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IRIS²: l’Europa sfida Starlink e la Cina nello spazio



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Bruxelles investe nella connettività satellitare europea attraverso IRIS², infrastruttura multi-orbita che diventerà operativa nel 2030. Il progetto pubblico-privato si confronta con gli 8.400 satelliti Starlink e i 13.000 previsti dalla costellazione cinese Guowang

Pubblicato il 9 ott 2025

Alessandro Sannini

Ceo Twin Advisors&Partners Limited



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Bruxelles ha trasformato la partita dell’internet satellitare in una questione di autonomia strategica.

Il perno è IRIS², la costellazione europea multi–orbita che dovrà garantire connettività resiliente e servizi sicuri per governi, imprese e cittadini. Sullo sfondo, il confronto con Starlink – che ha superato la soglia delle ottomila unità in orbita – e un nuovo protagonista sistemico: la Cina, che con Guowang e con una costellazione di progetti commerciali–pubblici (Qianfan, Geespace, GalaxySpace) punta alla propria autosufficienza digitale e a un ruolo di peso nella governance dello spazio vicino.

Il messaggio politico europeo è limpido: la connettività è infrastruttura critica, dunque non può dipendere esclusivamente da operatori extra–UE.

IRIS²: governance e architettura dell’infrastruttura

Con la firma del contratto di concessione al consorzio SpaceRISE, IRIS² è passata dalla progettazione alla messa a terra industriale. La formula è una partnership pubblico–privata di dodici anni con un network multi–orbita composto da oltre 290 satelliti e un segmento di terra “cloud–native”.

L’avvio dei servizi governativi è previsto all’inizio del 2030; in regia tre operatori europei – Eutelsat, SES, Hispasat – affiancati da un nucleo di prime contractor e integratori (Airbus, Thales Alenia Space, OHB, Telespazio, oltre a grandi telco europee). Una catena del valore che tiene insieme capacità spaziale e competenze di rete, con l’obiettivo di portare in Europa interoperabilità, standard aperti e sicurezza by design.

La catena degli appalti e il segmento di terra

La macchina degli appalti ha già preso velocità. Il consorzio ha avviato la procedura per il segmento di terra articolata in lotti: gateway europei; centro di controllo missione cloud; un “service lot” per la gestione dell’erogazione; un “control lot” che comprende il centro di controllo della costellazione (S3C), antenne TT&C extra–UE e dorsale dati. È un disegno che richiama larga parte dell’ecosistema continentale e che mira a ridurre frammentazione, ritardi autorizzativi e dipendenze non europee su componenti chiave.

Eutelsat–OneWeb come cerniera tra LEO e GEO

Se IRIS² è l’infrastruttura della sovranità, Eutelsat è l’operatore–cerniera chiamato a raccordare GEO e LEO. L’integrazione con OneWeb ha dotato il gruppo di una presenza duale e di una base clienti B2B/B2G su cui costruire servizi a bassa latenza, backhaul mobile, mobilità aeronautica e marittima.

Per sostenere la continuità di servizio e l’interoperabilità con IRIS², Eutelsat ha commissionato ad Airbus un primo blocco di 100 satelliti LEO di nuova generazione, con consegne a partire dalla fine del 2026; la filiera si allarga a fornitori europei di payload e sottosistemi per aumentare throughput, efficienza energetica e collegamenti inter–satellitari ottici.

Capitale, governance e prevedibilità dei ricavi

Il fronte finanziario è la variabile decisiva. Il rafforzamento patrimoniale da 1,5 miliardi di euro – guidato dalla Francia, che salirà a quasi un terzo del capitale, e dal Regno Unito, deciso a mantenere una quota a due cifre – serve a finanziare capex LEO e ad accelerare il dispiegamento di ulteriori centinaia di satelliti. Ma, ammoniscono gli analisti, la vera tenuta sta nella prevedibilità dei flussi a lungo termine: contratti istituzionali pluriennali e commit europei coordinati (Germania inclusa) sono la condizione per reggere la concorrenza di chi ha scala industriale e integrazione verticale.

Starlink continua ad allungare: più di 8.400 satelliti in orbita a fine settembre e un ritmo di lanci che ha superato i duemila pezzi nel solo 2025. La proposta commerciale si è estesa ai verticali a maggiore valore – aviazione, marittimo, imprese multi–sito, backhaul mobile – con terminali sempre più performanti e una politica di prezzo aggressiva.

È il benchmark tecnico–operativo con cui tutti, in Europa e non solo, devono misurarsi. Per questo IRIS² ha scelto la via dell’architettura: multi–orbita per resilienza e latenza, integrazione nativa con il 5G/6G per portare il “non–terrestre” dentro l’orchestrazione di rete, sicurezza di livello governativo come requisito e non come optional.

