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Scuola, fake news e cyberbullismo: la nuova frontiera dell’educazione civica



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Formare cittadini capaci di orientarsi tra contenuti, fonti e piattaforme digitali è ormai una priorità educativa. In questo quadro, educazione civica digitale, contrasto alla disinformazione e prevenzione del cyberbullismo diventano nodi sempre più centrali per la scuola italiana

Pubblicato il 25 mar 2026

Carmelina Maurizio

Università degli Studi di Torino



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La lotta alla disinformazione passa anche dalle aule scolastiche. Con la recente delibera del Senato che istituisce una Commissione parlamentare di inchiesta sulle false informazioni diffuse in rete, entra con più forza nel dibattito pubblico il tema dell’educazione civica digitale, già presente nei curricoli ma ora destinata a diventare uno dei terreni più osservati per la formazione critica di studenti e docenti.

Il Senato accende i riflettori sulla scuola contro la disinformazione

L’atto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 58 dell’11 marzo, che trova il proprio fondamento nell’art. 82 della Costituzione, ha istituito una Commissione, che sarà operativa fino alla conclusione della XIX legislatura.

Il testo della delibera individua come campo di indagine le attività di disinformazione, definite come la diffusione massiva di informazioni e contenuti illegali, falsi, non verificati o dolosamente ingannevoli, sia attraverso i media tradizionali sia attraverso le reti sociali telematiche e le piattaforme digitali.

Il provvedimento collega in modo rilevante questo tema alla scuola, luogo di formazione e educazione all’interno del quale sono già in atto, seppure non a livello sistemico, numerose iniziative rivolte al personale scolastico e agli studenti, nell’ambito dell’educazione civica.

In questo contributo si proverà a cogliere lo stato dell’arte delle azioni in corso, al fine di individuare come il mondo dell’istruzione già risponde alla domanda di una maggiore e solida formazione dei docenti e degli apprendenti e quanto può essere messo in atto nello specifico per affrontare la disinformazione e il cyberbullismo.

Perché l’educazione civica digitale a scuola entra nella delibera

Partiamo dalla normativa, ovvero la appena citata delibera del Senato. All’art. 1 viene decisa l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla diffusione intenzionale e massiva di informazione false attraverso la rete internet e sul diritto all’informazione e alla libera formazione dell’opinione pubblica, nel rispetto della dignità umana, del principio di non discriminazione e di contrasto ai discorsi d’odio.

Il punto più rilevante per il personale scolastico si trova alla lettera f)[3] dell’art. 2 della delibera, dove si chiede alla Commissione di “verificare il livello di attuazione dell’insegnamento scolastico dell’educazione alla cittadinanza digitale, nell’ambito di quello dell’educazione civica, e la sua reale efficacia formativa nei riguardi degli studenti”. La Commissione dovrà elaborare programmi di intervento di tipo educativo, culturale e formativo, volti ad innalzare la capacità critica delle comunità rispetto alle attività di disinformazione. Il mandato include anche la promozione di iniziative per la sensibilizzazione sulla verifica delle fonti e sull’accertamento dei fatti.

Il monitoraggio su fonti, fatti e capacità critica

Alla lettera n) dello stesso articolo, si trovano le proposte normative per il contrasto del bullismo e del cyberbullismo connessi alla diffusione massiva di informazioni false in rete. La Commissione ha facoltà di monitorare il rapporto tra il sistema educativo e l’innovazione tecnologica, con attenzione all’incidenza dell’educazione civica digitale nei percorsi curricolari. L’insieme di questi compiti assegna alla Commissione una capacità di impatto diretto sulle politiche scolastiche in materia di competenze digitali.

Ma cosa sta già succedendo nelle scuole italiane per la formazione di docenti e apprendenti? E come la delibera del Senato e i riferimenti al settore dell’istruzione recepiranno tale provvedimento?

