Per quasi un ventennio, l’ordinamento giuridico italiano, al pari di quello europeo, ha osservato con un misto di speranza e inerzia l’espansione pervasiva delle piattaforme social, delegando ai colossi della Silicon Valley la definizione dei perimetri di sicurezza per i cittadini più giovani. La regolamentazione si era fermata all’articolo 8 del GDPR e alla sua declinazione interna tramite il D.Lgs. 101/2018, che fissava a 14 anni la soglia del consenso digitale.
responsabilità
Social e minori: le proposte italiane e i nodi giuridici aperti
La tutela dei minori sui social esce dal solo perimetro della privacy e diventa una questione di salute pubblica e responsabilità delle piattaforme. Le proposte in campo puntano su limiti d’età, verifica anagrafica, design meno persuasivo ed educazione digitale
avvocato, studio legale Martorana, Presidente Assodata, DPO Certificato UNI 11697:2017

Continua a leggere questo articolo
Argomenti
Canali
InnovAttori
-

OpenBIM e interoperabilità: perché gli standard aperti sono decisivi in edilizia
03 Apr 2026 -

Competitività europea e sovranità, cosa manca davvero alle startup Ue
01 Apr 2026 -

Come l’AI porta il caffè sulle nostre tavole al tempo della guerra
13 Mar 2026 -

Smart home, l’AI accelera la transizione green: ma occhio alla sicurezza
02 Mar 2026 -

Robotica avanzata: la strategia italiana per competere con Cina e Usa
24 Feb 2026






