Arriva la Fatturazione Elettronica B2B: le cose da chiarire

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Dopo la Fattura Elettronica verso la PA, la Fattura Elettronica B2b: un passo dietro l’altro, a ritmo serrato verso la digitalizzazione del Sistema Paese

di Paolo Catti, responsabile della Ricerca dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione

Con il Consiglio dei Ministri di ieri fa il suo ingresso sulla scena pubblica anche la Fatturazione Elettronica tra imprese. Sembrava appena “passata” la Fatturazione Elettronica verso la PA, con la sua scia di forte interesse ma anche di scetticismo e di difficoltà operative più o meno ragionevoli, che già fa capolino anche il tema della Fatturazione Elettronica tra imprese. Questo ritmo può anche sembrare serrato ma non deve sorprendere, poiché il cammino verso la digitalizzazione del Sistema Paese non può che svilupparsi in modo veloce, convinto, continuo e soprattutto con una visione strategica che eviti confusione e offra alle aziende una precisa linea direttiva. Non deve dunque stupire che, a soli pochi giorni dall’obbligo di Fatturazione Elettronica verso tutte le PA del nostro Paese, già ci si occupi di introdurre forti leve incentivanti all’adozione della Fatturazione Elettronica tra imprese, come è avvenuto nel Consiglio dei Ministri dello scorso 21 aprile: anzi, è probabilmente il solo ritmo sostenibile per sviluppare dinamiche di crescita digitale coerenti con le concrete attese di efficienza ed efficacia che il nostro Paese reclama: per recuperare competitività.

Di che tipo di innovazione si tratta? A partire dal 1° gennaio 2017, sarà incentivata l’adozione della Fatturazione Elettronica nelle relazioni tra le imprese, accanto a quella già obbligatoria verso la PA. Un’innovazione, considerata foriera di importanti opportunità anche dall’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano, che nei suoi molteplici anni di attività ha stimato un beneficio complessivo legato alla diffusione della Fatturazione Elettronica strutturata tra tutte le organizzazioni (pubbliche e private) del nostro Paese pari a oltre 10 miliardi di €/anno - a patto, però, di abbandonare completamente la carta e i processi che sulla carta si basano e dalla carta “derivano”.

Va chiarito che la Fatturazione Elettronica nel B2b non può essere formalmente obbligata - come lo è stato verso la Pubblica Amministrazione - e quindi, altra novità assolutamente pregevole, questa innovazione rappresenta il presupposto per una semplificazione degli adempimenti dei contribuenti titolari di partita IVA. Il decreto appena approvato dal Consiglio dei Ministri, infatti, prevede la facoltà di trasmettere telematicamente le fatture all’Agenzia delle entrate in luogo delle comunicazioni che i contribuenti sono chiamati a inviare all’Amministrazione finanziaria nel corso dell’anno, peraltro coerenti anche con quanto emerso da una specifica ricerca condotta lo scorso anno dall’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione, in collaborazione con Confindustria Bergamo. Coloro che già adottano o adotteranno processi di Fatturazione Elettronica, si troverebbero agevolati nella effettuazione della trasmissione telematica e potrebbero coniugare comunicazione commerciale e fiscale consentendo di abolire completamente adempimenti come lo Spesometro e la comunicazione delle operazioni con i Paesi Black List e i modelli INTRA riferiti agli acquisti di beni e servizi - adempimenti burocraticamente tanto onerosi quanto “sgradevoli”, che gravano sull’operatività delle imprese. Il contribuente, poi, otterrebbe rimborsi IVA più veloci.

A questo proposito, è ancora da capire appieno, nel contesto della Fatturazione Elettronica nel B2b, il ruolo che avrà il Sistema di Interscambio. La speranza è che possa rappresentare, a regime, uno snodo centrale con il quale possano dialogare in modo efficace e continuo i molteplici provider e fornitori di soluzioni e servizi della Digitalizzazione dei “processi di interfaccia”, che già oggi gestiscono non poche fatture, peraltro in formato elettronico e strutturato (si pensi ai settori che adottano da anni pervasivamente l’EDI, ma anche alle Extranet o ai Portali B2b con cui alcune imprese gestiscono le relazioni commerciali verso i loro clienti e fornitori). Spetterà ora al Forum Italiano su Fatturazione Elettronica e eProcurement dare indicazioni sulle specifiche tecniche su questo fronte

Un altro elemento che da qui al 1 gennaio 2017 potrà avere un ruolo importante sull’evoluzione della Fatturazione Elettronica, verso la PA e nel B2b, è legato al percorso di sviluppo del cosiddetto “Core Invoice”. La Comunità Europea - nello specifico, tramite una commissione dedicata del CEN - è, infatti, al lavoro per definire il “subset ottimo minimo” di informazioni che, a partire dal 2019, ogni Pubblica Amministrazione europea dovrà “farsi bastare” per accettare - e portare in pagamento - una Fattura di un loro fornitore. Questo tavolo di lavoro è, a oggi, centrale nello sviluppo della Fatturazione Elettronica, sia in Europa sia in Italia, e potrebbe avere ricadute – comunque positive, a mio modo di vedere - sia sullo “standard” attualmente in uso sia sul numero stesso degli standard eventualmente utilizzabili a regime.

A meno di un mese dall’obbligo di Fatturazione Elettronica verso la PA, anche la Fatturazione Elettronica tra imprese sta già diventando una realtà, nel nostro Paese. Teniamo presente che la Fatturazione Elettronica è uno “strumento dell’innovazione digitale” che può creare efficienza snellendo procedure e velocizzando i processi amministrativi; tuttavia, è anche – e soprattutto - un tassello di un processo più esteso – quello del ciclo dell’ordine. Infine - e non si può non apprezzarlo – si fa leva sugli incentivi legati alla semplificazione dell’attuale sistema burocratico: come “primo passo”, sembra fatto nella direzione giusta.

23 Aprile 2015

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