formato strutturato, l’apposizione della firma qualificata o digitale, la successiva conservazione nel rispetto delle previsioni di cui al Codice dell’amministrazione digitale, si affianca il numero ben più elevato delle imprese che hanno basato il processo sulla definizione di fattura elettronica, come modificata e notevolmente semplificata dall’art. 1, comma 325 della “legge di stabilità 2013”. Secondo l’attuale formulazione dell’art. 21 del d.p.r. 26 ottobre 1972, n. 633, infatti, la fattura elettronica è definita come “la fattura che è stata emessa e ricevuta in un qualunque formato elettronico”. L’elemento scriminante per qualificare “elettronica” la fattura non è quindi il suo formato originario, ben potendo essere anche cartaceo, ma la circostanza che la fattura sia in formato elettronico quando viene trasmessa o messa disposizione del destinatario. Sempre grazie ai dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, si ricava che la percentuale delle imprese che “fanno fatturazione elettronica” attraverso questa modalità si aggira intorno al 50%. Il numero è tale da giustificare talune considerazioni che forse possono essere estese anche all’ambito della fatturazione elettronica verso le pubbliche amministrazioni.

Evidentemente, le ragioni di un numero così elevato va ravvisato nell’avvertire la relativa disciplina meno stringente. Non è previsto un formato strutturato; il soggetto passivo sceglie la modalità attraverso cui assicurare i requisiti di autenticità dell’origine e di integrità del contenuto (attraverso un sistema di controllo di gestione o, in alternativa, attraverso l’apposizione della firma elettronica qualificata o digitale dell’emittente overo attraverso sistemi EDI); la conservazione non comporta un obbligo di simmetria tra emittente e destinatario della fattura, potendo quest’ultimo decidere di accettare o meno questo processo.

Il quadro di riferimento appare quindi agli operatori meno vincolante rispetto a quello dettagliatamente disciplinato dal citato d.m. 3 aprile 2013, n. 55 per la fatturazione nei rapporti con le pubbliche amministrazioni.

Concludendo, pur nella ricostruita positiva tendenza di crescente espansione, possiamo affermare che manca qualcosa per il definitivo consolidamento?

Il quadro normativo è chiaro. Anche sotto il profilo della diffusione di una cultura della conoscenza il quadro può dirsi esaustivo. Il sito www.fatturapa.gov.it offre, infatti, dettagliate indicazioni di supporto sul “come fare”, prevedendo specifiche funzionalità attraverso cui l’utente può simulare le diverse fasi del processo e segnatamente compilazione, invio e ricezione. Ad oggi, forse, salvo autorevoli eccezioni (in primis l’attività condotta dall’Osservatorio del Politecnico di Milano), manca un’attività di diffusione dei vantaggi derivanti dalla fatturazione elettronica e in generale dall’informatizzazione dei processi organizzativi. Gli strumenti ci sono basta volerli adottare. Ma per le imprese è essenziale avvertire l’adozione di un nuovo strumento in un’ottica positiva di costi e benefici, idonea cioè a conseguire una vantaggio. E questa potenzialità è a parere di chi scrive insita nei processi di fatturazione elettronica.     

  • Patrizia

    Le imprese continuano a preferire il formato destrutturato perchè “più facile”, e il tracciato FatturaPA viene utilizzato nei confronti della PA solo perchè c’è un preciso obbligo normativo.
    Sappiamo che la spinta all’innovazione non è forte nelle imprese italiane, l’unica soluzione per la diffusione del formato strutturato è imporlo con obbligo di legge, affiancandolo a semplificazioni fiscali.
    Il vecchio metodo del bastone e della carota forse funziona sempre…!

  • brunob

    Solito pasticcio Italiano!
    Mandi la fattura e non sai più niente ed il cliente non ti paga perchè non gli è arrivata la fattura!!!
    Dove sono i vantaggi per le aziende, solo perdita di tempopo e lavori in più.

  • elena

    Non avete capito NIENTE!!!!! Voi parlate di vantaggi, vantaggi, vantaggi. La realtà sono costi, costi, costi!
    Il mio ente sta aspettando due fatture da un’impresa che dovrà fatturare elettronicamente SOLO quelle due fatture in tutto l’anno perchè ha solo noi come cliente PA. Ebbene sapete quanto le ha chiesto la sua banca per il servizio di emissione e conservazione sostitutiva? 350 euro PER FATTURA! Non parliamo di quanto le costerebbe acquistare un sw ad hoc e addestrare il personale per due fatture l’anno.
    La verità è che i vantaggi ci saranno in futuro, FORSE, oggi ci sono solo ed esclusivamente FURTI da parte di chi gestisce il processo di FE. La scelta di partire a rate, prima lo Stato poi gli altri è stata non demenziale, ma criminale.

