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Next Generation Hospital: la sanità oltre le mura dell’edificio



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L’ospedale del futuro non si misura in metri quadri ma in capacità di integrare dati, automazione e modelli di cura. Il modello Next Generation Hospital® del Politecnico di Milano propone un’infrastruttura adattiva che evolve nel tempo, supportata dagli investimenti del PNRR

Pubblicato il 24 mar 2026

Stefano Capolongo

Politecnico di Milano Presidente JRP Healthcare Infrastructures



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Quando si parla di ospedale del futuro si pensa spesso a edifici nuovi o a tecnologie più avanzate. In realtà la trasformazione in corso riguarda un passaggio più radicale.

L’ospedale del futuro non è un edificio nuovo: è un’infrastruttura adattiva

L’ospedale non può più essere progettato come una macchina rigida, organizzata una volta per tutte, ma come una piattaforma capace di evolvere nel tempo integrando spazi, dati, automazione e modelli di cura.

È un tema particolarmente attuale per l’Italia. Il rinnovamento dell’edilizia sanitaria si intreccia infatti con la Missione 6 Salute del PNRR, che ha aperto una stagione di investimenti su ammodernamento tecnologico e digitale, telemedicina, raccolta e analisi dei dati, sicurezza e sostenibilità delle strutture. In questo quadro non basta costruire nuovi ospedali: occorre chiarire quale infrastruttura digitale e organizzativa dovranno incorporare per restare efficaci per i prossimi decenni.

Il Politecnico di Milano e il modello Next Generation Hospital®

È da questa consapevolezza che nasce la Joint Research Partnership Healthcare Infrastructures del Politecnico di Milano, avviata nel 2022 per mettere a sistema ricerca, imprese e istituzioni attorno al modello del Next Generation Hospital®. L’idea di fondo è semplice: l’ospedale deve essere pensato come un’infrastruttura adattiva e misurabile, in cui qualità delle cure, sostenibilità, organizzazione e tecnologie non vengono affrontate separatamente, ma come parti di un unico ecosistema.

Dallo smart hospital all’ospedale data-driven

Il primo livello di cambiamento è quello dello smart hospital: sensori e sistemi IoT rendono visibili in tempo reale consumi, flussi, occupazione degli spazi, stato degli impianti e utilizzo delle risorse. Ma il punto decisivo non è solo raccogliere dati. È trasformarli in capacità decisionale.

Nel lavoro del JRP Healthcare Infrastructures, il tavolo dedicato all’innovazione digitale e all’intelligenza artificiale ha analizzato alcune tecnologie chiave destinate a trasformare il funzionamento degli ospedali, mappandone l’adozione negli ospedali italiani: digital twin, command centre, automazione logistica, wearable, sistemi RTLS, wayfinding digitale e sistemi di supporto decisionale basati su AI.

Digital twin e command centre: i nuovi strumenti di controllo

Il digital twin rappresenta uno degli strumenti più promettenti in questo scenario. Si tratta di una replica digitale dell’ospedale che integra modelli informativi dell’edificio (BIM), dati provenienti da sensori e sistemi informativi clinici e gestionali. Grazie a questa integrazione è possibile simulare il comportamento della struttura, analizzare i flussi di pazienti e operatori, prevedere criticità operative e supportare strategie di manutenzione predittiva degli impianti. Il Digital Twin consente quindi di monitorare e ottimizzare le performance dell’infrastruttura lungo l’intero ciclo di vita dell’infrastruttura sanitaria, dalla progettazione alla gestione operativa. È uno strumento imprescindibile per un ospedale di nuova generazione.

Accanto a questo approccio si stanno diffondendo i command centre ospedalieri, veri e propri centri di controllo che integrano dati clinici, logistici e organizzativi in un’unica piattaforma di monitoraggio. Attraverso dashboard e sistemi di analisi avanzata, questi centri permettono di visualizzare in tempo reale indicatori chiave come disponibilità dei posti letto, flussi nei pronto soccorso, tempi di attesa o stato delle sale operatorie, supportando decisioni rapide e coordinate tra i diversi reparti.

