Trumpy (Icann): "Come cambierà l'internet governance dopo l'abbandono Usa"

Il commento

Si va entro un anno verso una vera struttura di controllo multi-stakeholder e internazionale. Finora i cambiamenti dei registri sono passati da un'approvazione del Governo Usa e questo ha sempre ostacolato l'accettazione globale del modello Icann. I conservatori Usa si oppongono però alla novità

di Stefano Trumpy, Delegato del governo italiano nel Governmental Advisory Committee di ICANN

Venerdì 14 marzo del 2014, il Dipartimento del governo degli Stati Uniti d’America, attraverso la propria agenzia NTIA (National Telecommunications and Information Administration), ha annunciato la intenzione di trasferire il proprio controllo delle funzioni chiave che regolano i nomi a dominio di Internet.

Come primo passo NTIA ha chiesto ad ICANN di coinvolgere tutti gli stakeholder per sviluppare una proposta di transizione dell’attuale ruolo svolto da NTIA nel coordinamento dello Internet Domain Name System (DNS).

Allo stato attuale, il governo USA ha in corso un contratto con ICANN (a zero $, ovverosia non oneroso) per il servizio IANA (Internet Assigned Names and Numbers) che gestisce storicamente le funzioni di “root zone management” che consiste nell’albero autoritativo che permette di risolvere tutti gli indirizzi di Internet a livello mondiale. Il suddetto contratto va a scadenza nel prossimo anno e occorre trovare una soluzione per sostitutire il controllo di questa funzione in una chiave globale e non più svolta da un singolo stato.

Per questo, da un punto di vista operativo, ICANN si confronterà con le stutture attuali che hanno maggiori riconosciute competenze quali lo IETF (Internet Engeenering Task Force), lo IAB (Internet Architecture Board), ISOC (Internet Society), I RIRs (Regional Internet Registries, come il RIPE/NCC europeo), la società americana Verisign che oggi gestisce il Root Server A.

Allo stato attuale il servizio IANA è gestito da ICANN, come una funzione tecnica ma è importante rilevare cosa avviene a valle delle decisioni di ICANN, siano esse variazioni dei record dei registri esistenti, sia inserimento di record di nuovi registri o ridelegazioni di registri esistenti. L'esecuzione dei cambiamenti o inserimento di nuovi record passa da una preventiva approvazione di NTIA, quindi del governo USA, prima della operatività e questo rende più problematica la accettazione globale del modello ICANN. In realtà il governo USA non ha mai abusato di questo suo potere, neppure per quanto riguarda i record relativi ai registri country code degli stati potenzialmente nemici.

Sino al 2009, ICANN era ancora soggetta alla supervisione del Dipartimento del Commercio, fino alla firma dello “Affirmation of Commitements” del settembre di quell’anno, a partire dal quale ICANN iniziò a riportare a review panels incaricati dalla comunità internazionale; rimase però il contratto IANA, attraverso il quale, il governo USA continuava a svolgere un suo ruolo di controllo; addirittura, qualora il Dipartimento del Commercio avesse deciso, alla scadenza del contratto in essere, di affidare il servizio IANA ad una altra struttura, avrebbe in qualche modo potuto “uccidere” ICANN.

Le strutture coinvolte nella operatività di Internet dovrebbero essere in grado, nello spazio di un anno circa, di presentare una struttura di controllo, idealmente multi-stakeholder e con partecipazione anche governativa, capace di sostituire efficacemente il ruolo di supervisione sin qui svolto dal NTIA. Un elemento chiave per rendere la cosa più gestibile sarebbe quello di spogliare la funzione IANA da aspetti di natura politica e quindi di rendere minimale la partecipazione governativa. In buona sostanza, per quanto riguarda i country code, i decisori finali dovrebbero essere i singoli governi interessati, cosa che di fatto ècomunque operativa oggi; per quanto riguarda invece i domini di tipo generico, di fatto ICANN ha la funzione di regolatore e quindi, al livello di introduzione dei record relativi, non dovrebbero esserci ruoli governativi oltre la presenza in ICANN del Governmental Advisory Committee.

Non vi è dubbio che il cammino all’interno degli USA non sarà senza ostacoli poiché diversi parlamentari, in particolare del partito conservatore, sono contrari al fatto che venga alienata la dominanza su una risorsa come l’Internet che è stato inventato e sviluppato in USA. 

La discussione sull’argomento inizierà la settimana prossima nel meeting ICANN che si terrà a Singapore. Successivamente si terrà il 23 e 24 aprile prossimi a Sao Paulo, Brasile il meeting Net Mundial organizzato congiuntamente dal Presidente di ICANN e la Presidente della Repubblica del Brasile. Nel mese di giugno vi sarà il successivo meeting di ICANN a Londra dove è attesa anche una partecipazione governativa di alto livello. Diversi eventi successivi, nei quali la questione della internazionalizzazione della gestione delle risorse critiche di Internet sarà all’ordine del giorno, si susseguiranno, fino ad arrivare al prossimo World Summit on Information Society del 2015, attualmente in fase di preparazione presso le Nazioni Unite.  Fine del processo iniziato dal governo USA? Settembre 2015, quando l’attuale contratto tra NTIA ed ICANN per il servizio IANA sarà arrivato alla propria scadenza, a condizione che la comunità interessata sia pervenuta, nel frattempo, ad un accordo globale, come raccomandato dal governo USA. 

17 Marzo 2014

TAG: trumpy, internet governance, icann