L’applicazione della tecnologia digitale e l’uso degli algoritmi richiede un approccio metodologico trasversale che, quale punto di partenza, evidenzi la pregiudiziale necessità di comprendere il funzionamento della macchina – capire, cioè, quali siano le modalità di scelta e di elaborazione delle informazioni che l’utilizzo dell’AI produce – in relazione ai rischi di condizionamento e di manipolazione dei comportamenti del corpo sociale, fino al punto di comprometterne la riflessione critica e, in ultima analisi, l’esercizio del libero arbitrio.
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Costituzionalismo e democrazia davanti al potere degli algoritmi
Le riflessioni conclusive del Volume “Disinformazione digitale. Modelli algoritmici e valori democratici” analizzano il ruolo del costituzionalismo nella società digitale, tra piattaforme, algoritmi, poteri privati, regolazione europea e tutela dei diritti fondamentali
Professoressa ordinaria di Diritto costituzionale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo

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