intelligenza artificiale

AI Act e standard tecnici: come garantire la conformità e l’affidabilità dell’AI



Indirizzo copiato

L’evoluzione dei sistemi di intelligenza artificiale richiede standard tecnici per garantire conformità e fiducia. L’AI Act dell’UE regola i sistemi ad alto rischio, imponendo obblighi di compliance. Gli standard come ISO/IEC 42001 forniscono linee guida per gestire la qualità e il rischio, sostenendo l’adozione responsabile dell’IA

Pubblicato il 7 giu 2024

Luca Belli

Sator Labs & Tech Policy Fellow, UC Berkeley

Mario Di Carlo

Partner, Ristuccia Tufarelli e partners



Coltivando il verso: la sfida di scrivere poesia con GPT4

Il processo di rapida evoluzione dei modelli e dei sistemi di intelligenza artificiale (IA) e dei prodotti e servizi che si basano su di essi ha rapidamente portato in luce l’esigenza di fornire una guida riconosciuta, come gli standard tecnici (d’ora in avanti anche solo gli “standard”), che consenta alle organizzazioni di conoscere lo stato dell’arte e adeguarvisi, anche al fine di mantenere un elevato livello di fiducia nell’adozione di soluzioni algoritmiche e farne un uso responsabile.

Al contempo l’esigenza di guidare e regolare quegli sviluppi ha indirizzato i policy maker a cercare sempre negli standard uno strumento di regolazione che potesse dare concretezza agli obblighi di compliance, anche a fronte del rischio che la loro complessità impedisca l’innovazione, la competitività e la crescita.

Lo scopo degi standard

Storicamente uno degli scopi principali per lo sviluppo di standard è quello di facilitare il commercio internazionale e di ridurre le barriere di ingresso sui mercati.

A tal fine è stato sottoscritto nell’ambito del WTO l’Agreement on Technical Barriers to Trade, in vigore dal 1995, che stabilisce per la predisposizione degli standard i principi di coerenza, trasparenza, apertura, consenso, applicazione volontaria, indipendenza da interessi particolari ed efficienza. La medesima logica si ritrova anche nella recente disciplina europea dell’IA.

L’AI Act e la regolazione dei sistemi ad alto rischio

Come noto, l’AI Act va a regolare in maniera specifica, in particolare al capo III, l’utilizzo dell’IA per i casi definiti “ad alto rischio” (come ad esempio nel campo dell’educazione, delle infrastrutture critiche, dell’impiego, dei servizi pubblici essenziali, della giustizia etc…). Si prevedono inoltre, all’art. 50, specifici obblighi di trasparenza per i sistemi destinati ad interagire con le persone fisiche, quelli che producono o manipolano contenuti, come l’AI generativa, per i sistemi di riconoscimento delle emozioni e categorizzazione biometrica.

Sfide di conformità con la legge e agli standard armonizzati

Anche se i relativi obblighi saranno vincolanti fra circa due anni, per le organizzazioni pubbliche e private che vogliano fornire o usare questo tipo di sistemi algoritmici, si apre sin da ora la sfida della conformità con la legge: questione specialmente ardua per una tecnologia in così rapido sviluppo e complessa adozione come quella dell’IA.

Secondo l’art. 40 dell’AI Act la conformità agli standard armonizzati approvati e pubblicati dalla Commissione conferirà agli operatori una presunzione di conformità agli obblighi previsti per i sistemi classificati ad alto rischio ed agli obblighi di trasparenza appena richiamati. Ciò nella misura in cui gli standard coprano specificamente i requisiti o gli obblighi previsti dall’AI Act.

La complessità dello sviluppo di standartd per l’IA

L’IA è una tecnologia socio-tecnica – nel senso che è impossibile separare la componente umana da quella puramente algoritmica – e ciò rende lo sviluppo di standard più complicato rispetto ad una tecnologia puramente tecnica.

Nello sviluppo degli standard è quindi fondamentale tenere presente questa dualità. Inoltre, l’AI Act pone esplicitamente come obiettivo la realizzazione di sistemi di AI affidabili e umanocentrici e la tutela non solo della salute e della sicurezza ma anche dei diritti fondamentali della Carta di Nizza e dei valori dell’Unione Europea, nonché la protezione dell’ambiente. Inoltre, il rinvio della tutela dei diritti e delle libertà fondamentali a meccanismi inseriti in norme tecniche elaborate dagli organismi di standardizzazione, che fanno primario riferimento a stakeholder di mercato, ha suscitato non poche polemiche[1].

