Artificio analogico

Dentro il cinema di Wes Anderson, dove il futuro sembra costruito nel passato



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Nel cinema di Wes Anderson, miniature, set fisici, stop-motion e CGI convivono dentro un’estetica che mostra il trucco invece di nasconderlo. Da Steve Zissou a Fantastic Mr. Fox, da Grand Budapest Hotel ad Asteroid City, la tecnologia diventa uno strumento per esaltare l’artificio

Pubblicato il 19 giu 2026

Marco Ongaro

Cantautore, librettista, saggista



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Su un set cinematografico nel 2004, nel pieno dell’era digitale, tre anni dopo il primo Il Signore degli Anelli, due anni dopo che Spider-Man ha cominciato ad arrampicarsi su grattacieli generati al computer, mentre ogni grande studio hollywoodiano sta investendo fortune in effetti visivi che promettono di rendere obsoleto il mondo fisico e l’artigiano cede il passo all’algoritmo, il carpentiere al pixel, Wes Anderson sta costruendo una nave.

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