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Il lessico della Gen Z: la lingua cambia, non muore



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Il linguaggio della Generazione Z è davvero impoverito? Studi sociolinguistici suggeriscono una trasformazione profonda delle pratiche comunicative digitali. Emoji, meme e slang non indicano povertà lessicale, ma nuove forme espressive. Il ruolo della scuola resta centrale nel potenziare il repertorio linguistico giovanile

Pubblicato il 10 mar 2026

Marino D'Amore

Docente di Sociologia della comunicazione, Università degli Studi Niccolò Cusano



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Il lessico della Generazione Z è al centro di un acceso dibattito culturale ed educativo. Accusati di parlare una lingua impoverita dagli schermi, i giovani nati tra il 1995 e il 2010 sono in realtà protagonisti di una trasformazione linguistica complessa, che merita un’analisi rigorosa prima di qualsiasi giudizio.

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