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NIS2 e trasformazione digitale: la sicurezza degli endpoint come leva strategica per imprese e PA



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La Direttiva NIS2 spinge imprese e pubbliche amministrazioni verso una gestione più strutturata del rischio cyber. La sicurezza degli endpoint mobili diventa centrale per garantire visibilità, controllo e continuità operativa nei processi di trasformazione digitale

Pubblicato il 18 mag 2026

Shana Bellio

Marketing Manager di Pernix – Gruppo Xholding



cybersecurity AI; malware polimorfici
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La Direttiva NIS2 rappresenta uno dei passaggi più significativi nel percorso di rafforzamento della cybersecurity a livello europeo. Tuttavia, ridurla a un semplice adempimento normativo rischia di limitarne il reale valore. La NIS2 introduce infatti un cambio di paradigma che impatta direttamente il modo in cui organizzazioni pubbliche e private progettano e gestiscono la propria trasformazione digitale. 

L’obiettivo non è solo aumentare il livello di sicurezza, ma promuovere un approccio strutturato e continuo alla gestione del rischio, integrato nei processi aziendali e nella governance. In questo senso, la cybersecurity smette di essere un tema esclusivamente tecnico per diventare una leva strategica, trasversale a tutte le funzioni e sempre più rilevante anche a livello decisionale.

Tra gli elementi più importanti introdotti dalla NIS2 vi è l’ampliamento del perimetro di attenzione. Non si tratta più solo di proteggere infrastrutture centrali come reti e data center, ma di garantire sicurezza e controllo su tutti gli asset che contribuiscono all’erogazione dei servizi, inclusi quelli che operano al di fuori dei confini tradizionali dell’IT, dove la visibilità diventa più complessa ma altrettanto critica.

Questo aspetto è particolarmente evidente in contesti come la logistica, la manifattura, la sanità e i servizi pubblici, dove i dispositivi mobili – smartphone, terminali operativi e tablet – sono ormai parte integrante dei processi quotidiani.

Questi strumenti abilitano efficienza e flessibilità. Allo stesso tempo, però, ampliano la superficie di attacco: accedono a dati sensibili, applicazioni critiche e sistemi aziendali spesso al di fuori del perimetro tradizionale. Senza un adeguato livello di controllo, possono diventare un punto di vulnerabilità con impatti sulla continuità operativa. La loro gestione diventa quindi un elemento chiave per garantire resilienza, soprattutto in organizzazioni distribuite e ad alta intensità produttiva. 

Dalla compliance alla governance del rischio

La NIS2 introduce un principio chiaro: non è sufficiente adottare misure di sicurezza, è necessario dimostrarne l’efficacia nel tempo. Questo richiede visibilità, controllo e capacità di intervento continuo lungo tutto il ciclo di vita degli asset digitali aziendali, soprattutto quando utilizzati in contesti di mobilità.

Per imprese e pubbliche amministrazioni, significa evolvere da una logica di compliance a una di governance del rischio, in cui ogni componente dell’infrastruttura – inclusi i dispositivi mobili – deve essere monitorata e gestita in modo strutturato, con processi chiari e responsabilità definite.

In questo contesto, soluzioni di Mobile Device Management contribuiscono a rafforzare il controllo sugli endpoint, supportando l’implementazione di policy di sicurezza, la gestione degli accessi e il monitoraggio delle anomalie. Più che un semplice strumento, rappresentano un abilitatore operativo per ottenere una visione centralizzata degli asset e intervenire in modo tempestivo, elementi essenziali per affrontare la crescente complessità degli ambienti digitali e ridurre le aree di esposizione al rischio.

Il ruolo degli endpoint nella trasformazione digitale

La trasformazione digitale degli ultimi anni ha profondamente cambiato il modo in cui le organizzazioni operano. Le attività non si svolgono più esclusivamente all’interno di uffici o sedi operative, ma si estendono a magazzini, punti vendita, ambienti produttivi e strutture sanitarie, dove i dispositivi mobili sono parte integrante dei processi.

Questo cambiamento ha implicazioni dirette sulla sicurezza: un dispositivo non aggiornato, una configurazione errata o un’applicazione pericolosa non verificata possono diventare un punto di vulnerabilità, con impatti sull’intera organizzazione e, nei casi più critici, anche sul regolare funzionamento dei servizi erogati.

Gestire in modo efficace questi elementi non significa solo ridurre il rischio, ma anche garantire affidabilità e continuità operativa, soprattutto nei settori critici e nella pubblica amministrazione, dove interruzioni o malfunzionamenti possono avere effetti sull’intera catena di approvvigionamento, con impatti diretti su utenti finali e cittadini. 

In questo scenario diventa centrale la capacità di tradurre i requisiti normativi e le esigenze di sicurezza in soluzioni concrete, sostenibili nel tempo e integrabili nei processi esistenti.

È proprio su questo fronte che si inserisce Pernix – Gruppo Xholding che supporta imprese e organizzazioni pubbliche nella gestione dei dispositivi mobili, contribuendo a integrare piattaforme software di controllo e sicurezza coerenti con il contesto delineato dalla NIS2. Attraverso la partnership con SOTI, Pernix implementa soluzioni di Mobile Device Management che permettono di ottenere una visibilità centralizzata sui dispositivi, applicare policy di sicurezza in modo uniforme, monitorare lo stato degli endpoint e rilevare anomalie, oltre a intervenire da remoto in caso di incidenti, criticità, furto e smarrimento dei dispositivi.

Questo approccio permette di passare da una gestione frammentata degli endpoint a un modello strutturato e governabile, rafforzando il controllo su una componente sempre più critica dell’infrastruttura digitale e inserendola in una più ampia strategia di gestione del rischio.

Sicurezza come leva di innovazione

La NIS2 può essere letta come un vincolo, ma anche come un’opportunità. Integrare la sicurezza nei processi di trasformazione digitale consente infatti di costruire modelli più resilienti, scalabili e sostenibili nel tempo.

In questo percorso, la gestione degli endpoint mobili rappresenta un tassello fondamentale: non una soluzione definitiva, ma un elemento abilitante per migliorare il controllo, ridurre l’esposizione al rischio e supportare l’evoluzione digitale di imprese e pubbliche amministrazioni.

La vera sfida non è quindi “essere conformi”, ma sviluppare una capacità continua di governo del rischio in grado di adattarsi a uno scenario tecnologico e normativo in costante evoluzione. È su questo terreno che competenze, tecnologie e integrazione fanno la differenza.

Per le organizzazioni che stanno affrontando il percorso di adeguamento alla NIS2, valutare il livello di controllo sugli endpoint mobili rappresenta un primo passo concreto.

Per approfondire come strutturare la gestione sicura degli endpoint mobili nella tua organizzazione, è possibile richiedere maggiori informazioni o una demo dedicata

Articolo realizzato in partnership con Pernix

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