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Il potere geopolitico passa dall’AI: la lezione della Cina per il 2026



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La Cina tratta l’AI come tecnologia strategica e rischio di instabilità, regolando dati, modelli e contenuti generati. Dataset filtrati, etichette obbligatorie, tracciabilità e test ideologici mirano a conciliare competitività globale e controllo politico, con verifiche continue anche dopo il rilascio

Pubblicato il 5 gen 2026

Maurizio Carmignani

Founder & CEO – Management Consultant, Trainer & Startup Advisor



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Pechino considera l’AI una tecnologia strategica e, allo stesso tempo, un potenziale fattore di instabilità. Per questo la sviluppa come infrastruttura nazionale, imponendo regole stringenti su dati, modelli e diffusione dei contenuti. Un approccio coerente che punta a tenere insieme competitività globale e controllo politico. La strategia non è improvvisata né puramente repressiva: è il risultato del tentativo di tenere insieme innovazione e stabilità, crescita tecnologica e controllo politico, in un equilibrio diverso da quello perseguito da Stati Uniti ed Europa.

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