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EU Kids Act, come cambierà l’accesso dei minori ai servizi digitali


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La proposta EU KIDS Act fissa nuove soglie per gli account dei minorenni, introduce controlli parentali e verifica dell’età e trasferisce più responsabilità alle piattaforme, ma dovrà ancora essere esaminata da Parlamento europeo e Consiglio prima che i nuovi obblighi possano entrare in vigore

Pubblicato il 17 set 2026

Zakaria Sichi

Avvocato, Studio legale Martorana



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Per famiglie e ragazzi, la prima cosa da sapere è che oggi non cambia ancora nulla. L’EU KIDS Act presentato il 17 settembre 2026 è una proposta della Commissione europea e dovrà essere esaminato da Parlamento europeo e Consiglio.

Durante questo percorso il testo potrà essere modificato, anche sulle soglie di età e sulle modalità concrete di applicazione. Solo dopo l’approvazione definitiva e la pubblicazione del regolamento scatteranno i nuovi obblighi.

Ricordiamo che il percorso dell’EU Kids Act è iniziato nel marzo 2026, quando la Commissione europea ha riunito oltre sessanta esperti sulla sicurezza dei minori online. Il gruppo, formato da rappresentanti delle famiglie, dei giovani, della società civile e del mondo scientifico, ha consegnato le proprie raccomandazioni nel luglio successivo. Da quel lavoro è nata la proposta di regolamento adottata dalla Commissione ora, per armonizzare le tutele in tutta l’Unione.

Limiti di età e account nell’EU KIDS Act

La prospettiva, però, è già delineata. Sotto i 13 anni non sarà possibile avere un account personale sui servizi interessati; tra 13 e 14 anni l’account dovrà essere limitato e supervisionato dai genitori, con strumenti parentali sempre attivi, un limite giornaliero di un’ora e approvazione dei contatti; dai 15 anni sarà invece possibile aprire autonomamente un account. Anche gli account già esistenti dovranno essere sottoposti a verifica dell’età una volta applicate le nuove regole.

Controlli parentali e ruolo dei genitori

Per i genitori, questo significa che non basterà più decidere a quale età concedere lo smartphone o iscrivere un figlio a un social. Dovranno progressivamente abituarsi a utilizzare gli strumenti di controllo parentale messi a disposizione dalle piattaforme: gestione del tempo, controllo dei contatti, impostazioni di sicurezza e possibilità di segnalare contenuti dannosi.

Nella proposta, per i ragazzi tra 13 e 14 anni questi strumenti dovranno essere sempre attivi. Al tempo stesso, la Commissione chiarisce che il nuovo sistema non intende scaricare sui genitori la responsabilità della sicurezza: i controlli familiari dovranno affiancare, non sostituire, gli obblighi delle piattaforme.

Le verifiche previste

Ci sarà poi un cambiamento molto concreto: la semplice data di nascita dichiarata non sarà più sufficiente. Le piattaforme dovranno utilizzare sistemi affidabili di verifica dell’età e controllare anche gli account esistenti. La Commissione sta lavorando a una soluzione europea pensata per dimostrare soltanto se una persona supera o meno una determinata soglia, senza comunicare necessariamente alla piattaforma la sua identità.

EU KIDS Act, come cambiano gli obblighi delle piattaforme

La vera novità, però, potrebbe essere quella che genitori e ragazzi noteranno meno: saranno le piattaforme a dover cambiare, con meno meccanismi di utilizzo compulsivo, raccomandazioni più sicure, maggiori protezioni dai contatti indesiderati e servizi progettati tenendo conto dell’età dell’utente.

In altre parole, la tutela del minore non sarà più affidata soltanto a quanto è attento il genitore o prudente il ragazzo: una parte crescente della responsabilità passerà direttamente a chi costruisce e gestisce il servizio digitale.

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