Richiesta di standardizzazione della Commissione europea

La Commissione UE già a maggio 2023[2] ha emesso la richiesta agli organismi europei di standardizzazione (CEN, CENELEC ed ETSI) di procedere all’elaborazione degli standard necessari focalizzando 10 temi che riprendono gli obblighi contenuti nell’AI Act:

  • Sistemi di gestione del rischio
  • Governance e qualità dei dataset
  • Tenuta dei registri e logging
  • Trasparenza e informazioni per gli utenti
  • Supervisione umana
  • Specifiche di accuratezza
  • Specifiche di robustezza
  • Specifiche di cybersecurity
  • Sistemi di gestione della qualità per i fornitori di sistemi di IA, compresi i processi di monitoraggio post-vendita.
  • Verifica di conformità

Sinergie con gli standard internazionali

Tanto l’AI Act quanto la decisione di implementazione della Commissione UE invitano gli organismi europei di standardizzazione a trovare – nell’elaborazione degli standard armonizzati – sinergie con le controparti internazionali, in primo luogo ISO e IEC, adottando ove possibile come standard comuni quelli già elaborati a livello internazionale, facendo leva sugli accordi internazionali[3] finalizzati a unificare o coordinare i processi di redazione.

Nel panorama internazionale il processo di standardizzazione solitamente converge su norme comuni innanzitutto per ragioni di semplificazione del commercio internazionale e della produzione. Nel caso specifico dell’AI Act, questo meccanismo potrebbe produrre un effetto virtuoso di innalzamento delle tutele anche in giurisdizioni meno propense alla regolamentazione.

D’altra parte anche il governo federale statunitense richiede ai propri organi ed agenzie di implementare al proprio interno e richiedere ai loro fornitori l’adozione di best practice di gestione del rischio e valutazione d’impatto nell’adozione di sistemi basati sull’intelligenza artificiale[4].

Lo standard ISO/IEC 42001: contenuto e applicazione

Lo standard ISO/IEC 42001 è il primo che affronta in maniera organica e trasversale il sistema di gestione per l’implementazione dell’intelligenza artificiale in organizzazioni che forniscono o usano prodotti o servizi che impiegano sistemi algoritmici.

Il suo contenuto interseca alcune delle richieste di standardizzazione della Commissione UE, in particolare quella sul sistema di gestione della qualità e, per inevitabili implicazioni di processo ma con minore efficacia, quelle sulla trasparenza delle informazioni, sulla tenuta dei registri e sul sistema di gestione del rischio. Proprio per tale ragione tale norma tecnica è presa in considerazione dal processo di elaborazione dei relativi standard armonizzati in sede europea[5]. La sua lettura offre quindi una prima chiave applicativa del sistema di gestione della qualità, che necessiterà comunque di essere tarata sulle esigenze di compliance con la normativa europea[6] per chi voglia utilizzarla a tal fine. Va segnalato in proposito che in parallelo al processo di elaborazione degli standard armonizzati gli enti di standardizzazione italiani UNI e CEI hanno avviato il processo di adozione dello standard ISO/IEC 42001 in ambito nazionale[7].

La norma tecnica descrive un sistema di gestione in termini di processo, secondo l’usuale struttura dei Management System Standards ISO. La sua impostazione è pensata per essere applicabile a qualsiasi organizzazione – indipendentemente da

dimensioni, tipo e natura – che fornisca o utilizzi prodotti o servizi che utilizzano sistemi di IA, aiutandola a sviluppare o utilizzare in modo responsabile tali sistemi.

Elementi di rilevanza per la compliance: differenze tra standard ISO e AI Act

Elementi di particolare rilevanza per l’impostazione di un processo di compliance con l’AI Act si trovano, oltre che nel testo principale, negli Annex ed in particolare nell’Annex A, che in forma di tabella formula una lista di riferimento dei controlli per assicurare il raggiungimento degli obiettivi e la gestione dei rischi, e nell’Annex B dove viene fornita una guida per la loro implementazione.

Ovviamente la norma ISO affronta i controlli con un livello di flessibilità e adattamento alla visione della singola organizzazione certamente più generoso di quello consentito dall’AI Act. Nel contesto europeo, infatti, il sistema di gestione andrà ad inserirsi in un quadro normativo precettivo sia in termini di processo sia in termini di risultato e in particolare dovrà rispondere agli obblighi posti dagli artt. 8-15 dell’AI Act.

Conformità agli obblighi dell’AI Act

Pur con tale premessa, si può affermare che lo standard indirizzi gran parte degli aspetti del sistema di gestione della qualità richiesto dall’art. 17 dell’AI Act.

Quanto al contenuto dei controlli proposti dall’Annex B, è da notare che gli impact assessment sono solo menzionati al par. 6.1.4 dello standard e nell’Annex B al par. B.5 come uno dei vari controlli da adottare, mentre hanno un ruolo prominente nella normativa europea. Non solo l’art. 27 dell’ AI Act, che prevede la valutazione dell’impatto per i sistemi ad altro rischio tramite i Fundamental Rights Impact Assessments (FRIA), ma anche l’art. 34 del Digital Service Act che obbliga grandi i motori di ricerca e le grandi piattaforme online a condurre valutazioni del rischio nell’ambito della valutazione di rischi sistemici. Visto che il DSA è ormai interamente efficace, i primi di impact assessments sono stati presentati alla Commissione lo scorso agosto.

