Negli ultimi anni, l’uso dei social media è diventato un oggetto di crescente attenzione scientifica, non soltanto per la sua diffusione globale, ma per la complessità dei comportamenti che esso implica. In ambito accademico, il termine “dipendenza da social media” è stato progressivamente affiancato o sostituito da espressioni più precise, come problematic social media use (PSMU), al fine di evitare interpretazioni riduzionistiche e riconoscere la natura multidimensionale del fenomeno (Marino et al., 2020; Sun & Zhang, 2021; Shannon et al., 2022).
salute mentale
Dipendenza da social, non è solo colpa dell’utente: il ruolo del design
L’uso problematico dei social media nasce dall’interazione tra vulnerabilità individuali, ricompense variabili, design persuasivo e algoritmi orientati all’engagement. Le evidenze collegano il fenomeno a depressione, ansia e stress, mentre crescono le implicazioni cliniche e giuridiche per piattaforme e professionisti della salute mentale
Cyberpsicologo specializzato in psicologia dei videogiochi, intelligenza artificiale e tecnologie immersive. Membro della società scientifica SIPSIOL e consulente in Video Game Therapy per l’Azienda USL Valle d’Aosta

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