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Sconti e abbuoni in fattura elettronica, guida pratica per imprese



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Sconti commerciali, finanziari, incondizionati e condizionati seguono trattamenti diversi nella fattura elettronica. La corretta indicazione delle riduzioni, delle note di credito e dei dati collegati alla fattura originaria tutela la trasparenza contabile e il calcolo dell’IVA

Pubblicato il 3 set 2026

Rosario Farina

Componente Advisory Board dell’Osservatorio B2B del Politecnico di Milano – School of Management



fatturazione elettronica
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Sconti e abbuoni sono strumenti molto comuni nei rapporti tra clienti e fornitori. Gestirli nel modo corretto è essenziale: incidono sul risultato economico, sul calcolo dell’IVA e sulla regolarità dei documenti fiscali.

Sconti in fattura elettronica: differenze e regole IVA

Gli sconti sono riduzioni di prezzo riconosciute quando ricorrono determinate condizioni, di solito già note prima dell’emissione della fattura. Possono assumere forme diverse, a seconda dell’obiettivo commerciale e degli accordi tra cliente e fornitore.

Le tipologie più comuni sono due:

  • Sconti commerciali: servono a premiare o incoraggiare alcuni comportamenti del cliente, come acquisti consistenti, continuità nel rapporto o adesione a campagne promozionali. Possono scattare, per esempio, al raggiungimento di una soglia annuale di acquisti oppure essere riservati ai nuovi clienti. In genere sono definiti nel contratto e puntano a rafforzare la relazione commerciale.
  • Sconti finanziari: sono legati alle condizioni di pagamento. Il caso tipico è la riduzione concessa a chi salda in anticipo o entro una data prestabilita. Per il fornitore sono uno strumento utile per migliorare la liquidità e ridurre il rischio di mancato pagamento.

Sconti incondizionati e condizionati

Gli sconti incondizionati sono concordati fin dall’inizio e si applicano senza dover attendere eventi futuri. Quando riducono direttamente il prezzo di vendita, questi sconti abbassano anche la base imponibile IVA. Per questo devono essere indicati chiaramente in fattura.

Gli articoli 13 e 15 del DPR 633/1972 stabiliscono infatti che gli sconti incondizionati, concordati in fase contrattuale e riportati nel documento, non entrano nella base imponibile IVA. La fattura deve quindi mostrarli in modo chiaro e separato, così da calcolare correttamente imponibile e imposta. In particolare, l’articolo 15, comma 1, n. 2), esclude dalla base imponibile il valore normale dei beni ceduti come sconto, premio o abbuono quando ciò è previsto dalle condizioni contrattuali originarie. L’eccezione riguarda i beni soggetti a un’aliquota IVA più elevata.

Per gli sconti condizionati vale una regola diversa. Se la riduzione dipende da un evento futuro, come il raggiungimento di un volume di acquisti o il pagamento entro una certa data, l’imponibile IVA può essere corretto solo quando la condizione si realizza. Di norma si procede con una nota di credito ai sensi dell’articolo 26 del DPR 633/1972. Indicare correttamente gli sconti non è soltanto un adempimento fiscale. È anche una garanzia per entrambe le parti, perché rende trasparente il rapporto economico e consente di gestire senza errori la detrazione dell’IVA.

Le stesse regole valgono sia per chi emette sia per chi riceve la fattura. Il venditore riduce la base imponibile dello sconto indicato, mentre il cliente detrae l’IVA calcolata sull’importo effettivamente dovuto.

Abbuoni e note di credito nella fattura elettronica

Gli abbuoni, invece, vengono di solito riconosciuti dopo l’emissione della fattura. Possono nascere da contestazioni sulla qualità, resi parziali o differenze di prezzo emerse in un secondo momento.

Sul piano contabile e fiscale, l’abbuono modifica il corrispettivo originario. La rettifica avviene quindi tramite una nota di credito, prevista dall’articolo 26 del DPR 633/1972, che corregge sia l’imponibile sia l’IVA. Nel documento va indicato con chiarezza il motivo della riduzione, così da garantire tracciabilità e rispetto delle regole. Se però l’abbuono è concordato prima dell’emissione della fattura, può essere inserito direttamente nel documento come riduzione del prezzo. In questo caso non serve una nota di credito successiva e la base imponibile, insieme all’IVA, viene ridotta fin dall’origine.

