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Dal pezzotto al conto svuotato: così la pirateria finanzia il cybercrime



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La pirateria audiovisiva non è più una scorciatoia economica: è diventata un vettore del cybercrime organizzato. Malware, furti d’identità e deepfake alimentano frodi per migliaia di euro. In Italia il 38% degli adulti usa contenuti piratati, spesso ignorandone le conseguenze reali

Pubblicato il 15 apr 2026

Massimo Dionisi

Terrorism and Counterterrorism



Pirateria audiovisiva
Rear high angle view of a male hacker sitting at a desk surrounded by computer monitors streaming data as he steals information

La pirateria audiovisiva non è più un fenomeno di nicchia né una semplice violazione del diritto d’autore: nel 2026 è diventata uno dei principali vettori del cybercrime organizzato, con conseguenze dirette sulla sicurezza finanziaria e digitale di milioni di italiani.

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