A chi appartiene un’azienda? La risposta più diffusa sembra ovvia: agli azionisti. Hanno conferito il capitale, sopportano il rischio e possiedono le azioni. A partire dagli anni Ottanta, questa intuizione è stata trasformata in una dottrina manageriale: l’azienda dovrebbe essere governata principalmente per massimizzare il valore per gli azionisti. La successiva affermazione dello stakeholder capitalism ha corretto la prospettiva, ricordando che nessuna organizzazione vive di solo capitale. Dipendenti, fornitori, clienti, comunità, istituzioni e partner contribuiscono alla sua capacità di operare e ne subiscono gli effetti.
economia della conoscenza
L’azienda è più dei suoi azionisti: il valore nascosto nelle relazioni
Azionisti e stakeholder contribuiscono alla vita dell’impresa, ma non la possiedono come un oggetto. Rileggerla come istituzione autonoma permette di ripensare profitto, governance e capitale cognitivo, mentre l’AI rende visibili relazioni e conoscenze che i bilanci tradizionali non rappresentano pienamente
Economista e stratega di finanza aziendale, fondatore di Diotima Society
presidente Diotima society

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