Come l’educazione civica digitale a scuola è già prevista dalla legge

Partiamo dall’Educazione Civica (EC), che è quell’area disciplinare che è stata introdotta nelle scuole italiane di ogni ordine e grado dalla Legge 92 del 20 agosto 2019[4], che prevede che le istituzioni scolastiche introducano nel curricolo di istituto l’insegnamento trasversale dell’educazione civica, specificando anche, per ciascun anno di corso, l’orario, che non può essere inferiore a 33 ore annue, da svolgersi nell’ambito del monte orario obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti.

All’Art. 5 (Educazione alla cittadinanza digitale) comma 2c si specifica che l’offerta formativa consenta a studenti e studentesse di informarsi e partecipare al dibattito pubblico attraverso l’utilizzo di servizi digitali pubblici e privati; ricercare opportunità di crescita personale e di cittadinanza partecipativa attraverso adeguate tecnologie digitali.

Le linee guida sull’educazione civica digitale a scuola

Con il DM 35 del 22 giugno 2020 sono state emanate le Linee Guida per l’attuazione delle indicazioni sull’EC della legge 92/19, sostituite poi da quelle del 7 settembre 2024, DM 183, in vigore dall’anno scolastico 24/25 e già da allora l’attenzione delle scuole all’educazione alla cittadinanza digitale si è rivelata alta, non solo da parte delle istituzioni stesse, ma anche da parte di quelle associazioni e enti formativi che nel corso di circa due anni hanno creato un database di buone pratiche.

I nodi concettuali individuati nelle Linee Guida indicano nel Nucleo Concettuale “Cittadinanza Digitale” il Traguardo per lo sviluppo delle competenze n. 10, 11 e 12 che puntano a “Sviluppare la capacità di accedere alle informazioni, alle fonti, ai contenuti digitali, in modo critico, responsabile e consapevole” e specificano per la scuola primaria “Riconoscere semplici fonti di informazioni digitali” e “Individuare le fonti di provenienza, le modalità e gli strumenti di diffusione delle notizie nei media digitali” per la scuola secondaria di primo grado e “Analizzare, confrontare e valutare criticamente la credibilità e l’affidabilità delle fonti. Analizzare, interpretare e valutare in maniera critica dati, informazioni e contenuti digitali. Distinguere i fatti dalle opinioni” per la secondaria di secondo grado.

Su questo terreno si dovrebbe inserire la delibera del Senato secondo la quale la Commissione appena istituita, come detto, deve andare a monitorare il rapporto tra il sistema educativo e l’innovazione tecnologica, andando a verificare l’incidenza dell’educazione civica digitale nei percorsi curricolari.

Buone pratiche di educazione civica digitale a scuola già attive

Nella consapevolezza che un elenco di buone pratiche di educazione civica digitale a livello nazionale sia in ogni caso lontano dall’essere esaustivo e focalizzando l’attenzione su quei percorsi che hanno come priorità la lotta alla disinformazione, il riconoscimento delle fake news e l’educazione all’uso appropriato delle fonti, oltre alla prevenzione e al riconoscimento delle varie forme del cyberbullismo, proviamo a segnalare prassi esportabili.

