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L’AI cambia (di nuovo) lo sviluppo software: ecco come



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Dopo Codex di OpenAI anche Anthropic ha rilasciato con Claude Code nella propria interfaccia, Google ha invece rilasciato un fork di VSCode integrato con l’AI chiamato Antigravity. GitHub Copilot si integra in Visual Studio Code. Vediamo come come questa integrazione totale nel coding cambierà il settore di sviluppo del software

Pubblicato il 22 gen 2026

Antonio Cisternino

Università di Pisa

Alessandro Longo

Direttore agendadigitale.eu



sviluppo codice intelligenza artificiale

Un nuovo terreno di scontro si è aperto nel mondo dei big dell’AI: dopo il rilascio di Codex di OpenAI anche Anthropic ha rilasciato l’anteprima di Claude Code nella propria interfaccia, Google ha invece rilasciato un fork di VSCode integrato con l’AI chiamato Antigravity; tutti questi sistemi si affiancano a GitHub Copilot e alla sua integrazione in Visual Studio Code.

Il panorama dello sviluppo di software con il supporto dell’AI sta evolvendo rapidamente con una progressiva integrazione dell’AI in tutti gli aspetti dello sviluppo, delineando un futuro in cui il codice sarà sempre più spesso generato piuttosto che scritto da programmatori. Facciamo brevemente il punto sulle novità in questo campo e come questo cambierà il settore di sviluppo del software.

Strumenti per programmare con l’AI: coding rivoluzionato

Ci sono due approcci distinti nell’approcciare il codice:

  • quelli AI-oriented in cui l’interfaccia assomiglia ad una chat ma con abilità specifiche per la manipolazione del codice,
  • e quelli orientati all’integrazione con gli strumenti di sviluppo (editor e terminali).

La fine dell’anno ha visto nuovi strumenti in entrambi gli approcci.

Codex OpenAI

Codex di OpenAI che è partito come uno strumento prima open source capace di eseguire all’interno del terminale in Linux è stato poi implementato come servizio Web capace di collegarsi a siti come GitHub, scaricare in container allocati nel cloud i repository e analizzarne i contenuti proponendo pull request in risposta alle richieste dell’utente separando chiaramente il contributo dell’AI da altre attività connesse al repository.

Claude

Più recentemente anche Claude ha introdotto in via sperimentale un approccio simile nella propria interfaccia fornendo funzioni analoghe a quelle di Codex. Va detto che per lungo tempo Anthropic è stata la compagnia più attenta alla manipolazione del codice mediante l’AI, non è un caso che è stata proprio questa azienda a proporre il protocollo MCP che è poi divenuto uno standard industriale.

Ma per lungo tempo la manipolazione del codice è stata affidata a strumenti esterni (incluso GitHub Copilot che ha incluso i suoi modelli nelle opzioni per il suo uso) o attraverso l’uso di API. È quindi interessante che si siano decisi ad implementare anche un’interfaccia Web per l’interazione col codice analoga a quella di Codex, che nel frattempo ha rilasciato strumenti per il terminale e per Visual Studio Code.

Lo sviluppo con un’interfaccia orientata alla chat sembra supportare un modello di sviluppo in cui il codice è di fatto un affare della macchina e l’uomo ricopre il ruolo di program manager che interagisce con l’AI che svolge il ruolo di programmatore. Si tratta di una modalità interessante, ma quando l’AI ha allucinazioni o comunque genera codice che richiede raffinamenti presenta non pochi limiti. Pertanto è naturale che a questa modalità (ottima per l’analisi del codice) si affianchi l’uso dei modelli di AI integrati negli strumenti di sviluppo.

Google Antigravity

Ecco che strumenti come Visual Studio Code sono stati rapidamente estesi con plugin e strumenti capaci di consultare i modelli e interagire con il codice. Si tratta di un approccio così importante che Google per non perdere terreno ha creato un nuovo editor basato su VSCode chiamato Antigravity ed ovviamente modificato per mettere al centro del funzionamento l’AI. Così come in VSCode GitHub Copilot è integrato e consente di utilizzare sia modelli in cloud che on-premises anche Antigravity segue la stessa filosofia, ovviamente proponendo Gemini come modello di default.

