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AI Continent Action Plan, un anno dopo: cosa è fatto, cosa manca



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Dodici mesi dopo il lancio dell’AI Continent Action Plan, l’Europa conta progressi concreti sull’infrastruttura di calcolo e sull’adozione, ma accusa ritardi su talenti e semplificazione normativa. Il Digital Omnibus on AI ridefinisce obblighi AI Act per imprese e PA. Il 2 agosto 2026 è la data da monitorare

Pubblicato il 20 apr 2026

Silvia Stefanelli

Studio Legale Stefanelli & Stefanelli



sovranità digitale europea (2) (1) ai continent action plan
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Esattamente un anno dopo, in data 9 aprile 2026, la Commissione europea fa il punto dei primi dodici mesi di attuazione dell’AI Continent Action Plan, pubblicando un comunicato stampa dal titolo eloquente: «AI Continent Action Plan delivers major milestones».

Il messaggio è netto: «Progress is visible across all five pillars: infrastructure, data, talent, adoption and trustworthy AI».

Vediamo allora cosa è stato davvero fatto, cosa resta programmatico e – soprattutto – cosa deve sapere chi sviluppa, acquista o governa sistemi di IA in Europa.


Cos’è l’AI Continent Action Plan: origini e cinque pilastri

Il Piano è una Comunicazione della Commissione europea del 9 aprile 2025: atto non vincolante, programmatico, che segna uno spostamento importante del baricentro europeo sull’IA. Dopo l’adozione dell’AI Act (Regolamento (UE) 2024/1689), Bruxelles ha infatti riconosciuto che la sola regolazione non basta a fare dell’UE una potenza tecnologica. Occorrono infrastrutture, dati, competenze, adozione.

La strategia ruota attorno a cinque aree:

(1) infrastruttura di calcolo, con AI Factories, AI Gigafactories e un futuro Cloud and AI Development Act;

(2) dati, con la Data Union Strategy e i Data Labs all’interno delle AI Factories;

(3) sviluppo di algoritmi e adozione dell’IA nei settori strategici, tramite l’Apply AI Strategy;

(4) competenze, con la AI Skills Academy, fellowship e attrazione di ricercatori internazionali;

(5) semplificazione delle regole, con l’AI Act Service Desk e interventi mirati di alleggerimento dell’AI Act.

Il tutto innestato su InvestAI, l’iniziativa annunciata al Summit di Parigi del febbraio 2025, che dovrebbe mobilitare 200 miliardi di euro di investimenti in IA, 20 dei quali destinati specificamente alle Gigafactories.


I risultati pilastro per pilastro: cosa dice la Commissione

Nel comunicato del 9 aprile 2026, accompagnato da due nuovi report (un paper del Joint Research Centre sull’adozione dell’IA nella pubblica amministrazione e uno Science for Policy brief su un decennio di politiche UE sull’IA), la Commissione elenca i risultati pilastro per pilastro.

Sull’infrastruttura: 19 AI Factories operative (a fronte delle 13 «almeno» previste entro il 2026), 13 AI Factory antennas che estendono l’accesso regionale, AI Gigafactories «coming soon». Il call for interest chiuso nel 2025 ha raccolto 76 risposte da 60 siti in 16 Stati membri.

Sui dati: la Data Union Strategy è stata adottata il 19 novembre 2025, insieme al Digital Omnibus on AI Regulation Proposal, COM(2025) 836 final.

Sui talenti: l’European Legal Gateway Office UE-India è stato lanciato nel febbraio 2026 all’AI Impact Summit di Nuova Delhi; l’AI Skills Academy è ancora in fase di costruzione attraverso i bandi DIGITAL Europe.

Sull’adozione: Apply AI Strategy e AI in Science Strategy sono state presentate l’8 ottobre 2025, con circa 1 miliardo di euro già destinato a bandi nei settori strategici.

Sulle regole: l’AI Act Service Desk è operativo e la Commissione ha presentato il Digital Omnibus on AI per semplificare specifiche disposizioni del Regolamento (UE) 2024/1689.

Sulla carta sembra tutto in ordine. A bene vedere, però, il quadro è un po’ più sfumato: diciamo che tutto è partito, ma per buona parte siamo ancora in corsa.


Infrastruttura: AI Factories operative, Gigafactories ancora in costruzione

Sul fronte infrastrutturale il risultato è il più tangibile. Le AI Factories sono passate da zero a 19 operative in diciotto mesi, con 13 antenne a estendere l’accesso regionale. Le Gigafactories restano invece in costruzione. Erano fino a cinque nell’impianto originario, con 100.000 processori IA ciascuna. Al momento si è in fase di selezione dei consorzi, con il bando ufficiale atteso tra fine 2025 e 2026. Per gli operatori che pianificano l’addestramento di modelli di grandi dimensioni – in particolare in ambito life science, medical device e ricerca scientifica – l’accesso alle AI Factories già attive tramite EuroHPC JU rimane la via più concreta nel breve periodo.


Dati e semplificazione: Data Union Strategy e Digital Omnibus on AI

Il 19 novembre 2025 è arrivato il pacchetto politicamente più denso: Data Union Strategy e Digital Omnibus on AI.