Formazione e strumenti per scuole, docenti e studenti

  • Il progetto Safer Internet Centre Generazioni Connesse offre numerosi corsi di formazione per le scuole su diversi temi dell’educazione civica digitale. Oltre alla Guida di Likey è previsto un servizio di supporto a distanza per le scuole: lo staff del Safer Internet Centre è a disposizione per rispondere ai quesiti relativi alla compilazione degli strumenti online e all’uso della piattaforma. Il progetto è co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Digital Europe, ed è membro di una rete promossa dalla Commissione Europea che si concretizza nella piattaforma online “Better Internet for Kids” gestita da European Schoolnet, in stretta collaborazione con INSAFE (network che raccoglie tutti i SIC europei) e Inhope (network che raccoglie tutte le hotlines europee). È possibile avere accesso ad un Kit didattico, che suddiviso in cinque aree, affronta tematiche di base per essere approfondite in ambito di EC digitale.
  • Scuola di Cittadinanza Europea è la piattaforma creata da Fondazione Giangiacomo Feltrinelli per supportare i percorsi di educazione civica nelle scuole secondarie. Si propone di essere un grande spazio di conoscenza e didattica partecipativa, oltre che un percorso di consapevolezza e riflessione sulla contemporaneità e le sue sfide con la convinzione sempre più diffusa che l’educazione sia uno tra i fattori più rilevanti per il miglioramento della qualità di vita nella società contemporanea. Il percorso Siamo Cittadini propone alle scuole formazione per un corretto sviluppo dell’EC digitale, con particolare riferimento alla disinformazione e alle fake news.
  • Fondazione Carolina è attiva nel settore della formazione per genitori e scuole, proponendo progetti specifici sull’EC digitale per comprendere i figli che vivono nel pieno e in maniera critica il digitale. I percorsi sono gratuiti e accessibili.

Le piattaforme che raccolgono buone pratiche sul territorio

  • La piattaforma Elisa ospita una ricca serie di buone pratiche. Questa sezione è dedicata alla creazione di un database a livello nazionale per la condivisione di alcuni esempi di “Buone Pratiche” per il contrasto del bullismo e cyberbullismo, in un’ottica di scambio e conoscenza di programmi, percorsi, progetti e strumenti attivi a livello regionale e territoriale. La selezione degli esempi di “Buone Pratiche” per la costituzione del database è stata portata avanti dai Gruppi di Lavoro Integrati regionali nell’ambito del Progetto SIA, sotto la supervisione e il coordinamento dei referenti regionali e delle province autonome per il bullismo e il cyberbullismo.
  • L’Italian Media Digital Observatory (IDMO) propone alle scuole un percorso formativo “La disinformazione spiegata ai ragazzi”, che ha al centro la disinformazione, il funzionamento dell’informazione professionale e gli strumenti per riconoscere le fake news, realizzato da ANSA in collaborazione con il Parlamento europeo – Ufficio in Italia / Europe Experience.

Riferimenti utili per l’educazione civica digitale a scuola

Riferimenti

https://risorse.arcipelagoeducativo.it/risorse/a-caccia-di-fake-news

https://www.orizzontescuola.it/disinformazione-online-e-deepfake-il-senato-istituisce-la-commissione-parlamentare-di-inchiesta-e-affida-alla-stessa-il-monitoraggio-delleducazione-alla-cittadinanza-digitale-nelle-scuole

https://www.raiscuola.rai.it/raiscuola/articoli/2022/07/Invito-alla-Lettura-Media-Literacy-contro-la-disinformazione–722f2ae7-2bcc-43e8-a42a-4dfc32a1dfd0.html

https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/news/commission-launches-action-plan-against-cyberbullying-protect-young-people-online

[1] elaborare programmi di intervento, politiche e buone pratiche di tipo educativo, culturale, sociale e formativo volti a innalzare la capacità critica e il livello di consapevolezza e resilienza delle comunità rispetto all’attività di disinformazione, nonché iniziative volte alla sensibilizzazione sull’importanza della verifica delle informazioni anche attraverso la ricerca e il controllo delle fonti, con particolare riguardo all’accertamento dei fatti, verificando, in particolare, il livello di attuazione dell’insegnamento scolastico dell’educazione alla cittadinanza digitale, nell’ambito di quello dell’educazione civica, e la sua reale efficacia formativa nei riguardi degli studenti, anche al fine di monitorare il rapporto tra il sistema educativo e l’innovazione tecnologica;

[4]https://www.mim.gov.it/documents/20182/0/Legge_20_agosto_2019_n_92.pdf/91ee6681-888a-fc0e-9383-2ff6b421347c?version=1.0&t=1760709794663

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