ia e geopolitica

Sovranità digitale, proteggere i dati in un mondo diviso: strategie per le imprese



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La sovranità dei dati emerge come priorità strategica per governi e imprese. L’intelligenza artificiale e le tensioni geopolitiche ridefiniscono le regole sulla gestione delle informazioni. Europa e Asia sviluppano modelli normativi distinti. Le aziende devono adottare strategie ibride e partnership selettive

Pubblicato il 14 gen 2026

Alessio Branchesi

country manager per l'Italia di Pure Storage



data governance aziendale ia e dataset aziendali; KYC

La sovranità dei dati è diventata una priorità strategica nel panorama tecnologico globale. L’espansione dell’intelligenza artificiale e l’evoluzione del contesto geopolitico pongono nuove domande su chi controlla le informazioni e secondo quali regole, trasformando radicalmente l’approccio di governi e aziende alla gestione del patrimonio informativo.

L’evoluzione digitale tra AI e geopolitica

Con il suo appetito illimitato per i dati, l’AI sta avanzando rapidamente nei data center e nei cloud pubblici. Ma al di là dell’interesse attorno all’intelligenza artificiale, questa rappresenta solo l’ultima fase di un’evoluzione più ampia: dall’ascesa del cloud pubblico alle normative sui dati personali, fino alle tensioni geopolitiche. Tutti fattori che hanno riportato in primo piano una domanda fondamentale: chi governa i dati, e secondo quali regole?

Negli ultimi anni, Stati Uniti e Cina hanno assunto un ruolo centrale nello sviluppo di cloud pubblici e modelli di AI, ma oggi il resto del mondo si interroga su come orientarsi in un ordine digitale in continua evoluzione.

Le normative in via di definizione a livello globale, insieme a un quadro geopolitico sempre più incerto, hanno trasformato la sovranità dei dati in un tema cruciale, affrontato con urgenza tanto dai governi quanto dai decisori aziendali. In poche parole, la sovranità dei dati è il principio secondo cui i dati devono essere soggetti alle leggi e alla governance del Paese in cui vengono raccolti o archiviati.

La nostra esperienza nella gestione dei dati su scala exabyte ci offre una prospettiva privilegiata sulle sfide legate alla sovranità. Le tecnologie che forniamo per garantire agilità e protezione su tutto il patrimonio informativo rappresentano una risorsa preziosa per orientarsi nel percorso che ci attende.

I risultati della ricerca internazionale sulla sovranità

Per comprendere come i leader stiano valutando rischi e opportunità legati alla sovranità dei dati, Pure Storage ha collaborato con la University of Technology Sydney ad un’indagine indipendente su nove mercati in Europa e nell’Asia-Pacifico, con l’obiettivo di esplorare le principali sfide e necessità di esperti del mondo industriale, accademico e istituzionale.

L’analisi conferma che la sovranità dei dati ha ormai superato i confini della semplice compliance normativa, diventando un tema centrale legato a competitività, innovazione e fiducia sociale.

  • Il 100% degli intervistati ha dichiarato che le preoccupazioni legate alla sovranità, incluse potenziali interruzioni di servizio, li hanno spinti a riconsiderare il luogo in cui i dati vengono conservati.
  • Oltre il 92% ritiene che l’attuale scenario geopolitico stia accrescendo i rischi legati alla mancata gestione della sovranità.
  • Il 78% sta adottando strategie che includono più fornitori di servizi, data center sovrani e requisiti di governance integrati nei contratti commerciali.

Il nesso tra business e governance tecnologica

Le preoccupazioni e le aspettative espresse da questi leader evidenziano una verità fondamentale: business e governance sono ormai strettamente intrecciati in un ecosistema tecnologico interdipendente.

Stati e aziende dovranno convergere su modelli di sovranità in grado di tutelare i workload sensibili senza compromettere l’intero ecosistema. I sistemi distribuiti non possono essere lasciati senza controllo, ma nemmeno ogni operazione sui dati può essere relegata entro i confini nazionali.

Trovare il giusto equilibrio richiederà due approcci complementari:

  • Sovranità fisica: investire o collaborare con fornitori fidati per avere infrastrutture all’interno dei propri confini;
  • Sovranità tecnica: mantenere il controllo attraverso crittografia, governance e portabilità, affinché siano Stati e aziende – e non solo i fornitori o gli hyperscaler – a stabilire come gestire i dati.

Europa e Asia: strategie normative a confronto

Il nuovo quadro normativo sulla sovranità emerge oggi in aree chiave come Europa, Stati Uniti, Cina e Asia. Europa e Asia condividono la volontà di competere con i giganti americani e cinesi, ma adottano approcci distinti.

In Europa, la sovranità si esprime soprattutto attraverso normative prescrittive. Oltre al GDPR, con il prossimo AI Action Plan l’UE sta investendo circa 200 miliardi di euro in capacità infrastrutturale per l’intelligenza artificiale.

L’area Asia-Pacifico, invece, resiste ad un approccio unificato:

  • Paesi come Singapore, Giappone, Nuova Zelanda e Australia promuovono una governance basata su principi condivisi e cooperazione internazionale (Singapore descrive l’AI come una “tecnologia senza passaporto”);
  • Corea del Sud e India, al contrario, legano la sovranità più strettamente alla protezione economica e sociale.

Strategie operative per le imprese

Esistono azioni concrete che le aziende possono intraprendere per costruire un framework flessibile:

  • Valutare i rischi in modo selettivo: non tutti i dati richiedono lo stesso livello di protezione sovrana. Mappare il proprio ecosistema applicativo è il primo passo.
  • Adottare un approccio ibrido: mantenere workload e applicazioni critiche in ambienti sovrani, sfruttando il cloud pubblico per il resto.
  • Scegliere partner sovrani competenti: privilegiare fornitori che garantiscono indipendenza giurisdizionale, resilienza e conformità, senza compromettere performance e portabilità.
  • Prepararsi ai cambiamenti normativi: le aziende con board digitalmente competenti e framework di governance solidi saranno maggiormente pronte ad affrontare un mondo sempre più geopolitico.

Verso un modello di sovranità equilibrato

In definitiva, la sovranità dei dati non è una scelta rigida o binaria. Il mondo è interconnesso da tecnologie che mettono costantemente in discussione i propri stessi modelli.

Sia i regolatori sia le imprese dovrebbero evitare sia l’inerzia del “business as usual” sia l’isolamento autoreferenziale di ecosistemi chiusi.

I nuovi modelli di sovranità dovrebbero conciliare gli obiettivi di innovazione e delle autorità regolatorie, condividendo la responsabilità di tutelare Stati e imprese, in un contesto in cui sostenibilità e tecnologie avanzate possono coesistere.

La maggior parte dei Paesi non può competere in termini di spesa con le attuali superpotenze digitali, ma può valorizzare i propri punti di forza, analizzando i rischi, costruendo architetture flessibili e preparandosi ai nuovi scenari normativi.

Una base solida, flessibile e resiliente è il presupposto per generare fiducia, garantire continuità di business e aiutare il mondo ad adattarsi a ciò che verrà.

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