Cosa fa la Cina: Guowang, Qianfan, mobilità e D2D

Qui il quadro si fa interessante. Anche Pechino ha imboccato la strada della “sovranità connessa”, ma con un modello diverso da quello europeo.

Guowang (SatNet): lo Stato come regista

La China Satellite Network Group (SatNet), istituita nel 2021, è incaricata di realizzare una megacostellazione da circa 13.000 satelliti distribuiti in due “gusci” orbitali (uno attorno ai 500–600 km, l’altro oltre i 1.100 km). Dopo i primi lanci nel 2024, nel 2025 il ritmo è salito: diverse “batch” hanno portato in orbita decine di unità operative, con l’obiettivo di copertura nazionale e servizi dual–use. Il tratto distintivo è la regia pubblica: finanziamento, standard, accesso allo spettro e priorità d’impiego sono allineati a obiettivi di sicurezza nazionale e politica industriale.

Il modello provinciale–industriale. Nato nell’area di Shanghai con un forte sostegno locale, punta a una costellazione da oltre 15.000 satelliti entro il 2030. Tra fine 2024 e l’inizio del 2025 sono arrivati più lanci con gruppi da 18 satelliti ciascuno; la traiettoria prevede centinaia di unità entro il 2025 e una prima copertura polare. È un progetto “ibrido”: governance pubblica–locale, capitali industriali, forte integrazione con la supply chain nazionale di lanciatori e componenti.

Geespace (Geely) e l’orbita della mobilità

Il gruppo automobilistico ha già portato in orbita 30 satelliti a metà 2024 e mira a migliaia di unità per servizi V2X, positioning e connettività a supporto dell’auto connessa. Un tassello che rivela l’intenzione di integrare lo spazio nelle filiere manifatturiere core del Paese.

D2D e sperimentazioni private

Startup come GalaxySpace lavorano su architetture orientate al “direct–to–device”, con test di chiamata da smartphone a satellite e piccoli cluster dimostrativi in banda Ka/Q/V. Obiettivo: accorciare la distanza tra rete cellulare e rete spaziale, con terminali sempre più “commodity”.

Somiglianze e differenze nei modelli di sovranità

  • Scala e cadenza: come Starlink, la Cina punta sulla massa critica. La differenza è nella distribuzione dei ruoli: a fianco del progetto nazionale (Guowang) convivono costellazioni promosse da governi locali o conglomerati industriali. L’Europa, per scelta politica, ha puntato su una singola infrastruttura pubblica–privata (IRIS²) e su un “campione” commerciale, Eutelsat–OneWeb, da rafforzare.
  • Governance e mercati: Pechino privilegia l’autosufficienza e controlla strettamente l’accesso di operatori stranieri. L’UE, pur con nuove cautele su sicurezza e resilienza, rimane un mercato aperto, dove la concorrenza – anche extra–UE – è presente e spinge su prezzo e tempi. La leva della regolazione europea, dunque, non può replicare il dirigismo cinese e deve trovare il punto di equilibrio tra apertura e tutela degli interessi strategici.
  • Tecnologia e integrazione di rete: su entrambe le sponde si lavora all’integrazione NTN nel 5G/6G. L’Europa ha dalla sua la tradizione di standard aperti, l’allineamento con 3GPP e l’esperienza di Galileo/Copernicus. La Cina gioca sull’integrazione verticale della filiera (lanci, satelliti, elettronica di bordo) e sulla possibilità di scalare rapidamente il manufacturing, anche sacrificando – in una prima fase – l’interoperabilità con sistemi esterni.
  • Spettro e interferenze: la densità di costellazioni impone scelte sullo spettro (Ka/Q/V), sulla mitigazione dell’impatto astronomico e sulle regole di coordinamento orbitale. Pechino, con l’ombrello statale, può “spingere” ITU filings e priorità d’uso; l’UE deve negoziare armonizzazioni tra Stati membri, proteggendo allo stesso tempo i propri programmi scientifici e le reti terrestri.

Spettro, astronomia e coordinamento orbitale

L’avanzata cinese rende ancora più urgente l’esecuzione di IRIS² e il rafforzamento del campione commerciale europeo. Non si tratta di “inseguire i numeri” – sarebbe perdente – ma di mettere a terra tre vantaggi comparati:

  • Architettura e sicurezza: multi–orbita, slicing e orchestrazione con le reti terrestri, requisiti di sicurezza governativa come baseline.
  • Filiera e standard: consolidare un mercato unico per terminali e gateway, favorire economie di scala, far pesare l’Europa nei tavoli 3GPP/ETSI, anche su D2D.
  • Domanda ancorata: contratti B2G pluriennali (difesa, protezione civile, servizi critici) e partnership B2B per i verticali ad alta disponibilità (aviazione, marittimo, energia), in modo da de–rischiare gli investimenti privati e dare orizzonte alla filiera.

