identità digitale

SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), cos’è, a cosa serve e come creare un account

Tutto ciò che c’è da sapere su Spid, in un articolo continuamente aggiornato a cura degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano. Come si fa a ottenere una identità digitale, stato dei servizi disponibili per utilizzarla e nodi da sciogliere.

Aggiornato il 13 Gen 2023

Giorgia Dragoni

Direttore Osservatorio Digital Identity del Politecnico di Milano

Luca Gastaldi

Direttore dell'Osservatorio Agenda Digitale e dell’Osservatorio Digital Identity del Politecnico di Milano

Valeria Portale

direttore dell'osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano

spid identità digitale, in quali ambiti si usa

SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, permette ai cittadini di accedere in un click “ai servizi online della Pubblica Amministrazione e dei privati aderenti, ogni volta che su un sito o un’app trovi il pulsante “Entra con SPID”” come scrive il sito ufficiale.

Un sistema di credenziali – a cui si aggiunge anche una password temporanea da generare al momento via app o da ricevere via sms, per alcuni servizi – per “loggarsi” nei siti (o app) delle diverse amministrazioni pubbliche; invece di essere costretti ad attivare un account per ciascuna (cosa che richiede al solito un passaggio di persona a uno sportello).

Presentato come “la password pigliatutto”, obiettivo di SPID è quello di favorire l’offerta di servizi online per cittadini e persone giuridiche da parte di imprese e Pubbliche Amministrazioni. Un progetto ambizioso su cui AgID lavora dal 2014 e ha debuttato nel 2016.

SPID ha superato a fine 2022 la quota di 33 milioni di identità rilasciate, portando quindi la copertura della popolazione a oltre il 55%. Nel 2022, la crescita delle identità digitali è stata del 18% rispetto a fine 2021, con oltre 6 milioni di nuove identità attivate.

Insieme alle identità rilasciate, è cresciuto anche l’accesso ai servizi: se nel corso del 2021 sono stati oltre 560 milioni gli accessi totali ai servizi effettuati tramite SPID (contro i 140 milioni del 2020), a dicembre 2022 è stata superata la soglia del miliardo di accessi annui con SPID, quasi un raddoppio rispetto all’anno precedente.

La crescita di SPID in passato è stata fortemente legata alla pandemia: SPID infatti ha permesso, tra le altre cose, di accedere a numerose misure di sostegno al reddito previste a seguito dell’emergenza Covid-19, consentendo alla popolazione italiana di interagire con le Pubbliche Amministrazioni, garantendo la continuità di erogazione di servizi pubblici essenziali durante l’emergenza pandemica. La crescita nella diffusione di SPID sta quindi rallentando rispetto al periodo Covid, ma diventa progressivamente più organica: è legata alle necessità quotidiane della popolazione.

Quanti utenti Spid ci sono

SPID ha superato a maggio 2022 i 30 milioni di utenti, di cui 10 milioni di identità digitali attivate negli ultimi 12 mesi. Mezzo milione nel 2021 gli accessi ai servizi PA tramite Spid, nel primo quadrimestre 2022 sono stati circa 330 milioni.

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A novembre 2021 i 26 milioni di identità attive.  A fine novembre 2020 erano  13,4 milioni; a settembre 2020 11 milioni e a fine luglio 2020 la quota di 9 milioni di identità rilasciate.

Al 15 settembre 2021, il numero di identità digitali sfiora quota 23,4 milioni.

Il boom richieste nel corso del 2020 è stato in parte legato alla pandemia: SPID infatti ha permesso, tra le altre cose, di accedere a numerose misure di sostegno al reddito previste prima dal Decreto Cura Italia del 17/03/2020 a seguito dell’emergenza Covid-19, e poi dal Decreto Rilancio del 19/05/2020. SPID è infatti la chiave per accedere a numerose misure di sostegno al reddito, come le indennità INPS per lavoratori autonomi, parasubordinati e subordinati, il bonus baby sitter, il reddito di emergenza e il bonus vacanze.

Che cosa è SPID, Sistema Pubblico di Identità Digitale

SPID è il Sistema Pubblico per l’Identità Digitale promosso dall’AgID e quindi dal Governo, che permette a cittadini e imprese di accedere con un unico login a tutti i servizi online di pubbliche amministrazioni e imprese aderenti. SPID nasce per favorire la diffusione dei servizi online e agevolarne l’utilizzo da parte di cittadini e imprese.

