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Legal Tech, perché la svolta passa dalle piattaforme aperte



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Dopo la prima corsa alle piattaforme di Legal Tech, molti studi legali registrano risultati contrastanti e una diffusa frustrazione. La nuova fase punta su sistemi aperti, basi dati giuridiche certificate e Legal AI personalizzata, capace di adattarsi al metodo del singolo professionista

Pubblicato il 16 lug 2026

Daniele Costa

Avvocato, founder di Budda Law



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Chi si occupa di diritto convive quotidianamente con l’AI da ormai quasi due anni. All’inizio, come spesso accade di fronte alle rivoluzioni tecnologiche d’impatto sociale, la categoria dei professionisti si è divisa nei tre classici raggruppamenti: gli entusiasti della prima ora, desiderosi di sperimentare; i timorosi, paralizzati dal terrore di essere sostituiti da un algoritmo; e gli scettici che, semplicemente, hanno scelto di ignorare il fenomeno.

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