Il CSI Piemonte sta innovando i processi di sviluppo software attraverso un AI Software Engineering Framework che introduce metodologie e strumenti avanzati lungo il ciclo di vita dell’applicativo.
Al centro di questo modello c’è l’Integrated Development Portal: un punto di accesso unificato per gli strumenti aziendali, pensato per semplificare l’onboarding di dipendenti e fornitori, accelerare l’acquisizione di competenze e rendere l’utilizzo degli strumenti di sviluppo e DevOps più coerente e controllabile, grazie all’integrazione nativa di funzionalità di intelligenza artificiale.
Indice degli argomenti
CSI AI, Designed for Innovation: la strategia dell’intelligenza artificiale del Consorzio
Il CSI Piemonte ha recentemente riunito le proprie iniziative di intelligenza artificiale sotto il brand “CSI AI, Designed for Innovation“, che identifica e valorizza tutte le soluzioni basate su AI sviluppate dal Consorzio pensate per ottimizzare processi amministrativi, migliorare l’interazione tra cittadini e PA e supportare decisioni più informate.
L’AI viene adottata per generare benefici concreti: ridurre tempi d’attesa, semplificare attività ripetitive, valorizzare i dati e migliorare la qualità del lavoro senza sostituire le persone. Inoltre, il CSI sta investendo per introdurre l’AI all’interno del proprio modello di sviluppo, applicandola direttamente alla progettazione e alla realizzazione dei servizi digitali, affrontando la complessa sfida del diffondere strumenti e modalità ai propri dipendenti e non solo.
Come il CSI sta reinventando la fabbrica del software pubblico con l’AI e l’Integrated Development Portal
L’intelligenza artificiale oggi aiuta concretamente a progettare, costruire e migliorare i servizi digitali. Per questo il CSI Piemonte ha rivisto il proprio modo di sviluppare il software, introducendo un modello basato sull’AI che rende i processi più coerenti, ripetibili e condivisibili.
Da questa visione nasce l’AI Software Engineering Framework, un insieme di prodotti basati su Agenti AI sviluppati internamente, progettati per rafforzare le principali fasi del ciclo di sviluppo: dalla progettazione al testing, dalla consultazione della documentazione al supporto delle attività DevOps.
Questo impianto consente di standardizzare il processo di sviluppo e di estendere i metodi e gli strumenti con cui il CSI realizza le proprie soluzioni, assicurando uniformità operativa, qualità e governance lungo tutta la filiera.
L’AI e l’evoluzione dei ruoli professionali nell’ingegneria del software
Il Consorzio è pienamente consapevole di come l’intelligenza artificiale stia trasformando il lavoro delle diverse figure coinvolte nello sviluppo software, con un impatto che riguarda l’intera organizzazione.
Sempre più attività operative possono essere affidate ad Agenti AI intelligenti, liberando le persone da compiti ripetitivi e permettendo loro di concentrarsi sull’orchestrazione degli agenti, sulla supervisione e sulle attività a maggior valore. In questa prospettiva sono stati sviluppati i prodotti dell’AI Software Engineering Framework, pensati per supportare il lavoro quotidiano di sviluppatori, progettisti, architetti e analisti, sia dipendenti che fornitori.
Il framework oltre a mettere a disposizione una serie di prodotti innovativi che analizzeremo in seguito, contribuisce anche al recupero e alla ricostruzione della conoscenza dei progetti, integrando codice e documentazione preesistente, rendendo più semplice l’onboarding di nuove persone nel team e la comprensione di soluzioni software complesse, inclusa la verifica dell’aderenza a best practice e linee guida.
Il Software Engineer AI-powered: il nuovo profilo professionale
La figura professionale più coinvolta in questa trasformazione è sicuramente quella del Software Engineer AI-powered, un professionista con un ruolo più ampio rispetto al passato: studia i requisiti di business, realizza prototipi in tempi rapidi, integra rapidamente la documentazione per funzionalità nuove o preesistenti, genera automaticamente suite di test software, arrivando ad operare su un ventaglio di attività sempre più diversificato e strategico.
Integrated Development Portal: il portale che rende fruibili i prodotti dell’AI Software Engineering Framework
Al centro dell’AI Software Engineering Framework vi è l’Integrated Development Portal (IDP), il portale sviluppato dal CSI che offre un punto di accesso unificato agli strumenti aziendali, semplificando la gestione dell’intero ciclo di vita del software. L’IDP integra Agenti AI e strumenti di DevOps, testing e monitoraggio, centralizza documentazione tecnica e linee guida e consente la fruizione di tutti i prodotti dell’ecosistema AI.
