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Non basta stare meno online: il benessere digitale dipende dalle piattaforme



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Due paper premiati al CHI 2026 mostrano che il benessere digitale non si esaurisce nelle scelte individuali. Contano il design delle piattaforme, gli incentivi economici e le regole, mentre nuovi social grafonimi aprono opportunità relazionali ma anche rischi inediti per la privacy

Pubblicato il 17 apr 2026

Aldo Ceccarelli

information security compliance officer



benessere digitale (1)

Due nuovi paper, premiati al CHI 2026 di Barcellona in questi giorni, mostrano che il benessere digitale non dipende solo dall’autocontrollo individuale: conta l’architettura delle piattaforme, il quadro regolatorio e la capacità di prevenire nuovi rischi, compresi quelli legati alla pseudo-anonimità nei social basati su scrittura e disegno digitale.

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