SPID si basa su un modello federato e collaborativo di aziende private. I “gestori delle identità digitali” sono, infatti, aziende private accreditate dall’AgID per la fornitura dei servizi di identità digitale. Cittadini e imprese possono scegliere liberamente il proprio gestore di identità digitale preferito.

Il primo passo ufficiale dello SPID è stato mosso a fine 2014 con un provvedimento di attuazione, il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 24 ottobre 2014. A metà 2015 sono stati emanati i regolamenti attuativi a dal 15 settembre 2015 è iniziato l’accreditamento degli Identity Provider all’Agenzia. Dal 15 marzo 2016 sono attivi i primi servizi.

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I numeri di Spid

La consultazione del sito dedicato a SPID di AgID ci dice che a gennaio 2023 le pubbliche amministrazioni attive sono oltre 15 mila e 700 (con una crescita di oltre il 60% rispetto all’anno precedente) e sono oltre 33,4 milioni (contro i 27,1 milioni di fine 2021) le credenziali rilasciate dai dieci gestori dell’identità abilitati. Sono invece 164 i fornitori di servizi privati che consentono l’accesso ai propri servizi online con SPID (erano 88 a dicembre 2021).

Il numero di identità SPID erogate ha subito negli anni una vistosa accelerazione in concomitanza delle azioni promosse dal Governo per incentivarne l’adozione: il reddito di cittadinanza richiedibile online solo via SPID; il programma 18app e il bonus docenti che possono essere ritirati solo con un’identità digitale; la conversione delle identità regionali della Lombardia in identità SPID.

L’effetto della crisi pandemica nel 2020, con la possibilità di richiedere via SPID i bonus da 600 euro, baby sitter e bonus vacanze è stato lo stesso: un boom di identità digitali rilasciate nei mesi da marzo a luglio, che ha fatto registrare un aumento di oltre 3 milioni in soli 5 mesi, con un picco di quasi 300 mila a settimana nel mese di luglio 2020.

Guardando al dettaglio delle identità attive, la distribuzione di SPID nella popolazione non è sempre omogenea: il 100% dei giovani tra i 18 e i 24 anni possiede un’identità SPID, mentre sono solo 1,7 milioni i cittadini sopra i 75 anni che lo hanno attivato. La  popolazione più anziana è però quella che registra il maggiore aumento, con un +71% rispetto al 2021. Rispetto al genere, le identità digitali ad uso personale sono equamente distribuite tra uomini e donne.

La crescita degli accessi e dei service provider che decidono di prendere parte a questo ecosistema dimostrano che l’identità digitale sta diventando uno strumento sempre più essenziale nella vita quotidiana dei cittadini italiani.

Come richiedere e attivare account SPID di identità digitale

L’identità digitale SPID è rilasciata dai Gestori di Identità Digitale (Identity Provider) che forniscono le identità digitali e gestiscono l’autenticazione degli utenti.

Richiedere, ottenere ed attivare un’identità digitale con SPID è molto semplice. Primo passo è andare al sito Spid.gov.it. Qui, per ottenere e attivare un’identità SPID l’utente deve farne richiesta al gestore, il quale, dopo aver verificato i dati del richiedente, emette l’identità digitale rilasciando le credenziali all’utente.

Per richiedere l’identità digitale con SPID è necessario presentare un modulo di richiesta di adesione che contiene tutte le informazioni necessarie per l’identificazione del soggetto richiedente (nome, cognome, sesso, data e luogo di nascita, codice fiscale, estremi del documento di identità) e le informazioni per essere contattati (un indirizzo di posta elettronica – univoco per ogni identità SPID – e un recapito di telefonia mobile).

L’autenticazione dell’utente può avvenire in diverse modalità:

1) L’autenticazione in presenza prevede l’esibizione di documentazione cartacea e moduli sottoscritti e può avvenire presso una sede fisica del gestore dell’identità o presso i punti in convenzione;

2) L’autenticazione via webcam può avvenire in due modalità:

  • un operatore verifica in una sessione audio/video con il richiedente l’identità tramite la presentazione dei documenti di identità e dichiarazioni del richiedente
  • il richiedente registra un video guidato in cui mostra i documenti e dimostra di essere chi dice di essere, che poi viene controllato da un operatore;

3) L’autenticazione tramite smartcard, dove si può utilizzare la Carta d’Identità Elettronica (CIE) o lo Carta Nazionale dei servizi;

4) L’autenticazione tramite documenti o certificati digitali di identità, dove si può utilizzare il passaporto elettronico, o se l’utente ne è in possesso la firma digitale qualificata;

  • 5) L’autenticazione tramite bonifico, dove il riconoscimento è effettuato mandando un bonifico di basso importo da un conto corrente italiano intestato al richiedente.

