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L’AI è già in classe: perché la scuola continua a negarla



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Nelle scuole italiane l’intelligenza artificiale è già ovunque: lavagne digitali, cloud, registri, reti e strumenti di accessibilità. Eppure molte istituzioni continuano a dichiarare che “l’AI non si usa”, concentrandosi sul divieto dei chatbot

Pubblicato il 19 feb 2026

Anna Marconetti

Docente di scuola primaria

Carlo Maria Medaglia

Prorettore per la Terza Missione – Università degli Studi IUL



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Le scuole italiane assomigliano sempre più al re nudo della fiaba: circondate da sistemi che incorporano intelligenza artificiale, continuano a ripetere che “l’AI a scuola non c’è”. È una narrazione rassicurante, ma profondamente falsa. L’AI non solo c’è, ma opera quotidianamente nelle aule, nei registri, nelle piattaforme cloud, nelle reti e persino negli strumenti di accessibilità. La sua presenza è silenziosa, incorporata, normalizzata. Proprio per questo è più difficile da riconoscere e, soprattutto, da governare.

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