Usandoli entrambi l’impressione che si ha è che Google abbia agito in modo più aggressivo nel modificare l’editor per portare l’AI in primo piano nel processo di sviluppo rispetto a quanto avviene in VSCode, ma in ogni caso penso che sarebbe stato meglio che avessero contribuito allo sviluppo del primo piuttosto che fratturare un ecosistema di sviluppo che per la prima volta aveva messo d’accordo i più.

In effetti quando si prova l’integrazione di OpenAI Codex in VSCode non si rimpiangono le funzioni di Antigravity pur ricevendo servizi analoghi, a testimonianza che quella di Google sembra più essere un’azione di marketing piuttosto che sostanziale (e in effetti il nome Antigravity non è per niente male). In figura si vedono (a sinistra VSCode con Codex e a destra Antigravity).

Ho utilizzato il repository open source di Eligere (https://github.com/Unipisa/eligere), un sistema open di voto elettronico che ho sviluppato durante la pandemia e che quindi conosco. Ho condotto le stesse analisi nei vari sistemi e Claude Code è il sistema che ha generato subito il risultato che mi aspettavo, seguito da Codex che ha svolto un’analisi assolutamente paragonabile ma ha richiesto un prompt in più per ottenere lo stesso livello di dettaglio che Claude mi ha generato al primo prompt.

Ho effettuato analoghe prove in VSCode e Antigravity ed ottenuto risposte paragonabili, ma decisamente più difficili da fruire nei pannelli di toolbox dell’editor.

Interessante è che sia Anthropic che OpenAI consentono di utilizzare sia l’abbonamento a pagamento che una chiave API per l’uso dello strumento. Si tratta di una mossa decisamente sensata poiché per piccoli progetti uno sviluppatore può usare i modelli top senza dover pagare niente in più dell’abbonamento. Ovviamente questi abbonamenti sono limitati e quindi se si dovesse finire la quota di token inclusa è necessario passare al modello pay per use in cui si usa una API key connessa al sistema di pagamento.

Come cambia lo sviluppo software con l’intelligenza artificiale

Questa rapida maturazione degli strumenti di sviluppo ci impone di tornare periodicamente sull’argomento per fare il punto e capire se vi siano cambiamenti di traiettoria negli sviluppi.

Da quello che si può osservare il settore sembra evolversi nella direzione di un mondo in cui il codice viene sviluppato dall’AI con la supervisione di programmatori.

Bisogna però fare attenzione perché man mano che si usa l’AI nel ciclo di sviluppo emergeranno limiti dello strumento che in parte potranno essere risolti (in pochi anni i modelli sono passati da generare codice sintatticamente errato a codice che spesso funziona alla prima).

Già ora si trovano le prime notizie di codice generato totalmente inadeguato, si tratta spesso di software meno “mainstream” e per cui probabilmente l’AI ha meno informazioni statistiche che possono aiutare nella generazione.

Sicuramente sistemi che espongono database per operazioni CRUD saranno sempre più generati automaticamente ridefinendo il mercato del lavoro con una riduzione del numero di software engineers e developers necessari (trend già palese nel 2025).

Formazione nuova per lo sviluppo codice con AI

Questi cambiamenti non potranno non riflettersi sul ciclo della formazione dove sarà necessario puntare più sulle competenze fondazionali e meno su quelle tecniche, fornendo gli strumenti per comprendere il codice generato piuttosto che scrivere nuovo codice. Si tratta di un passaggio epocale nella formazione che richiederà una revisione completa di una struttura che si è formata negli anni novanta. E anche i numeri dovranno cambiare in un mondo in cui serviranno sempre meno sviluppatori iunior e un numero limitato di figure senior capaci di supervisionare l’operato dell’AI.

Per questo motivo nel corso di laurea magistrale in Computer Science dell’Università di Pisa abbiamo rivisto il corso di Advanced Programming introducendo le tecnologie AI durante tutto il percorso, puntando sugli aspetti più fondazionali della programmazione che consentano una comprensione degli aspetti tecnici, delegando all’AI sia gli approfondimenti specifici di un linguaggio e la generazione del codice.

Per assicurare che l’approccio tenga conto dei limiti della tecnologia agli studenti è stato chiesto come progetto di fine corso di far generare all’AI la soluzione ad problema allegando al contempo i prompt usati per la generazione e le tecniche di verifica usate per assicurare la correttezza dell’output generato.

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