A questa pagina dedicata è possibile confrontare i diversi gestori dell’identità e le modalità di riconoscimento offerte da ciascuno.

A dicembre 2019 l’AgID ha reso ufficiale la notizia secondo la quale attivare SPID sarà gratuito per sempre (almeno per i livelli di sicurezza 1 e 2), quindi ogni gestore dell’identità è tenuto ad offrire gratuitamente almeno una modalità di riconoscimento.

Quali attori e ruoli prevede SPID, e chi lo può utilizzare?

Lo SPID identifica differenti ruoli.

  • Gestori dell’identità digitale (o Identity Provider), sono imprese private accreditate allo SPID (ottengono la “licenza” da AgID) con il compito di identificare l’utente in modo certo, di creare le identità digitali, di assegnare le credenziali, di gestire gli attributi degli utenti. Essi inoltre, in qualità di gestori di servizio pubblico, forniscono i servizi a pubbliche amministrazioni e imprese private aderenti di identificazione degli utenti, garantendo la correttezza dell’identità digitale e la riservatezza delle informazioni. A gennaio 2023, ci sono 10 Identity Provider attivi. Aruba, Infocert, Intesa, Lepida, Namirial, Tim, Poste – che ha attivato oltre l’80% delle identità – Sielte, SpidItalia (Register) e TeamSystem.
  • Fornitori di servizi (o Service Provider) sono i soggetti privati e le Pubbliche Amministrazioni che erogano servizi online, per la cui fruizione è richiesta l’identificazione e l’autenticazione degli utenti. A gennaio 2023, sono 164 i Service Provider privati che hanno iniziato a utilizzare l’identificazione SPID per far accedere ai propri servizi online i cittadini italiani, che si aggiungono agli oltre 15 mila service fornitori di servizi pubblici.
  • Utente: persona fisica o giuridica, titolare di un’identità digitale SPID, che utilizza i servizi erogati in rete da un fornitore di servizi, previa identificazione informatica.
  • Agenzia è l’organismo di vigilanza che si occupa di gestire l’accreditamento e di monitorare i gestori dell’identità digitale e i gestori degli attributi qualificati.
  • Gestori di attributi qualificati sono soggetti che hanno il potere di attestare gli attributi qualificati su richiesta dei fornitori di servizi, le linee guida per questi attori sono state adottate da AgID ad agosto 2022.

Un utente si registra al servizio tramite un Identity Provider che crea un’identità digitale e gli assegna le credenziali per il riconoscimento. L’utente può utilizzare la sua identità digitale per l’accesso ai servizi online offerti dai Service Provider, che sono collegati a tutti gli Identity Provider. Sarà compito dell’Identity Provider verificare la correttezza dei dati di login immessi dall’utenti e fornire al Service Provider solo gli attributi dell’utente strettamente necessari alla fornitura del servizio.

Inoltre, da marzo 2022, AgID ha adottato le linee guida di SPID per i minorenni. I minori tra i 5 e i 13 anni potranno utilizzare questo strumento per i servizi forniti dalle scuole, mentre chi ha superato i 14 anni può accedere anche ai servizi della PA, per esempio per visionare il Fascicolo Sanitario Elettronico o per visionare i punti sulla patente.

SPID per i minori deve essere richiesto dai genitori ed è necessaria la verifica dell’identità sia del minore, sia del genitore richiedente. Il genitore ha inoltre la possibilità e il dovere di gestire l’identità del minore, autorizzando o meno l’accesso ai singoli servizi.

Quali sono i servizi usabili via SPID (Inps, Agenzia delle Entrate…)?

Sono molteplici i servizi della Pubblica Amministrazione a cui si può già accedere tramite SPID. Quelli dei servizi Inps (pensione, disoccupazione, iscrizione lavoratori domestici…), Agenzia delle Entrate (pagamento tasse, modello 730 pre compilato, cassetto fiscale, consultazione cud, CU, controllo situazione debitoria, versamenti fatti o da fare…) e Inail sono nazionali. Spid dal primo ottobre 2020 assume maggiore importanza anche per accedere ai servizi Inps Online, perché il pin Inps sarà dismesso.

