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Industria 4.0, investire sul capitale umano o sarà fuoco di paglia

A un anno dal lancio del piano Industria 4.0 in Italia, i risultati sono positivi in termini di investimenti, ma non ancora soddisfacenti. Per produrre benefici duraturi è fondamentale che le imprese investano in capitale umano e nella sua riqualificazione oltre che nella promozione di una cultura 4.0

Pubblicato il 13 Nov 2017

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Siamo ad un anno dal lancio del piano Industria 4.0 del governo italiano e nello stesso tempo il mondo festeggia i sei anni di questo processo culturale che sta trasformando il manifatturiero, con accezioni diverse, in tutti i paesi. E nonostante percorsi differenti, per caratteristiche e durata, il punto di arrivo ad oggi è un aumento della consapevolezza che le tecnologie possono portare dei benefici importanti nel rilancio della competitività ed efficienza. I risultati in Italia sono indubbiamente positivi in termini di investimenti, ma non ancora soddisfacenti. Le medie e grandi aziende possono pensare ad investimenti su vasta scala, abbinati anche al lancio di nuove produzioni, mentre le piccole non sempre vedono la necessità di investire a livello di macchinari innovativi, per produzioni abbastanza tradizionali.

Però tutte le imprese, in un modo o in un altro, si sono interrogate su come poter investire in questo filone per rilanciarsi. Il quadro che ne emerge è abbastanza interessante. In primo luogo aumenta la consapevolezza che gli investimenti in tecnologia da soli non bastano a rendere sostenibile il processo di innovazione. Questi devono essere accompagnati da una riorganizzazione aziendale e dalla creazione di figure professionali in grado di gestire i nuovi processi. In altre parole l’investimento in capitale umano e nella sua riqualificazione diventa uno strumento fondamentale per la promozione di una cultura 4.0 in grado di rendere duraturi i benefici.

E questo anche perché l’investimento in tecnologia ha bisogno di una lunga fase di messa in servizio al fine di implementare servizi ed applicazioni di lungo corso e non si esaurisce con il semplice acquisto di un bene. Molto spesso rappresenta l’inizio di integrazioni all’interno di altri sistemi aziendali, o molto spesso esterni all’azienda per creare valore. Oggi un macchinario davvero smart raccoglie ed invia dati verso la logistica, verso i centri di decisione aziendale e verso la progettazione, solo per citare alcune iterazioni.

È quindi l’impresa in tutto le sue accezioni ad essere coinvolta da questa trasformazione, e non solamente il mondo della fabbrica. Le tecnologie, soprattutto quelle digitali, mettono in rete le imprese: dal manifatturiero ai servizi creando un ecosistema nuovo.

Le tecnologie abilitanti non sono più destinate, o non lo sono mai state, alla sola dimensione di fabbrica, ma diventano strumenti utili per ripensare l’intera impresa e non solo di tipo manifatturiero.

Si vede sempre di più accrescere l’attenzione verso questi temi delle società di servizi, che hanno compreso come sia possibile offrire nuove funzionalità proprio a partire dalle tecnologie abilitanti. E cosi l’IoT, la robotica, i Big data Analytics e la realtà aumentata diventano lo strumento per dare nuova spinta alle smart city, alla smart energy e alla smart health. Ma questo solo peri citare alcuni contesti. Ed è il rilancio delle piccole imprese e degli artigiani che cosi possono aumentare la diffusione dei loro servizi, potendo contare su un’estensione della loro capacità. Si pensi ad una cooperativa sociale che deve monitorare assistiti a distanza e del potenziale che l’IOT offre abbinato a strumenti di realtà aumentata per dare delle prime istruzioni a familiari e pazienti.

Ma lo stesso vale per uno studio legale od uno studio di professionisti che vogliono digitalizzare o analizzare il frutto del loro lavoro.

Si parla a ragione di Impresa 4.0 per indicare che è tempo di investire in tutto il tessuto imprenditoriale per aumentarne le potenzialità.

E ne traggono benefici tutti dall’impresa sociale al manifatturiero, passando dal terziario avanzato e dalla agricoltura di precisione.

L’ecosistema che ne risulta ha il potenziale di accelerare nuove efficienze, perché la digitalizzazione e la condivisione dei dati e delle informazioni permette di avere prodotti più intelligenti, ma anche consumatori e utenti più informati e tutelati nelle loro scelte.

Ed è proprio questa la nuova sfida: rilanciare investimenti che aiutino a creare delle community 4.0 sempre più legate, connesse e interdipendenti per vincere la sfida di rilanciare la competitività dell’impresa paese.

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