Logistica automatizzata e wayfinding digitale

In questo contesto assumono un ruolo crescente anche le tecnologie di automazione logistica e wayfinding digitale, che permettono di gestire in modo più efficiente il trasporto di materiali, farmaci e campioni biologici, oltre a migliorare l’orientamento dei pazienti all’interno delle strutture sanitarie attraverso sistemi digitali e applicazioni mobili.

In questa prospettiva l’ospedale diventa realmente data-driven: non un luogo dove il dato viene semplicemente archiviato, ma un ambiente in cui dati spaziali, organizzativi e clinici vengono integrati per governare processi complessi, migliorare l’efficienza operativa e supportare decisioni basate su evidenze.

Automazione e AI: cosa cambia davvero nell’organizzazione ospedaliera

Quando parliamo di automazione in sanità non ci riferiamo solo a macchinari più complessi. Parliamo di una serie di soluzioni che incidono direttamente su sicurezza, tempi di lavoro e qualità del servizio.

La logistica automatizzata per materiali, farmaci e campioni permetterà di riallocare fino al 30% del tempo infermieristico da attività a basso valore aggiunto verso attività cliniche e assistenziali. L’intelligenza artificiale entra in gioco soprattutto dove la complessità organizzativa è più alta. Le applicazioni più promettenti riguardano la gestione dei flussi di pazienti, l’allocazione dei posti letto e il supporto alla programmazione delle attività. L’utilizzo di modelli predittivi consente di anticipare criticità operative, migliorare la pianificazione delle attività e ridurre i tempi di attesa.

La robotica rappresenta un ulteriore fronte di innovazione. Nei prossimi decenni fino al 40% delle attività ospedaliere non cliniche potrà essere svolta da sistemi robotici, soprattutto nelle funzioni logistiche e di supporto operativo, contribuendo a rendere più efficiente l’organizzazione delle strutture sanitarie.

Il ruolo del PNRR: non solo cantieri, ma infrastruttura digitale

La Missione 6 del PNRR non finanzia un singolo modello di ospedale del futuro, ma crea le condizioni per renderlo possibile.

Da un lato sostiene l’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero e il rafforzamento delle infrastrutture per raccolta, gestione e analisi dei dati sanitari; dall’altro investe in telemedicina, centrali operative territoriali e nuove strutture della sanità di prossimità.

Il punto strategico è che l’ospedale del futuro non può essere letto isolatamente. Sarà il nodo ad alta intensità tecnologica di una rete più ampia, integrata con territorio, assistenza domiciliare e sistemi digitali condivisi. Per questo la modernizzazione delle strutture ospedaliere e quella delle piattaforme dati devono procedere insieme.

Integrazione tra spazio fisico, digitale e gestione: il cuore del nuovo modello

Il modello Next Generation Hospital® insiste proprio su questa integrazione: infrastruttura fisica, infrastruttura digitale e modelli gestionali devono essere progettati in modo coerente. In un contesto in cui il ciclo di vita delle tecnologie è molto più rapido di quello degli edifici, un ospedale deve poter riconfigurare spazi e funzioni senza essere ripensato da zero ogni volta.

Misurare l’innovazione per evitare la “digitalizzazione di facciata”

La vera sfida oggi è distinguere tra adozione episodica di tecnologie e trasformazione strutturale.

Per questo il lavoro del JRP HI si concentra anche su strumenti per la valutazione e la simulazione e parametri per il benchmarking: indicatori di performance, modelli di analisi dei flussi e metriche di maturità digitale che permettano di misurare il grado di innovazione reale delle strutture sanitarie.

Senza misurabilità, infatti, parole come AI, smart hospital o sostenibilità rischiano di restare etichette. Condividere standard e parametri di valutazione diventa invece essenziale per orientare investimenti pubblici e privati e guidare una trasformazione coerente dell’intero sistema sanitario.

L’ospedale del futuro non sarà semplicemente più tecnologico. Sarà un’infrastruttura capace di raccogliere dati, interpretarli, automatizzare processi ripetitivi, integrare cura e gestione e adattarsi nel tempo.

È su questa capacità di trasformare dati e tecnologie che si giocherà il successo della nuova stagione di investimenti italiani: non nella quantità di metri quadri realizzati, ma nella possibilità di costruire ospedali di nuova generazione, realmente digitali, connessi e sostenibili.

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