In questo modo riduce la frammentazione, facilita l’inserimento di nuove risorse, dipendenti e fornitori, e offre un’esperienza coerente basata su standard condivisi, evitando quello che i tecnici chiamano ‘Developers Nightmare‘: strumenti eterogenei, documentazione dispersa e processi complessi. Il portale rappresenta quindi una vera “cassetta degli attrezzi” comune per lo sviluppo e, al contempo, la scrivania dei prodotti che compongono l’AI Software Engineering Framework di CSI. Non solo fruizione semplificata di strumenti tramite il portale, ma veri e propri prodotti software basati su Agenti AI che potenziano il lavoro dei team grazie all’intelligenza artificiale.
AI per la ricerca documentale e la progettazione DevOps
L’AI Software Engineering Framework mette a disposizione prodotti che semplificano la consultazione di linee guida, standard architetturali e best practice, e supportano anche la realizzazione delle pipeline DevOps. Si tratta di chatbot intelligenti che permettono di recuperare in pochi secondi informazioni che altrimenti richiederebbero lunghe ricerche manuali.
La forza di questa ricerca “AI-driven” è la qualità delle risposte: non generiche, ma aderenti alla realtà aziendale e validate dagli autori della documentazione. Gli strumenti forniscono inoltre i riferimenti alla documentazione ufficiale, accelerandone l’accesso e diventando veri e propri “colleghi virtuali” capaci di rispondere su un’ampia gamma di temi. I benefici sono doppi: chi cerca informazioni le ottiene rapidamente; chi mantiene la documentazione può concentrarsi sul miglioramento continuo della knowledge base. Analizzando le conversazioni si possono infatti ottenere suggerimenti per arricchire e perfezionare la documentazione.
L’AI, quindi, agisce non solo come assistente, ma anche come mentor per gli esperti di materia.
AI-Assisted Coding: strumenti sicuri e conformi al GDPR per gli sviluppatori
L’AI Software Engineering Framework include anche funzionalità di AI-assisted coding. I dipendenti possono installare strumenti open-source riconosciuti dall’azienda, i quali si integrano direttamente nell’editor di sviluppo, semplificando e accelerando le attività di progettazione, codifica e testing. Per garantire un uso sicuro e conforme dell’AI, il CSI ha inoltre messo a disposizione LLM verificati e conformi al GDPR, installati in cloud e on-premise, consentendo ai team di sviluppo di utilizzarli con consapevolezza. Questo approccio permette di ridurre il fenomeno della Shadow AI — l’utilizzo non controllato di strumenti AI esterni — migliorando la produttività degli sviluppatori e rafforzando al contempo la sicurezza dei dati e la governance sugli strumenti e sui modelli LLM adottati.
AI Unit Testing: Tasty, l’agente AI per la generazione di test unitari
Tra gli strumenti più interessanti dell’AI Software Engineering Framework c’è Tasty, un prodotto messo a disposizione dall’Integrated Development Portal e basato su Agenti AI specializzati nella generazione di test unitari per il software aziendale. Tasty ottimizza il processo di validazione ed evoluzione del software: non sostituisce i rigorosi iter di verifica richiesti alla PA, ma li affianca, permettendo di individuare tempestivamente errori e anomalie nelle fasi di sviluppo e aggiornamento degli applicativi. Una delle sue caratteristiche più rilevanti è la capacità di generare test unitari anche per basi di codice preesistenti con suite di test incomplete o non più manutenute.
Questo consente di colmare lacune, documentare il comportamento attuale degli applicativi, rendere più sicure le attività di aggiornamento e migliorare la controllabilità dei change applicativi. L’automatizzazione di una parte del processo di testing sta inoltre supportando il CSI in una delle principali sfide del 2026: la migrazione di tutte le componenti software verso Nivola, l’infrastruttura Cloud di CSI Piemonte, certificata ACN, che garantisce elevati standard di sicurezza e piena conformità alle normative GDPR.
Siamo “a metà del guado”: roadmap, compromessi e governance
Chi lavora in grandi organizzazioni sa che innovare non significa correre senza regole, ma trovare il giusto equilibrio tra sicurezza, privacy, riuso, integrazione con sistemi esistenti, sostenibilità economica e disponibilità di competenze.
Questo è l’approccio adottato dal CSI, che presenta le proprie soluzioni AI come strumenti per ottimizzare processi, migliorare l’esperienza dei cittadini e supportare la PA. In un’organizzazione che gestisce dati e documenti pubblici, la tutela delle informazioni rimane un tema centrale. Per questo, accanto ai servizi di AI il CSI propone anche una soluzione AI di anonimizzazione documentale pensata per proteggere i dati personali con il contributo di una validazione umana dove necessario.
