innovazione didattica

Insegnare nell’era dell’AI: didattica, docenti e nuove competenze



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L’intelligenza artificiale generativa cambia il rapporto tra insegnamento, apprendimento e produzione della conoscenza. Università, docenti e studenti sono chiamati a ripensare strumenti, competenze e responsabilità, valorizzando formazione, metodologie attive, pensiero critico e nuove figure professionali come gli educational technologist

Pubblicato il 6 lug 2026

Marina De Rossi

delegata alla Formazione Insegnanti e Didattica innovativa Università di Padova, responsabile scientifico del progetto DEH ALMA per Università di Padova



sicurezza nella formazione scuola-lavoro


C’è una domanda che oggi ci interpella in modo particolare: che cosa significa insegnare, nell’era dell’AI? Ci troviamo di fronte a nuove sfide tecnologiche, metodologiche ed etiche di grande portata: non stiamo semplicemente utilizzando nuovi strumenti, come è accaduto in passato in altre fasi legate alla digitalizzazione dei contenuti o all’estensione delle piattaforme di e-learning. Con l’intelligenza artificiale generativa stiamo rimodellando i processi stessi della cognizione: assistiamo a un mutamento “epistemologico”, uno scenario in cui il sapere viene sempre più spesso co-prodotto nell’interazione tra uomo e macchina. Una sfida che riguarda l’intera comunità accademica: docenti, studenti, personale amministrativo coinvolto nella qualità della didattica, ma anche gli stakeholder esterni. L’innovazione infatti non è mai il risultato dell’azione di un singolo individuo: nasce dalle comunità, dal dialogo tra università, scuola e mondo del lavoro, tra ricerca e pratica, tra docenti e studenti, tra discipline diverse.

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