esperto risponde

Fatture PA rifiutate, come gestire nota di credito e fattura IVA



Indirizzo copiato

Un professionista ha emesso fatture e note di credito verso una pubblica amministrazione, alcune accettate e altre rifiutate. Il dubbio riguarda il trattamento dei documenti rifiutati ai fini IVA e la possibilità di ignorarli nel processo di fatturazione elettronica PA

Pubblicato il 6 ago 2026

Salvatore De Benedictis

dottore commercialista



fatturazione elettronica
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti


DOMANDA

Un nostro cliente, un professionista, ha emesso i seguenti documenti a una pubblica amministrazione:

Fatt. n. 49 in data 20/10/2025 – in split payment, accettata dalla PA * Nota di credito n. 52 in data 03/11/2025 – in split payment, rifiutata dalla PA * Nota di credito n. 52 in data 03/11/2025 – in split payment, accettata dalla PA * Fatt. n. 53 in data 03/11/2025 – con IVA, rifiutata dalla PA * Fatt. n. 53 in data 03/11/2025 – con IVA, accettata dalla PA Con i documenti accettati non abbiamo problema, siccome la nota di credito azzera la prima fattura.

Il problema si pone con la nota di credito e la fattura scartata, che ai fini IVA non si azzerano. Le chiedo un parere sulle due possibili vie di soluzione:

  • Emettere una nota di credito sulla fatt. n. 53 in data 03/11/2025 – con IVA, rifiutata dalla PA, e emettere una fattura per la nota di credito n. 52 in data 03/11/2025 – in split payment, rifiutata dalla PA. Entrambi datati con 03/11/2025, quindi emessi tardivi.
  • Ignorare i due documenti rifiutati. Personalmente preferisco la via numero 1.

RISPOSTA

Buongiorno, la mia posizione (che può anche leggere qui ) è diversa da quella da Lei preferita, che ovviamente non posso ritenere “sbagliata” perché al massimo potrebbe essere frutto di un eccesso di zelo.

A ciò mi induce anche la circostanza che il progetto SDI neutralizza in maniera logica le fatture (o le note di credito) PA rifiutate, prova ne è che Lei può riemetterle con lo stesso numero e data e il SDI le accetta.

Perché ignorare i documenti rifiutati

Quindi il mio suggerimento è utilizzare la soluzione 2, ignorando i due documenti rifiutati, e considerarli come se non fossero mai esistiti, anche perché emettere altri documenti – che dovrebbero essere per coerenza rifiutati dalla PA – potrebbe generare errori che a loro volta richiederebbero ulteriori attività.

Per porre domande a Salvatore De Benedictis sul tema “Fatturazione Elettronica e Conservazione Digitale” è possibile scrivere a: esperto@agendadigitale.eu. Potranno essere presi in esame solo i quesiti sottoscritti con cognome e nome.

Partecipa alla community

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x