A&T 2026

Robotica avanzata: la strategia italiana per competere con Cina e Usa



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La robotica cresce rapidamente: nel 2025 si contano 14.500 unità distribuite nel mondo. A&T 2026 a Torino mostra come l’AI “fisica” renda automazione e robot più adattivi. CIM e imprese sperimentano cobot, umanoidi, 3D printing e intralogistica, puntando su competenze e sicurezza

Pubblicato il 24 feb 2026

Mirella Castigli

ScenariDigitali.info



trend tech 2026 robot altruisti; Robot umanoidi collaborativi e automazione, ecco lo scenario dell’innovazione che sta sorgendo a Torino intorno al Centro di Competenza CIM

A livello globale, secondo l’Economist, siamo passati da 3mila robot distribuiti nel 2024 alle 14.500 unità nel 2025. Mentre Pechino accelera su scala industriale, gli Usa mirano all’automazione evoluta e l’Italia punta sui sensori.

Alla fiera per l’industria manifatturiera A&T – Automation & Testing 2026, giunta alla ventesima edizione, che si è tenuta dall’11 al 13 febbraio, nella cornice dell’Oval Lingotto di Torino, robotica e automazione hanno fatto la parte del leone. Segno di un’industria che evolve grazie ai passi avanti in un settore d’eccellenza e dove il contributo dell’intelligenza artificiale fa la differenza.

“Su Torino, dove ha sede il nostro Centro di Competenza CIM, si sta sviluppando un ecosistema nazionale per l’industria e la manifattura intelligente. Un’analisi più ampia, estesa all’intero Paese, mostra una traiettoria industriale condivisa in cui robotica avanzata, intelligenza artificiale e manifattura digitale convergono. In questo scenario tutti gli attori coinvolti operano in modo integrato e interconnesso”, commenta Enrico Pisino, ingegnere e CEO di CIM.

L‘intelligenza artificiale “fisica”

Cina e Usa sembrano inarrivabili, ma, in realtà, nelle tecnologie di frontiera, la manifattura italiana punta ad emergere nell’implementazione della robotica evoluta e degli umanoidi.

Alla fiera dedicata all’automazione, al testing e alla robotica, che si è svolta al Lingotto di Torino e che quest’anno ha visto convergere 300 espositori e alla guida l’Italian Exibition Group (IEG), post acquisizione del 2025, ha catalizzato grande attenzione l’intelligenza artificiale “fisica” ovvero legata a robotica e automazione, per consentire il movimento negli spazi aperti a robot e macchinari,

L’AI, che spazia dalla robotica all’aerospazio fino all’automotive, rappresenta la leva fondamentale per la competitività delle Pmi della manifattura italiana.

Del resto, competitività, fertilizzazione incrociata tra settore automobilistico e aerospaziale e robotica avanzata sono alcuni dei temi della tre giorni torinese.

“Torino vanta una storia profonda nell’automazione e nella meccatronica, sostenuta da due filiere industriali di riferimento: automotive e aerospace. Oggi questa tradizione evolve e contamina tutte le filiere industriali del manifatturiero grazie all’integrazione tra competenze industriali consolidate, università, centri di ricerca e nuove startup tecnologiche. In questo contesto il CIM agisce come piattaforma abilitante: mettiamo a disposizione infrastrutture, linee pilota e competenze per supportare tutte le imprese, comprese le Pmi, nei percorsi di transizione digitale e green, e per accompagnare progetti, soluzioni e servizi d’innovazione già pronti a essere testati sul mercato”, spiega Enrico Pisino.

Lo studio

La manifattura sta evolvendo verso un modello uomo-macchina integrato, dove la robotica collaborativa opera affiancando l’operatore per incrementare produttività e safety.

In questo quadro dell’innovazione torinese, il Competence Center CIM ha rilasciato un white paper su Advanced Robotics da cui emerge che si prevede le nuove tecnologie possano generare 1,8 milioni di posti di lavoro aggiuntivi nell’arco dei prossimi anni, con il coinvolgimento complessivo di 9 milioni di dipendenti che hanno seguito itinerari di upskilling e reskilling.

Infatti, secondo Enrico Pisino, “i robot umanoidi collaborativi non sono suggestioni futuristiche, ma sistemi ormai maturi per operare in ambienti industriali reali, in piena sintonia con le abilità tecniche degli operatori. L’umanoide collaborativo rappresenta una risposta concreta alla crescente esigenza di produttività e produzioni ad altissima precisione, dove la tecnologia intelligente della macchina e il sapere umano lavorano in armonia”.

Secondo l’indagine, dunque, l’intelligenza artificiale non serve a sostituire, bensì a trasformare competenze e processi. Per essere competitivi con player globali come Cina, Giappone e Usa, occorre adottare un percorso di personalizzazione, scalabilità e sostenibilità delle implementazioni.

L’AI nei processi manifatturieri: il quadro dell’innovazione torinese

Le risorse del Pnrr hanno permesso supportare le imprese impegnate ad adottare l’AI nei processi produttivi. Ma ora il Pnrr è agli sgoccioli e occorre reperire ulteriori sostegni per assicurare gli investimenti, la formazione e il trasferimento tecnologico nel tempo. Servono per imprimere un’accelerazione nella transizione e per competere sui mercati globali, anche in questa fase di de-globalizzazione, dovuta all’effetto dei dazi e alle tensioni geopolitiche.