Le tre criticità da risolvere

  • Tempi: Starlink e i progetti cinesi aumentano la cadenza. Per IRIS² e per Eutelsat la sfida è industriale–organizzativa: rispettare tabella di marcia, ridurre colli di bottiglia nelle forniture, accelerare il segmento di terra.
  • Capitale paziente: servono impegni coordinati tra Stati membri, con Berlino nel ruolo di co–ancora. Senza un perimetro di funding pluriennale, la scala resta insufficiente.
  • Mercato unico: autorizzazioni rapide e armonizzate, interoperabilità obbligatoria con le reti mobili, regole chiare su interferenze e mitigazione astronomica. L’Europa deve evitare 27 mercati nazionali che erodono la convenienza industriale.

Le prossime tappe entro 24 mesi

Tre tappe faranno la differenza:

  • l’assegnazione dei lotti del segmento di terra IRIS²;
  • l’avanzamento della nuova flotta LEO di OneWeb (con la prima centuria di satelliti in consegna a fine 2026);
  • la chiusura di accordi quadro decennali per usi governativi.

In parallelo, Bruxelles dovrà tradurre in norme operative l’integrazione NTN nel 5G/6G e sciogliere i nodi sullo spettro. Nel frattempo, la Cina continuerà a mettere in orbita batch di Guowang e Qianfan, spingendo l’Europa a scegliere: o completare l’infrastruttura “di sistema” in tempo utile, o rassegnarsi a un mercato dominato da player esterni. La finestra è stretta, ma la rotta – finalmente – è tracciata.


Approfondimenti

– CorCom – “Internet satellitare, l’Europa affila le armi contro Starlink: in gioco l’indipendenza tecnologica” (2 ottobre 2025): https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/internet-satellitare-leuropa-affila-le-armi-contro-starlink-in-gioco-lindipendenza-tecnologica/
– Commissione europea – Concessione IRIS² a SpaceRISE (31 ottobre 2024): https://defence-industry-space.ec.europa.eu/iris2-european-commission-awards-concession-contract-spacerise-consortium-2024-10-31_en
– SES – SpaceRISE firma la concessione per IRIS² (16 dicembre 2024): https://www.ses.com/press-release/spacerise-signs-concession-contract-deliver-europes-iris2-connectivity-network
– Via Satellite – IRIS², al via la procurement del segmento di terra (26 settembre 2025): https://www.satellitetoday.com/government-military/2025/09/26/iris%C2%B2-consortium-kicks-off-procurement-process-for-ground-segment/
– Airbus – Ordine Eutelsat per 100 satelliti OneWeb di nuova generazione (17 dicembre 2024): https://www.airbus.com/en/newsroom/press-releases/2024-12-airbus-awarded-eutelsat-contract-to-build-oneweb-low-orbit
– Reuters – Aumento di capitale Eutelsat e ruolo degli Stati (30 settembre 2025): https://www.reuters.com/science/eutelsat-needs-close-funding-gap-gain-ground-starlink-2025-09-30/
– Space.com – Quanti satelliti Starlink sono in orbita (aggiornamento 25 settembre 2025): https://www.space.com/spacex-starlink-satellites.html
– Ars Technica – Guowang: i primi lanci e la struttura a 12.992 satelliti: https://arstechnica.com/space/2024/12/china-orbits-first-guowang-internet-satellites-with-thousands-more-to-come/
– Space.com – Guowang: nuovi lanci nel 2025: https://www.space.com/space-exploration/launches-spacecraft/china-launches-8th-batch-satellites-guowang-satnet-internet-megaconstellation-video
– Wikipedia/Qianfan (con riferimenti a SpaceNews e SCMP) – Cronologia lanci “Thousand Sails”: https://en.wikipedia.org/wiki/Qianfan
– Reuters – Geespace (Geely) porta a 30 i satelliti LEO e programma una megacostellazione: https://www.reuters.com/technology/space/chinas-geespace-launches-10-low-orbit-satellites-eyeing-starlink-2024-09-06/
– Rocket Lab – Fornitura dei pannelli solari per i 100 nuovi OneWeb: https://rocketlabcorp.com/updates/airbus-awards-rocket-lab-contract-to-power-next-gen-oneweb-constellation-for-eutelsat/

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