Come indicare gli sconti nella fatturazione elettronica

Lo sconto nella fattura elettronica si gestisce principalmente tramite il blocco <ScontoMaggiorazione>, inseribile a livello di singola riga (dettaglio linea) o a livello di testata (totale documento). È possibile indicare sconti percentuali o importi fissi, specificando se si tratta di sconto (“SC”) o maggiorazione (“MG”) nel campo <Tipo>.

Sconti di riga e sconti generali

Quando lo sconto è direttamente riferibile a una linea di fattura, deve essere indicato all’interno del blocco: <DettaglioLinee> dove il campo <PrezzoUnitario> è il valore lordo, lo sconto è espresso tramite il blocco <ScontoMaggiorazione> o in percentuale rispetto al prezzo o indicando l’importo dello sconto stesso.

Il <PrezzoTotale> risulta già al netto dello sconto e l’IVA sarà calcolata correttamente sull’importo netto.

Se lo sconto è generale (es. sconto commerciale sull’intera fattura), può essere gestito riducendo direttamente i prezzi di riga oppure creando una riga dedicata di sconto (prassi diffusa nei sistemi ERP) in quanto nel tracciato XML non esiste un vero “sconto di documento”

Gli sconti condizionati e gli abbuoni non devono essere indicati come riduzione dell’imponibile in fattura in quanto gestiti con successiva nota di credito (tipo documento TD04)

Il TD04 e i riferimenti alla fattura originaria

L’utilizzo del tipo documento TD04 viene compilato in modo da operare in valore assoluto: ciò significa che, a differenza delle fatture ordinarie dove si possono inserire righe negative, nel TD04 tutti gli importi sono espressi come valori positivi, ma il segno di variazione (cioè il fatto che si tratta di una diminuzione rispetto alla fattura originaria) è implicito nella tipologia stessa del documento. In pratica, il TD04 rappresenta sempre una rettifica a favore del cliente, quindi una diminuzione degli importi precedentemente fatturati.

È fondamentale inserire il riferimento alla fattura originaria per garantire la tracciabilità e la coerenza fiscale. Questo collegamento si realizza tramite il blocco <DatiFattureCollegate>, dove vanno indicati il numero o identificativo della fattura di riferimento e la data di emissione della fattura collegata). Questi dati permettono all’amministrazione finanziaria e alle parti coinvolte di individuare in modo puntuale quale documento viene rettificato, assicurando la trasparenza contabile e la corretta gestione delle variazioni.

Sconto in fattura per ecobonus e sismabonus

Diverso è il caso dello sconto applicato per ecobonus e sismabonus (ex 110%) che va applicato al totale fattura e non all’imponibile IVA.

Nel caso specifico degli interventi agevolati tramite ecobonus e sismabonus (ex 110%), lo sconto in fattura non viene gestito come una semplice riduzione dell’imponibile IVA, ma deve essere applicato sull’intero importo della fattura. Questo significa che, a differenza degli sconti ordinari che intervengono sulla base imponibile, lo sconto per bonus edilizi va sottratto direttamente dal totale documento, ovvero dall’importo complessivo (imponibile + IVA).

Dal punto di vista tecnico, nel tracciato XML della fatturazione elettronica, lo sconto per ecobonus/sismabonus va inserito a livello di testata documento, utilizzando il blocco previsto 2.1.1.8 <ScontoMaggiorazione>, va inserito nel campo 2.1.1.8.1 il valore <SC> che sta per Sconto e nel campo 2.1.1.8.3 <Importo> il valore dello sconto da applicare.

Tuttavia, lo sconto non deve essere indicato come riduzione dell’imponibile, bensì come una voce che diminuisce il totale della fattura.

In questo modo, il sistema recepisce correttamente la riduzione del totale a fronte dello sconto ecobonus/sismabonus, rispettando le disposizioni normative. È importante non inserire lo sconto come riduzione delle singole righe o dell’imponibile, ma come voce separata che agisce sul totale documento.

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