La Data Union Strategy punta a sbloccare accesso e circolazione dei dati per lo sviluppo dell’IA in Europa, rafforzando gli European Data Spaces e l’interoperabilità. Si tratta di un importante sforzo di coordinamento utile rispetto all’impianto già tracciato da Data Governance Act (Regolamento (UE) 2022/868) e Data Act (Regolamento (UE) 2023/2854).

Contemporaneamente è stato pubblicato il più delicato il Digital Omnibus on AI Regulation Proposal, COM(2025) 836 final, proposta di semplificazione mirata di alcune disposizioni dell’AI Act. L’obiettivo dichiarato è ridurre i costi di compliance e garantire certezza del diritto alle imprese, specialmente alle PMI. In sostanza attraverso lo strumento della semplificazione – anche per cercare di mantenere un po’ di competitività con i giganti oltreoceano – si ridefiniscono obblighi informativi, tempistiche e soglie di applicazione. Forse stiamo un po’ abbassando l’asticella, ma io credo che non possiamo fare diversamente se vogliamo sopravvivere commercialmente.

Il Digital Omnibus on AI: cosa cambia per le imprese

In particolare i focus sono su: modifiche al regime di trasparenza dei modelli GPAI, obblighi di marcatura dei contenuti generati o manipolati, tempistiche di registrazione nella banca dati europea prevista dall’AI Act, requisiti di documentazione tecnica per i sistemi ad alto rischio.

Al momento la proposta di Digital Omnibus on AI è già passata in plenaria al Parlamento europeo e si trova nella fase di trilogo con Consiglio e Commissione. Siamo quindi nella fase di negoziato interistituzionale del procedimento legislativo ordinario (COD 2025/0359).


Talenti e adozione: AI Skills Academy in ritardo, Apply AI già operativa

Sulle competenze, l’iniziativa più rilevante è l’European Legal Gateway Office UE-India, lanciato nel febbraio 2026 a Nuova Delhi: un primo tassello per attrarre talenti ICT dall’India, senza il quale l’UE non colma il proprio deficit di competenze in IA. L’AI Skills Academy, per contro, resta in costruzione attraverso i bandi DIGITAL Europe: qui il ritardo rispetto al piano originario è importante.

Sull’adozione, il pacchetto Apply AI Strategy + AI in Science Strategy (8 ottobre 2025) è il motore più operativo del piano. Il miliardo di euro di bandi già aperti è destinato ai settori strategici – sanità, manifattura avanzata, settore pubblico: per pharma e medtech, la notizia di rilievo è la European network of AI-powered advanced screening centres e un frontier AI grand challenge dedicato alle applicazioni di frontiera.

L’AI Act Service Desk, operativo dall’estate 2025, offre risposte personalizzate, alberi decisionali e strumenti di autovalutazione a imprese e organizzazioni. È uno strumento utile, da usare specialmente per le SME e per i provider di modelli di IA.


Il bilancio a dodici mesi: hardware avanti, software regolatorio in ritardo

A dodici mesi dal lancio, dunque, il bilancio dell’AI Continent Action Plan è a due velocità. Hardware e investimenti corrono: AI Factories, Gigafactories in gestazione, Apply AI con bandi già aperti. Il software regolatorio, invece, è ancora in lavorazione: Digital Omnibus in discussione, Cloud and AI Development Act atteso, AI Skills Academy in costruzione. La Commissione ha annunciato che lo European AI Innovation Month si terrà dal 14 ottobre al 17 novembre 2026: sarà l’occasione per vedere le prime applicazioni industriali mature.


Cosa fare adesso: implicazioni pratiche per imprese, PA e sanità

Quali sono allora i punti di rilievo per chi opera nel settore AI?

In primo luogo chi sviluppa o integra modelli di IA dovrebbe valutare seriamente l’accesso alle AI Factories tramite EuroHPC per ridurre i costi di addestramento, in particolare per applicazioni in sanità, scienza e medical device.

Va poi monitorato con attenzione l’iter del Digital Omnibus on AI, COM(2025) 836. Le modifiche all’AI Act dovrebbero incidere – diminuendo – obblighi di trasparenza, marcatura dei contenuti generati, tempistiche di registrazione. Quindi seguire il percorso può evitare lavori che potrebbero non essere più legislativamente necessari.

Ancora, i bandi Apply AI – sanità in particolare – sono aperti. Pharma, medtech e digital health dovrebbero censirli e individuare le linee di intervento compatibili con i propri progetti.

Infine l’AI Act Service Desk è uno strumento da usare, specialmente per chi ha dubbi sulla qualificazione di uno specifico sistema. Richiedere un parere informale prima di un’ispezione è sempre più efficiente che difendersi dopo.


Le scadenze da non perdere: il 2 agosto 2026 e il possibile slittamento al 2027

Da ultimo le scadenze.

Non va dimenticata la scadenza: il 2 agosto 2026 scatta l’applicazione piena degli obblighi sui sistemi ad alto rischio Allegato III ai sensi dell’AI Act (biometria, infrastrutture critiche, istruzione, occupazione, servizi essenziali, giustizia, frontiere).

Sembra che gli obblighi possano scivolare al 2 dicembre 2027. Però bisogna che la modifica sia approvata entro quella data ed il tempo non è molto.

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