La manifattura italiana non è un capitolo del passato: è, al momento, il pezzo più concreto del nostro futuro. È la spina dorsale che tiene insieme salari, export, ricerca applicata, filiere territoriali e competenze tecniche che non si improvvisano, insieme a una cultura del “fare bene” che, quando funziona, diventa reputazione del Paese.
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Manifattura italiana, perché il 2026 è l’anno della fabbrica cognitiva
La manifattura resta l’asse del Made in Italy: tiene insieme salari, export, ricerca applicata e filiere. Ma tra energia instabile, supply chain fragili e nuova concorrenza, l’eccellenza non basta. Serve un salto organizzativo e digitale per non ridursi a un’etichetta senza fabbrica
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