Alcuni servizi valgono solo per i cittadini di certe regioni e città, quindi fruibili solo da chi risiede in zone non digitalmente arretrate. Li si può cercare da qui: https://www.spid.gov.it/cos-e-spid/dove-utilizzare-spid/.

Tra i servizi attivi: richiesta di certificati anagrafici online dal sito dal comune, pagamento della Tasi, consultazione contravvenzioni (e pagamento), ICI, Imu, sportello unico delle attività produttive; bollo auto; prenotazione delle prestazioni sanitarie; accesso al fascicolo sanitario elettronico, cambio medico online, ritiro referti online.

A questi servizi si aggiungono tutti i servizi per le persone giuridiche e i liberi professionisti.

La maggior parte dei servizi abilitati sono quelli con un “livello di sicurezza 2”, solo utente e password statica. Ci si attende un maggior sviluppo dei servizi con “livello di sicurezza 3” (con password temporanea).

Da febbraio 2019, SPID è anche il solo modo per richiedere online il Reddito di Cittadinanza. Da marzo 2020, inoltre, grazie a SPID è possibile accedere a indennità e bonus previsti dal decreto governativo per il contrasto alla pandemia da Coronavirus. Da luglio 2020 SPID è la chiave per richiedere il Bonus Vacanze previsto dal Decreto Rilancio.

Dal punto di vista professionale, sono online da novembre 2019 le “Linee guida per il rilascio delle identità digitali per uso professionale” di AgID. SPID è diventato quindi anche uno strumento che consente alle pubbliche amministrazioni e ai privati di verificare l’appartenenza di una persona fisica ad un’organizzazione e/o la sua qualità di professionista.

Inoltre, da marzo 2020 è possibile firmare documenti online, come atti e contratti, attraverso SPID con lo stesso valore giuridico della firma autografa.

Per promuovere l’utilizzo di SPID dalle Pubbliche Amministrazioni, da marzo 2021 non è più consentita alle PA l’emissione di credenziali proprietarie, che sono state completamente dimesse da ottobre 2021.L’identità digitale (SPID o CIE) è quindi l’unico modo per accedere ai servizi pubblici digitali.

Ecco l’elenco completo servizi disponibili con SPID:

  • Agricoltura, pesca, silvicoltura e prodotti alimentari
  • Finanziamenti
  • Invio e richiesta documenti
  • Iscrizione a servizi
  • Servizi INAIL
  • Servizi di Certificazione e Autocertificazione
  • Utilità
  • Visure, controllo e consultazione dati
  • Ambiente
  • Edilizia
  • Invio e richiesta documenti
  • Portali del cittadino
  • Servizi INAIL
  • Servizi di pagamento, controllo pagamenti, tasse e tributi
  • Visure, controllo e consultazione dati
  • Economia e finanze
  • Anagrafe
  • Fatturazione elettronica
  • Finanziamenti
  • Richieste e prenotazioni
  • Servizi INAIL
  • Servizi INPS
  • Servizi Sociali e della Comunità
  • Servizi di Certificazione e Autocertificazione
  • Servizi di pagamento,
  • controllo pagamenti,
  • tasse e tributi
  • Servizi per le famiglie
  • Utilità
  • Visure, controllo e consultazione dati
  • Energia
  • Visure, controllo e consultazione dati
  • Giustizia, sistema giuridico e sicurezza pubblica
  • Servizi INPS
  • Utilità
  • Governo e settore pubblico
  • Anagrafe
  • Edilizia
  • Finanziamenti
  • Invio e richiesta documenti
  • Iscrizione a servizi
  • Portali del cittadino
  • Richieste e prenotazioni
  • SUAP Sportello Unico Attività Produttive
  • Servizi INAIL
  • Servizi INPS
  • Servizi Sanitari
  • Servizi Sociali e della Comunità
  • Servizi di Certificazione e Autocertificazione
  • Servizi di avvisi e notifiche
  • Servizi di connettività pubblica
  • Servizi di pagamento, controllo pagamenti, tasse e tributi
  • Servizi per dipendenti pubblici
  • Utilità
  • Visure, controllo e consultazione dati
  • Istruzione, cultura e sport
  • Finanziamenti
  • Invio e richiesta documenti
  • Iscrizione a servizi
  • Richieste e prenotazioni
  • Servizi Audio, Video e Multimediali
  • Servizi INAIL
  • Servizi INPS
  • Servizi Scuola e Università
  • Servizi di pagamento,
  • controllo pagamenti,
  • tasse e tributi
  • Servizi per le famiglie
  • Visure,
  • controllo e consultazione dati
  • Popolazione e società
  • Anagrafe
  • Edilizia
  • Finanziamenti
  • Invio e richiesta documenti
  • Portali del cittadino
  • Richieste e prenotazioni
  • Servizi Sociali e della Comunità
  • Servizi di Certificazione e Autocertificazione
  • Servizi di avvisi e notifiche
  • Servizi di connettività pubblica
  • Servizi per le famiglie
  • Utilità
  • Visure, controllo e consultazione dati
  • Regioni e città
  • Edilizia
  • Invio e richiesta documenti
  • Portali del cittadino
  • SUAP Sportello Unico Attività Produttive
  • Servizi di Certificazione e Autocertificazione
  • Visure, controllo e consultazione dati
  • Salute
  • Anagrafe
  • Fascicolo Sanitario Elettronico
  • Servizi INAIL
  • Servizi INPS
  • Servizi Sanitari
  • Scienza e tecnologia
  • Servizi INAIL
  • Trasporti
  • Invio e richiesta documenti
  • Servizi INAIL
  • Servizi di Certificazione e Autocertificazione