L’AI è un acceleratore: senza volante e freni, la velocità diventa pericolo
In un contesto in continua evoluzione, in cui ogni giorno nascono nuovi strumenti, il CSI ha riconosciuto la necessità di formare dipendenti per renderli consapevoli sia delle opportunità sia dei rischi dell’AI generativa. Da questa consapevolezza nascono i Bootcamp AI, giornate intensive e pratiche in cui oltre 100 dipendenti hanno avuto modo di apprendere tecniche, best practice, limiti e casi d’uso dell’AI, sperimentando direttamente i prodotti CSI dell’AI Software Engineering Framework su scenari reali. Siamo nel pieno di una trasformazione rapida e globale: una vera e propria “rivoluzione AI” che sta cambiando il modo di lavorare delle persone e delle organizzazioni.
Per questo il CSI ha definito un percorso strutturato di evangelizzazione AI, con l’obiettivo di portare su ogni scrivania strumenti concreti per affrontare questo cambiamento e rimanere competitivi. La formazione, tuttavia, non si esaurisce in un singolo ciclo: in un ambito dinamico come quello dell’intelligenza artificiale, il CSI continuerà con programmi periodici di aggiornamento e con lo sviluppo progressivo di nuovi agenti e strumenti interni, testandoli prima in ambienti controllati e poi mettendoli a disposizione dell’intera organizzazione e dei suoi fornitori. L’obiettivo non è semplicemente “imparare ad usare un tool”, ma costruire una vera cultura AI assisted, in cui le attività ripetitive vengono delegate all’AI, mentre la responsabilità del controllo, della qualità e delle decisioni resta umana.
La forza del sistema: persone, metodo e tecnologia al servizio dell’innovazione
L’innovazione non è mai solo una questione di algoritmi. È un equilibrio che nasce dall’integrazione di tre elementi:
- Persone: competenze, responsabilità, formazione continua; non solo dipendenti del consorzio, ma anche fornitori, con i quali CSI lavora in modalità team-mix.
- Metodo: casi d’uso reali, misurazione dell’impatto, integrazione con processi e regole.
- Tecnologia: soluzioni solide e industrializzabili — come l’AI generativa e i sistemi conversazionali — sostenute da un’infrastruttura adeguata.
È questo mix che permette a un’organizzazione di essere più forte del singolo: non perché “una persona sa fare tutto”, ma perché molti lavorano meglio insieme, con strumenti che riducono inefficienze e aumentano qualità. Con questo approccio si arriva naturalmente al punto conclusivo del percorso intrapreso dal CSI: capire come l’AI non sia un obiettivo a sé, ma un acceleratore che dà forma a un nuovo modo di progettare, sviluppare e far evolvere il software pubblico.
Conclusioni: la roadmap del software engineering in CSI mette l’AI al centro dei prossimi sviluppi
L’esperienza di CSI Piemonte dimostra come l’AI possa diventare una vera infrastruttura organizzativa per lo sviluppo del software pubblico. Grazie all’AI Software Engineering Framework, che mette a sistema prodotti verticali, all’Integrated Development Portal che li rende accessibili e a un percorso formativo che mette le persone al centro, l’AI smette di essere una promessa e diventa pratica professionale. E soprattutto, questo non è un punto di arrivo, ma una tappa intermedia. La direzione dei prossimi passi è chiara:
- Evolvere i prodotti AI esistenti e svilupparne di nuovi, per accelerare il lavoro di diverse figure professionali, in particolare sviluppatori, e rendere più sicure le fasi di test, manutenzione e migrazione di sistemi.
- Adottare nuove metodologie di lavoro AI-assisted, per ingegnerizzare non solo le singole attività, ma l’intero modo in cui i team collaborano, decidono e verificano la qualità.
- Valutare pragmaticamente le tecnologie emergenti, scegliendo ciò che porta valore reale e rispetta gli imperativi della PA: affidabilità, sicurezza, tutela dei dati e responsabilità.
- Estendere il più possibile l’adozione dell’AI Software Engineering Framework anche ai fornitori, una sfida complessa che richiede la collaborazione di CSI con le numerose aziende con le quali sviluppa il software per la pubblica amministrazione.
In un’epoca in cui la Pubblica Amministrazione è chiamata a fare di più, meglio e velocemente, questo approccio ha un valore distintivo: non descrive l’AI come scorciatoia, ma come un modo per elevare il lavoro umano. Il senso non è sostituire i professionisti, ma potenziarli: anticipare i difetti, standardizzare i processi, migliorare la qualità e la velocità del lavoro.
È il passaggio dall’assistenza al coding a una nuova ingegnerizzazione dei team di sviluppo: più metodo, più qualità, più velocità, più fiducia. Una direzione che la PA può adottare con realismo e che le imprese riconosceranno come un vantaggio competitivo già nel medio periodo.










