Ogni pagamento con carta lascia una traccia che il fisco adesso può incrociare più facilmente, grazie all’obbligo di collegare il POS (il terminale usato per pagare con la carta o altro strumento di pagamento elettronico) al registratore telematico, cioè la cassa che a fine giornata invia all’Agenzia delle entrate il totale degli incassi registrati. I numeri dicono che sta funzionando. Nei primi sei mesi del 2026 sono stati emessi circa 160 milioni di “scontrini” in più rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, con una base imponibile emersa vicina ai 9,1 miliardi di euro. Solo di maggiore gettito IVA, secondo le stime, si potrebbe arrivare a quasi 1,6 miliardi. Non per via di nuove tasse o di aliquote più alte, ma semplicemente perché più incassi vengono comunicati all’Agenzia.
scontrini elettronici
Il POS aiuta il fisco contro l’evasione, ma ora spuntano nuovi rischi
Il collegamento tra POS e registratori telematici sta facendo emergere nuovi incassi e maggiore gettito IVA. Ma l’arrivo della cassa software apre dubbi su responsabilità, intermediari, concorrenza, privacy e tutela dei commercianti in buona fede
Consulente antiriciclaggio e pagamenti elettronici

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