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Antiriciclaggio, perché il modello italiano diventa un vantaggio



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Nel mercato globale, la trasparenza antiriciclaggio non è più solo un vincolo ma un fattore competitivo. Il modello italiano, rafforzato dal pacchetto europeo AML, offre ai professionisti una tutela concreta contro rischi reputazionali, sanzioni e asimmetrie normative sempre più evidenti

Pubblicato il 17 mar 2026

Federico Coltro

Responsabile reparto tecnico di Alavie



sovranità digitale europea; compliance as a service

Nel dibattito sulla competitività, l’Italia è spesso descritta come un Paese frenato da un eccessivo carico burocratico. Tuttavia, nel settore dell’antiriciclaggio (AML) e del contrasto al finanziamento del terrorismo, il rigore normativo nazionale si sta trasformando in un asset strategico. Mentre l’Unione Europea accelera verso un’armonizzazione totale con l’adozione dell’AML Package, il confronto con le giurisdizioni extra-UE evidenzia un crescente divario tra regimi basati sulla trasparenza sostanziale e aree soggette a una preoccupante incertezza normativa. Per i professionisti italiani, agire in un sistema “stringente” non è più solo un onere, ma una garanzia di integrità che protegge lo studio e i clienti dai rischi reputazionali e sanzionatori del mercato globale.

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