Sam Altman e successivamente Jensen Huang hanno celebrato l’arrivo di GPT-6 Astra come l’inizio dell’era AGI, un’affermazione difficile da confermare o confutare in assenza di definizioni chiare di cosa sia una Artificial General Intelligence. Il mondo ha reagito confrontando con i compiti più disparati Fable 5.1 e GPT-6 cercando empiricamente di capire se Astra fosse davvero il salto quantico promesso da OpenAI.
Nel video di lancio OpenAI ha sottolineato come uno dei punti di forza del nuovo modello sia il cosiddetto “Computer use” ovverosia la capacità del modello di pilotare i nostri sistemi e le nostre applicazioni per ottenere i risultati richiesti.
Ma è vero? E come si misura l’intelligenza di un modello senza avere un problema del millennio da risolvere col suo aiuto? Ho provato a mettere alla prova il nuovo modello nella sua “intelligenza fattiva” ovvero chiedendo di svolgere un compito utilizzando il mio sistema. Vediamo come si è comportato il nuovo modello e le prime impressioni dopo questa esperienza.
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Modellare 3D con GPT 6 Astra, la prova
La modellazione 3D la conosco per aver insegnato il corso di “Programmazione di interfacce grafiche” per quasi un decennio, conosco i principi e le equazioni che governano il rendering 3D ma non sono mai stato un modellatore 3D. Sono sempre riuscito ad abbozzare forme combinando sfere e cilindri e ho invidiato quegli artisti che riescono a creare personaggi veri e propri e che mi sembrano sempre degli alieni. Colpito dal video di lancio del modello mi sono quindi lanciato nel generare un modello per una stampante 3D e sono partito da una papera di gomma: una forma nota a tutti e non così semplice da modellare, e soprattutto non avendo già installato sul mio laptop il modellatore open source Blender.

Ho chiesto quindi la generazione del modello 3D per la stampante a estrusione (la richiesta era volutamente orientata a questo tipo di stampa per vedere se il modello fosse capace di tenerne di conto). Ho scelto di utilizzare il livello “Medio” del ragionamento del modello così da vedere come si comporta senza usare troppi token e quindi usando di fatto meno capacità.
La traccia del ragionamento ha subito sottolineato la giusta direzione, anche nella scelta di scaricare la versione portatile di blender che poi ha utilizzato per la realizzazione.

Dopo poco più di 4 minuti ho ricevuto uno screenshot della mia paperetta con l’avvertimento che i colori non fanno parte della stampa e soprattutto che non mi garantisce il galleggiamento una volta stampata.

Confesso che speravo di vedere quelle scene un po’ fantascientifiche in cui l’interfaccia di Blender prendeva vita e vedevo la papera formarsi con l’AI che controllava il programma, ma capisco che generare un file Python che genera il modello sia decisamente più efficace per l’AI. Ho però cercato di spingere il modello a fare azioni più eclatanti che generarmi un programma ed ho quindi chiesto di aprire Blender per modificare interattivamente (nella speranza di assistere a scene da film di fantascienza).


Dopo qualche problema con la finestra di Blender sono riuscito a vedere la papera generata

Ho quindi chiesto ad Astra di fare le ali un po’ più affusolate e verso l’alto e nuovamente Astra ha generato una variante con lo script e ha ricaricato in Blender il risultato.
Allora ho provato a forzare la mano ed ho chiesto che mi visualizzasse il modello in wireframe, ma ancora una volta il modello ha scelto di lanciare una nuova finestra di Blender configurata con la visualizzazione in wireframe e non manipolare il viewport come speravo.

Come ultimo tentativo ho quindi provato a chiedere uno screenshot del modello da incollare in Microsoft Paint per vedere se messo alle strette il modello avrebbe manipolato il mio desktop come mi aspettavo.

In questo caso il processo ha finalmente manipolato le mie finestre ed ho visto aprirsi prima quella di Blender e poi il Paint dove si è materializzato lo screenshot richiesto.


Astra, prime impressioni dopo la prova
Dopo quasi quattro anni di prove di modelli vari non è un segreto che sia difficile farsi un’opinione di un modello di AI, è quindi ancora più difficile dire se secondo me il modello sia un modello AGI o meno (spoiler: personalmente penso che sia stato marketing nonostante GPT 6 sia realmente migliore di 5.6 Sol e forse un pelino meglio di Fable 5.1).
Ma non posso non constatare che il modello, neanche nella sua versione più complessa, si è comportato in modo assolutamente esemplare: ha cercato di non usare l’interfaccia grafica manipolando le finestre e bloccando di fatto la postazione, ha usato script e ha prodotto un modello ragionevole e sicuramente ben oltre le mie (scarsissime) capacità di modellazione. Ma i fatti sono fatti: in pochi minuti ho ottenuto un modello stampabile con la stampante a filamento e neanche troppo brutto. Sono riuscito a manipolarlo un pochino con un’interazione vocale e questo si avvicina molto alle richieste di Tony Stark a Jarvis, e un po’ mi sono sentito in un film (anche se non ho le risorse per realizzare l’armatura di Iron Man…).
A parte l’abilità del modello di manipolare mi ha anche colpito la sua capacità di verificare i suoi stessi output e la velocità con cui ha funzionato. Sembra passato un secolo da quando passavo molto tempo a leggere le elucubrazioni infinite di un modello che ragionava, ma è passato poco più di un anno!
Mi sembra quindi che Astra sia decisamente un passo avanti per l’AI generativa e sicuramente è tra i modelli stato dell’arte, ma forse quello che mi ha colpito di più è stata l’efficacia del funzionamento: molti meno tempo speso a valutare output inadeguati e molta rapidità di esecuzione che ormai è uno dei parametri dominanti visto che poi paghiamo i token generati.
L’impressione complessiva è che il computer use (di cui ero scettico poco più di due anni fa!) è davvero tra noi, e il nuovo client GPT per desktop è assolutamente una necessità.
Non posso però non rilevare che rispetto ai miei primi usi di Codex il sistema ha fatto molte più operazioni senza chiedermi il consenso, questo sicuramente è stato apprezzato perché se devo stare a guardare l’AI e autorizzare ogni micro comando (che a volte manco riesco a comprendere interamente) è poco utile da un punto di vista agentico, ma allo stesso tempo ora non so se il modello si sia davvero limitato ad installare Blender nella cartella che gli ho dato sul mio computer.
Si tratta di tradeoff importanti nel concedere l’accesso ai sistemi, soprattutto in presenza di modelli come Astra che potrebbero abusare dei propri diritti per raggiungere i propri scopi.
In ogni caso la fantascienza ora è a disposizione di molti e vedremo come questa capacità di consentire a molti di svolgere compiti un tempo specialistici continuerà ad accelerare il cambiamento del mondo e delle società umane. Benvenuto Astra, forse non sei AGI, ma sicuramente sarai utile.









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