  • k2

    La fattura elettronica obbligatoria da oggi gratis, per tutti.
    Nasce “Fattura Per Tutti”: il servizio di generazione della fattura elettronica gratuito pensato per i professionisti e le PMI

    Le Piccole e Medie Imprese ed i liberi professionisti sono i principali fornitori della pubblica amministrazione, per questo abbiamo pensato a loro: Non si pagherà mai la generazione della fattura elettronica, questa è una promessa. Siamo anche noi una PMI e crediamo che le imprese non debbano pagare per incassare i crediti dalle Pubbliche amministrazioni. http://www.fatturapertutti.it

  • Stefano

    A parte gli incredibili costi per emettere una fattura elettronica rispetto ad una ordinaria, a carico del venditore, c’è qualcuno che ha già visto una pagata?
    Come partenza, è pessima.
    Nella completa ignoranza del DL 35/2013 sul pagamento della PA entro 30 giorni, ormai sono passati più di 120 giorni dall’introduzione della fattura elettronica e non ne ho vista pagata una.

  • Ema

    Salve,
    evidenzio il servizio gratuito di creazione della fattura elettronica http://www.fatturaelettronica.org
    L’associazione mette anche a disposizione il supporto per email.

  • brunob

    La fattura elettronica è solo una complicazione per le piccole aziende che devono sottostare ad imposizioni da parte delle Pubbliche Amministrazioni stupide ed ignoranti.
    Il peso è sempre a carico dei privati mai della Burocrazia ineficcente dello Stato.
    Per mandare una fattura di luglio abbiamo impiegato 3 mesi!!!
    Sempre scartata per futili motivi.
    Costi enormi per seguire una politica fatta di imposizioni contro i privati.

  • Attilio A. Romita

    Le parole “elettronico” e “digitale” accanto a “strumenti” sono sempre state interpretate in due modi: i fornitori le interpretano come la SOLUZIONE,chi deve usarle le vede strumenti del diavolo burocratico.
    Forse la colpa è di noi informatici che creiamo strumenti facili e li descriviamo con parole difficili ….poi il burocratese complica la vita a tutti.
    Sicuramente brunob dice il vero che per emettere la prima fattura giusta ha impiegato 3 mesi, ma forse per emettere le successive senza errori impiegherà 3 giorni e, forse, quegli errori formali che hanno impedito l’emissione rapida della prima fattura, una volta sistemati in quella e nelle successive fatture, permetteranno u pagamento più sollecito!
    Chi mi conosce sa che non sono un difensore del Burusauros Rex, il gran burocrate ottuso, ma cerchiamo un po di ragionare tutti invece di comportarci sempre da Lamentatores Maximi.
    Notarella di contorno: proviamo anche i sw gratuiti disponibile invece di volerci sempre costruire “il nostro sw che è meglio!”

  • rdv2009

    Se l’art.21 del d.p.r. 26 ottobre 1972, n. 633, definisce “la fattura che è stata emessa e ricevuta in un qualunque formato elettronico”, io dovrei poter inviare via email la fatt. in formato PDF generata dal mio solito programma aziendale che provvede anche all’archiviazione dei dati. Se poi la vogliono con posta certificata nulla osta, invece, doverla tradurre in un ulteriore formato anche mediante piattaforme rese disponibili gratuitamente, rappresenta una notevole perdita di tempo per gente che deve lavorare e che invece viene obbligata a dedicarsi a qualcosa di estremamente improduttivo come “tradurre” le proprie fatture in linguaggi che non apportano che perdita di tempo ad aziende già in crisi nera. Se lo stato ha necessità di controllare ulterioremente le aziende, per il rispetto che deve a quest’ultime, potrebbe chiedere come fare a gente che ha sempre lavorato e che conosce le proprie problematiche.

  • dionigi

    mi farebbe piacere sapere quali sono i vanaggi, dato che al momento abbiamo avuto solo un incremento di costi

  • fatturapa

    Per la compilazione della fattura elettronica pa è disponibile un nuovo servizio in cloud su https://www.fatturapa.com , la generazione del file xml per le fatture è gratuita. Un sito facile da usare che offre diverse soluzioni tecniche innovative come l’invio della fattura elettronica in pdf e la funzione duplica per le fatture ripetitive.

  • pifrank

    effettuato fattura ad un amministrazione.. la fattura come è descritto nell’articolo ha subito i seguenti cambiamenti: da inviare,inviata al sdi, consegnata alla pa. Problema la pa non la mai ottenuta. prossimamente tra circa una settimana avro una ulteriore comunicazione di decorrenza dei termini e a quel punto avro la seguente situazione: una fattura archiviata e non giunta a destinazione. la prassi vuole che io effettuo una nota di credito la pa ha detto che la nota di credito sarebbe rifiutata. quindi dovro inventare qualcosa per eliminare una fattura archiviata e non valida. la strada dei vari numeri verde è stata un inutile perdita di tempo (il mio tempo non quello della pa), la soluzione sara’: fare una nota di credito che sara rifiutata, e evitare di dirlo al commercialista. Criticita si chiamano, io le chiamo inadeguatezza di una macchina burocratica con a capo persone che non prevedono nulla. non ci voleva molto mettere un numero verde complessivo e magari funzionante, non ci vuole molto ad aggiornare la pagina dei numeri verdi, non ci vuole molto a mettere una procedura di sblocco, ma come ha detto un comico su zelig “son tutti gay con il sedere degli altri”. il sedere è il mio, perché un dirigente si dovrebbe preoccupare di far funzionare una cosa che non funziona, tanto non funziona. Tanto pagano altri. fattura elettronica risparmio di cosa????

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