Profili di risk management

Quanto ai profili di risk management, richiesti dall’AI Act e affrontati ai parr. 6.1 e 8 dello standard ed all’Annex C, segnaliamo, tra gli standard internazionali, l’ISO/IEC 23894, pubblicato nel 2023, il cui focus è specificatamente di risk management per l’IA. C’è però una differenza importante nella definizione di rischio tra come è inteso dalla Commissione e come è definito in ISO/IEC 23894: mentre per ISO il rischio ha una connotazione neutra (inteso a quantificare la probabilità di un evento e il suo impatto positivo o negativo che sia), nell’AI Act è definito come impatto negativo per la persona, l’ambiente o i diritti fondamentali. E tale differenza potrebbe rendere inconciliabile l’applicazione di tali standard come conformità all’AI Act. Tale distinzione non è più presente nella bozza del prossimo standard ISO/IEC 42005 – ancora in fase di elaborazione – il quale è focalizzato principalmente sui vari impact assessment dell’IA. Tale standard potrebbe pertanto essere un ottimo candidato sia per il risk assessment sia per la citata valutazione di impatto sui diritti fondamentali di cui all’art. 27 dell’AI Act.

Risultano inoltre poco o per nulla elaborate le indicazioni per l’effettuazione dei test e delle validazioni, che sono rimesse alla singola organizzazione e che sono invece specificamente richieste dall’art. 17, par. 1, lett. d), dell’AI Act.

Conclusioni

In conclusione, all’interno di un panorama di standard tecnici e modelli per il governo dell’intelligenza artificiale in rapida evoluzione, l’ISO/IEC 42001 offre un primo strumento integrato di approccio al sistema di gestione che può aiutare le aziende a misurarsi con i futuri obblighi di compliance e, nel mentre, ad avviare (o proseguire) l’implementazione dei sistemi algoritmici in maniera strutturata e responsabile.

Note


[1] Si vedano ad esempio N. Azsódi, EU’s AI Act fails to set gold standard for human rights – AlgorithmWatch [https://algorithmwatch.org/en/ai-act-fails-to-set-gold-standard-for-human-rights/]; AccessNow, The EU AI Act: a failure for human rights, a victory for industry and law enforcement [https://www.accessnow.org/press-release/ai-act-failure-for-human-rights-victory-for-industry-and-law-enforcement/]; Article 19, EU: AI Act passed in Parliament fails to ban harmful biometric technologies [https://www.article19.org/resources/eu-ai-act-passed-in-parliament-fails-to-ban-harmful-biometric-technologies/] – per una risposta si veda L. Caroli, Will the EU AI Act work? Lessons learned from past legislative initiatives, future challenges [https://iapp.org/news/a/will-the-eu-ai-act-work-lessons-learned-from-past-legislative-initiatives-future-challenges/]

[2] Commission implementing decision of 22.5.2023 on a standardisation request to the European Committee for Standardisation and the European Committee for Electrotechnical Standardisation in support of Union policy on artificial intelligence, C(2023) 3215 final.

[3] In particolare, IEC – CENELEC Agreement on Common planning of new work and parallel voting, Frankfurt, 17 October 2016; Agreement on technical co-operation between ISO and CEN, Vienna, 27 June 1991.

[4] EO OMB, Memorandum on Advancing Governance, Innovation, and Risk Management for Agency Use of Artificial Intelligence, par. 5.

[5] Per un’analisi sul rapporto fra gli standards ISO/IEC e l’elaborazione degli standard armonizzati europei si vedano Soler Garrido, J., Fano Yela, D., Panigutti, C., Junklewitz, H., Hamon, R., Evas, T., André, A. and Scalzo, S, Analysis of the preliminary AI standardisation work plan in support of the AI Act, Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2023, doi:10.2760/5847, JRC132833, e D. Squillace, Normiamo l’AI | Workshop AgID | 18/10/2023 [https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/presentazione_squillace_2023-10-18.pdf].

[6] In chiave critica, Hadrien Pouget, Ranj Zuhdi, AI and Product Safety Standards Under the EU AI Act [https://carnegieendowment.org/2024/03/05/ai-and-product-safety-standards-under-eu-ai-act-pub-91870]

[7] che nel momento in cui leggete questo articolo dovrebbe essere ormai pubblicato come UNI/CEI ISO/IEC 42001:2023 (cfr. https://www.uni.com/partecipare/inchieste/preliminari/dettaglio/?sku=PRJ_UNI1613606_201331_IPP).

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati

Articolo 1 di 4