Il 2025 è stato un anno di forte rimbalzo per il mercato globale delle fusioni e acquisizioni. Secondo il Global M&A Report 2026 di Bain & Company, il valore complessivo delle operazioni a livello mondiale è cresciuto del 40%, raggiungendo 4,9 miliardi di dollari.
In questo contesto di grande ripresa, il settore telecomunicazioni si è però mosso in controtendenza rispetto ad altri comparti come tecnologia e manifatturiero avanzato: l’attività M&A telco ha mostrato segnali di rallentamento, riflettendo un mix di pressione macroeconomica, vincoli regolatori e riallocazione strategica del capitale.
Il rimbalzo del 2025 è stato trainato in larga parte dai megadeal (oltre 5 miliardi di dollari), che hanno rappresentato oltre il 73% dell’incremento complessivo di valore. In molti settori si è osservato un ritorno a operazioni trasformative e a deal di “scope” (orientati alla crescita dei ricavi), che nello scorso anno hanno raggiunto il 60% delle grandi operazioni.
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Rimbalzo globale dell’M&A e dinamiche dei megadeal
Nell’area delle telecomunicazioni, tuttavia, il quadro è stato più complesso. Dopo il forte recupero del 2024, nel 2025 il valore globale delle operazioni telco è diminuito del 37%, passando da 126 miliardi di dollari a 80 miliardi, seppur permane un maggior dinamismo rispetto alla media degli anni 2022-2023 dove il mercato viaggiava con un valore delle operazioni intorno ai 60-65 miliardi.
Il rallentamento è stato particolarmente marcato negli ultimi due trimestri dell’anno, con una contrazione diffusa in tutte le aree geografiche, con un -83% in Asia-Pacifico un -47% in EMEA e un -20% nel continente americano. Quest’ultimo ha rappresentato il 78% del valore globale nel 2025, con un’operazione da 34,5 miliardi di dollari, che da sola ha inciso per circa il 43% del valore mondiale del settore nell’anno.
Questo andamento evidenzia come il mondo telco sia entrato in una fase di maggiore selettività: meno operazioni, ma di dimensioni rilevanti e con una chiara logica strategica.
M&A telco 2025: calo del valore e contrazioni per area geografica
Nel 2025 le operazioni di scala hanno rappresentato quasi due terzi del valore globale M&A telco (64%), in crescita rispetto al 59% del 2024. Si tratta di operazioni finalizzate ad aumentare la quota di mercato, migliorare la leva operativa, rafforzare il potere contrattuale verso fornitori e clienti e distribuire su base più ampia i costi fissi di rete.
Nel medio periodo (2021–2025), i deal di scala hanno rappresentato circa il 43% del valore complessivo del settore, mentre le dismissioni infrastrutturali hanno pesato per il 29%. Questo dato riflette una trasformazione strutturale: il modello di telco integrato, verticalmente completo, sta progressivamente lasciando spazio a modelli più disaggregati e focalizzati. Tower company, operatori wholesale-only, fiberco e società infrastrutturali specializzate attraggono capitali finanziari e investitori infrastrutturali, in cerca di ritorni stabili e asset con flussi di cassa prevedibili.
Parallelamente, molti operatori stanno semplificando il portafoglio, cedendo asset non core per liberare risorse finanziarie e ridurre l’indebitamento.
M&A telco 2025 e operazioni di scala: obiettivi e logiche strategiche
A differenza del tech, dove l’AI ha innescato una nuova ondata di operazioni trasformative, nel telco le principali priorità di capitale nel 2025 si sono concentrate su investimenti in reti in fibra e 5G, modernizzazione IT e piattaforme digitali, sperimentazioni e use case legati all’AI e razionalizzazione degli asset.
Il report sottolinea come l’allocazione di capitale verso l’M&A, a livello globale, sia scesa al 7% della spesa complessiva di cassa delle grandi aziende, minimo degli ultimi decenni. Questo fenomeno è particolarmente rilevante nel telco, settore capital intensive per definizione.
A ciò si aggiungono: tassi di interesse ancora relativamente elevati, incertezza regolatoria e antitrust (soprattutto nei mercati europei), pressione sui margini in mercati maturi e crescente concorrenza da parte di imprese Over-The-Top (OTT) e operatori nativi digitali.
Il risultato è un approccio più prudente: meno deal opportunistici e maggiore disciplina nella selezione delle operazioni.
Pressione macroeconomica, regolazione e capitale scarso nel telco
Nonostante il rallentamento del 2025, le telecomunicazioni rimangono un settore strutturalmente orientato al consolidamento. Il report evidenzia come alcune nicchie, ad esempio le reti alternative in fibra in Europa, siano “mature” per il consolidamento.
In molti Paesi europei il mercato della fibra è frammentato tra operatori incumbent, nuovi operatori e player infrastrutturali locali. L’incremento dei costi del capitale e la saturazione progressiva della domanda retail potrebbero accelerare fusioni tra operatori su vasta scala o joint venture infrastrutturali.
Allo stesso tempo, la crescente domanda di connettività da data center e applicazioni AI potrebbe tradursi nel medio periodo in una nuova ondata di M&A telco focalizzata su backbone ad alta capacità, data center all’avanguardia e integrazione tra telco e infrastrutture energetiche.
Consolidamento telco in Europa: fibra, operatori e joint venture
Guardando al 2026, le aspettative restano caute. Bain prevede un’attività M&A telco complessivamente stagnante nel breve termine, ma con potenziali fiammate in segmenti specifici.
Il settore sembra avviarsi verso un nuovo equilibrio caratterizzato da una maggiore disciplina finanziaria, dove i board chiedono ritorni chiari e sinergie concrete in un contesto di capitale scarso e alternativo (capex, AI, R&D), un consolidamento selettivo con operazioni di scala in mercati maturi, soprattutto quando supportate da razionalizzazioni regolatorie, focus infrastrutturale incentrato su separazione e valorizzazione di asset di rete – con crescente presenza di investitori finanziari – e integrazione con l’ecosistema digitale, guidata da partnership e acquisizioni mirate per rafforzare capacità software, cybersecurity e AI.
Scenari 2026 per l’M&A telco: segmenti, disciplina e integrazione digitale
In sintesi, mentre il mercato globale dell’M&A vive una nuova fase espansiva, il mondo telecomunicazioni attraversa una fase di riflessione strategica. Le operazioni non mancano, ma sono più concentrate, più grandi e più orientate alla creazione di valore strutturale.
Il 2025 potrebbe dunque essere ricordato non come un anno di boom quantitativo per il telco, ma come un punto di svolta qualitativo: meno deal, ma più trasformativi. E nel contesto di un’industria sotto pressione da innovazione tecnologica, regolazione e intensità di capitale, questa selettività potrebbe rappresentare la base per la prossima ondata di consolidamento.
Per i CEO delle aziende telco, il messaggio è duplice. Da un lato, il contesto attuale richiede disciplina, selettività e rigore nell’esecuzione, poiché non tutte le operazioni creano valore e la soglia di ritorno sull’investimento è più alta che mai. Dall’altro, la trasformazione in atto (tecnologica, regolatoria e competitiva) rende l’M&A uno strumento ancora centrale ridefinire il business, rafforzare le capability distintive e prepararsi alla prossima fase di crescita. In un settore in cui l’integrazione verticale si scompone e i modelli di business si disaggregano, saper usare l’M&A come leva strategica e finanziaria, rappresenterà il vero fattore differenziante.