Quali sono i veri vantaggi di SPID?

I Service Provider che aderiscono allo SPID, sia Pubbliche Amministrazioni sia imprese private, possono disporre di un parco utenti senza censirli, non avranno gli oneri derivanti dalla conservazione dei dati personali, non dovranno preoccuparsi di evitare attacchi volti al furto delle credenziali. Inoltre, i Service Provider possono avere profili con un’identità certa, eliminando i cosiddetti “falsi profili”, ed univoca, eliminando i duplicati.

L’obiettivo del legislatore è quello di incentivare la nascita di nuovi servizi pubblici digitali, permettendo così l’accesso online a servizi finora disponibili solo allo sportello.

Per gli utenti, SPID consente di semplificare la vita di cittadini e imprese nell’interazione con la Pubblica Amministrazione e con i fornitori di servizi privati, permettendo di accedere a un ampio range di servizi online grazie ad un unico login. Il sistema garantisce la massima sicurezza e privacy. SPID assicura la massima riservatezza dei dati ed è pensato proprio per aumentare la trasparenza sulla gestione dei propri dati ed erogare servizi secondo il principio dei dati minimi. Il Service Provider non può conservare i dati dell’utente che riceve dall’Identity Provider ed è assolutamente vietata la tracciatura delle attività di un individuo.

Quanto costa l’identità digitale con SPID?

Per gli utenti, è stato stabilito da AgID che SPID sarà gratuito per sempre (per i livelli 1 e 2 di sicurezza). Gli Identity Provider possono mettere a pagamento i servizi aggiuntivi o modalità alternative di riconoscimento, ad esempio l’autenticazione da remoto.

Il tema dei costi e in generale del business model è il più delicato.

Per le Pubbliche Amministrazioni SPID è gratuito e continuerà ad esserlo.

Per i Service Provider privati, SPID è invece a pagamento e prevede che gli Identity Provider vengano pagati per l’utilizzo del servizio. Il modello di pricing è stato definito a giugno 2019 secondo una logica di tipo “pay per user” ed è uniforme tra i Service Provider; non vi sarà quindi competizione sul prezzo dei servizi core, ma su eventuali servizi aggiuntivi che potranno essere offerti.

Per gli Identity Provider, SPID è un investimento nella fase di avvio del servizio (infrastruttura tecnologica, accreditamento all’Agenzia, etc.), un costo per l’autenticazione degli utenti e un costo per la gestione delle identità. I ricavi per coprire i costi potranno quindi provenire dai Service Provider privati e dagli utenti in caso di servizi con livello di sicurezza 3.

Quali i livelli di sicurezza per la propria identità digitale?

Il modello SPID per il Sistema Pubblico di Identità Digitale prevede 3 livelli di sicurezza.