“Grazie all’intelligenza artificiale, i processi industriali stanno diventando più adattivi: l’AI rende i robot più ‘capaci di apprendere’”, sottolinea l’ingegner Pisino: “Questo aspetto è decisivo anche in ottica di manutenzione predittiva, perché consente una significativa riduzione dei fermi macchina e abilita una pianificazione intelligente dei processi, in grado di reagire in tempo reale ai cambiamenti della domanda o della supply chain. L’automazione, quindi, non è più rigida: diventa intelligente e quindi adattiva”.

Additive manufacturing e intralogistica

L’intelligenza artificiale fa da padrone, ma non è l’ìunica innovazione nella manifattura torinese.

Grande enfasi ha suscitato la 3D Tech destinata alla manifattura additiva o additive manufacturing che, a fronte di applicazioni evolute in automotive e aerospazio, si conferma come tecnologia abilitante per velocizzare la prototipazione, alleggerire le componenti e ottimizzare la supply chain.

Inoltre l’intralogistica è un tema di forte attualità. Material handling, automatizzazione dei magazzini e gestione intelligente dei flussi interni rappresentano asset critici per aumentare l’efficienza produttiva.

In questo panorama, A&T Next aiuta a valorizzare startup e deep tech, disegnando un ecosistema che cresce integrando ricerca, atenei e industria.

Formazione, trasferimento tecnologico e capitale umano

L’AI, insieme a robotica e digital manufacturing, si propone come infrastruttura strategica per l’integrazione delle filiere globali e per attrarre e valorizzare i talenti.

“In questa prospettiva diventa essenziale attivare percorsi permanenti di formazione specialistica, upskilling e reskilling del capitale umano, per garantire un equilibrio consapevole tra le potenzialità della tecnologia e il valore di competenze, esperienza e talento umano”, continua Enrico Pisino.

I casi concreti dello scenario dell’innovazione torinese

“L’IA generativa è ormai una tecnologia solida e scalabile, sia nella manifattura sia nella Pubblica Amministrazione. Oggi si parla di IA agentica, un passaggio evolutivo che consente di strutturare competenze, task e responsabilità digitali, rendendo i processi più rapidi, accurati ed efficienti all’interno dell’industria avanzata”, avverte Enrico Pisino: ma “la novità più significativa è rappresentata dall’IA fisica, che permette già oggi alle imprese di adottare tecnologie intelligenti come AMR, cobot, robot manipolatori e umanoidi, capaci di assumere attività ripetitive e gravose. È qui che si misura il cambiamento: nell’evoluzione dei mestieri all’interno delle fabbriche”.

Samec, azienda di Rivoli specializzata nella creazione di componenti e sistemi di manipolazione lamiera, due anni fa è stata in grado di sviluppare, insieme al CIM, il primo prototipo di robot collaborativo – Alba – per l’assemblaggio dei sistemi transfer press.

“Come CIM supportiamo quotidianamente le imprese in questa trasformazione. I casi concreti sono numerosi. Tra questi, una realtà industriale di medie dimensioni specializzata nella produzione di componenti e sistemi per la manipolazione della lamiera: insieme ai nostri team ha sviluppato il primo prototipo di robot collaborativo destinato all’assemblaggio dei sistemi transfer press. Una soluzione capace di ridurre il fermo pressa del 75%, trasformandosi in una vera abilitazione industriale e in un significativo vantaggio competitivo“.

La realtà industriale e l’innovazione torinese

“Lo scenario che vedo oggi non è quello di una fabbrica senza persone, ma di una fabbrica in cui il lavoro umano viene potenziato da sistemi intelligenti. I robot collaborativi, umanoidi inclusi, assumono compiti ripetitivi, usuranti o ad alto rischio; le persone, invece, si concentrano su supervisione, gestione, creatività e miglioramento continuo. È questa integrazione e relazione naturale uomo-macchina, sostenuta dall’AI e dai dati, a delineare la nuova manifattura avanzata. Come CIM stiamo lavorando proprio per consentire alle imprese di testare queste tecnologie in ambienti controllati, valutarne l’impatto economico e organizzativo, e poi scalarle in fabbrica. È un approccio fondamentale, soprattutto per le PMI, che difficilmente possono permettersi investimenti ‘alla cieca’. Torino, grazie alla concentrazione di competenze industriali e tecnologiche, ha tutte le condizioni per diventare un laboratorio nazionale dell’automazione intelligente e collaborativa”, evidenzia Enrico Pisino.

L’intelligenza artificiale, in grado di integrarsi con robotica, additive manufacturing e intralogistica, non rappresenta più una prospettiva futura, ma una realtà industriale concreta. Per le PMI italiane, la trasformazione digitale e green passa da qui.

“La sfida, oggi, è rendere i distretti industriali italiani acceleratori di innovazione: luoghi in cui le tecnologie possano essere testate, validate e rese immediatamente adattabili alle esigenze specifiche delle imprese del made in Italy”, conclude l’Ad di CIM.

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