  • Livello 1 (userID e password) garantisce con un buon grado di affidabilità l’identità accertata nel corso dell’attività di autenticazione. A tale livello è associato un rischio moderato e compatibile con l’impiego di un sistema autenticazione a singolo fattore, ad es. la password; questo livello può essere considerato applicabile nei casi in cui il danno causato, da un utilizzo indebito dell’identità digitale, ha un basso impatto per le attività del cittadino/impresa/amministrazione. Per il livello 1 la credenziale sarà dunque una password di almeno 8 caratteri, da rinnovarsi ogni 180 giorni, formulata secondo i consueti criteri di sicurezza.
  • Livello 2 (userID, password + ulteriore fattore di autenticazione) garantisce con un alto grado di affidabilità l’identità accertata nel corso dell’attività di autenticazione. A tale livello è associato un rischio ragguardevole e compatibile con l’impiego di un sistema di autenticazione informatica a due fattori non necessariamente basato su certificati digitali; questo livello è adeguato per tutti i servizi per i quali un indebito utilizzo dell’identità digitale può provocare un danno consistente. Per il livello 2, oltre alla password sarà necessario inserire il codice proveniente da un dispositivo a chiave variabile (c.d. One Time Password) che potrebbe essere anche un’applicazione sul cellulare.
  • Livello 3 (userID, password + ulteriore fattore di autenticazione basato su certificati digitali) garantisce con un altissimo grado di affidabilità l’identità accertata nel corso dell’attività di autenticazione. A tale livello è associato un rischio altissimo e compatibile con l’impiego di un sistema di autenticazione informatica a due fattori basato su certificati digitali e criteri di custodia delle chiavi private su altri dispositivi; questo è il livello di garanzia più elevato e da associare a quei servizi che possono subire un serio e grave danno per cause imputabili ad abusi di identità; questo livello è adeguato per tutti i servizi per i quali un indebito utilizzo dell’ identità digitale può provocare un danno serio e grave.

Chi sono gli identity provider nello SPID?

Gli attori che possono assumere il ruolo di Identity Provider sono molteplici (banche, operatori di telefonia mobile, certification authority, fornitori di soluzioni IT) e giocano un ruolo fondamentale nel decretare il successo del sistema perché portano in “dote” allo SPID il proprio bacino di utenti potenziali.

Ad oggi, gennaio 2023, sono dieci gli Identity Provider che hanno richiesto e ottenuto la certificazione da parte dell’AgID: Aruba, Infocert, Intesa (Gruppo Ibm), Lepida, PosteItaliane (PosteID), SielteID, TeamSystem, TIM, Namirial, Register.it.

La condizione ottimale è che il numero di Identity provider sia sufficientemente elevato per raggiungere il maggior numero di utenti, e contemporaneamente limitato per minimizzare il numero di relazioni tra Service Provider e Identity Provider.

È importante sottolineare che per gli Identity Provider gli investimenti sono certi, mentre i ricavi un po’ meno certi. Lato investimenti, gli Identity Provider devono configurare il sistema seguendo le indicazioni dell’AgID. Lato ricavi, hanno due fonti di remunerazione: dagli utenti, relativamente ai servizi al terzo livello di sicurezza; dai Service Provider privati (qualsiasi azienda che aderisce a SPID pagherà gli Identity Provider per i servizi forniti), mentre per le Pubbliche amministrazioni il servizio sarà gratuito.

Quali Service Provider (Pubbliche Amministrazioni e attori privati) sono già attivi?

Le Pubbliche Amministrazioni sono un attore fondamentale per la diffusione del Sistema Pubblico di Identità Digitale e sarebbero state obbligate ad aderire a SPID entro la fine del 2017 (ma senza sanzioni).

Da marzo 2021, le PA non possono più rilasciare credenziali proprietarie, che sono state completamente dismesse da ottobre 2021. Le amministrazioni hanno quindi la possibilità di autenticare i propri utenti solo tramite l’identità digitale (SPID o CIE). Questo ha favorito l’adesione delle PA a SPID: a gennaio 2023 sono infatti oltre 15 mila 700 i service provider pubblici aderenti all’ecosistema.

Un caso virtuoso è stato quello di INPS che ha deciso già ad ottobre 2020 di dismettere il PIN di accesso in favore di SPID (insieme a CIE e CNS), portandosi avanti di 6 mesi rispetto alla normativa in materia.

A gennaio 2023, inoltre, sono 164 i service provider privati attivi, ossia aziende private che hanno deciso di offrire SPID come mezzo di accesso ai propri servizi. I provider attualmente coinvolti nell’ecosistema appartengono a diversi ambiti applicativi: sono fornitori di servizi IT o fiduciari, aziende della sanità privata, piattaforme di gioco online o ancora banche, che utilizzano SPID soprattutto in fase di onboarding dei propri utenti per agevolare l’apertura di un nuovo conto corrente da remoto.

Articolo originariamente pubblicato il 06 Mag 2022

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FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
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PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
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